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Gravidanza
Ultima modifica: 10/04/2012

Frequenza cardiaca in gravidanza

La gravidanza determina tutta una serie di modificazioni emodinamiche, necessarie a soddisfare le esigenze nutritive nel feto. Tra queste ricordiamo l'aumento del volume di sangue circolante, della gittata sistolica e della frequenza cardiaca; quest'ultima, in particolare, inizia a salire sin dalla quarta settimana dal concepimento e continua a crescere per tutto il resto della gravidanza. In vista del parto, la frequenza cardiaca sarà salita di circa 15 battiti al minuto rispetto ai valori pregravidici, mentre un quinto del sangue circolante materno affluirà costantemente all'utero.

Frequenza cardiaca in gravidanzaL'espansione della volemia (quantità di sangue circolante) è quantificabile in un 30-50% rispetto ai valori pregravidici. Per pompare in circolo le aumentate quantità di sangue, il cuore ha due possibilità: accrescere la propria velocità di contrazione (frequenza cardiaca) od aumentare la quantità di sangue espulsa ad ogni contrazione (gittata sistolica). Naturalmente, vengono sfruttati entrambi i meccanismi.

A parità di sforzo, durante un esercizio fisico la gittata sistolica e la frequenza cardiaca aumentano di più nelle gestanti rispetto alle donne non incinta.

Durante il travaglio, la portata cardiaca aumenta di un ulteriore 10%, mentre dopo il parto frequenza e gittata pulsatoria diminuiscono dapprima rapidamente, poi con maggiore gradualità; i livelli pregravidici verranno raggiunti circa 6 settimane dopo il parto.

Frequenza cardiaca in gravidanza: valori normali

Durante una normale gravidanza, la frequenza cardiaca passa indicativamente dai canonici 70 battiti al minuto agli 80-90 bpm.

Frequenza cardiaca in gravidanza: valori durante l'attività fisica

Durante la gravidanza sono fortemente sconsigliati gli allenamenti ad elevata intensità, per evitare inutili rischi di ipossia fetale (diminuzione di ossigeno al feto a causa delle elevate esigenze metaboliche dell'organismo materno impegnato a sostenere sforzi estenuanti).

Più che consigliare dei valori rigidi riguardanti le frequenze cardiache ideali, da rispettare durante gli allenamenti, è sicuramente meglio personalizzare al massimo il livello di intensità previsto. Si consiglia pertanto di:

allenarsi a frequenze cardiache comprese tra il 50 ed il 70% della FCmax, oppure allenarsi ad un livello di sforzo compreso tra il decimo ed il quindicesimo punto della scala di Borg.



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Foto utenteUna curiosità: Visito sempre il vostro sito e apprendo tante notizie interessanti e dettagliate dal punto di vista scientifico. Se possibile vorrei conoscere quali siano le fonti da cui attingete. Grazie, a presto!
 

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Sabato, 26 maggio 2012 ore 02:12