Fosfatasi alcalina (ALP)

Introduzione

La determinazione della fosfatasi alcalina sierica viene utilizzata ormai da molti anni nella diagnostica delle malattie dello scheletro e del fegato; stiamo infatti parlando di un enzima, un marcatore della neoformazione ossea localizzato sulla membrana plasmatica degli osteoblasti (le cellule dell'organismo deputate alla sintesi di tessuto osseo).

Fosfatasi alcalina ALP alta: possibili cause

Fosfatasi alcalina

Valori elevati di fosfatasi alcalina si registrano in diverse condizioni patologiche, specie in presenza di patologie ad elevato turn-over osseo, come morbo di Paget, osteomalacia (ipovitaminosi D), osteomielite, iperparatiroidismo, metastasi ossee ed osteoporosi. I valori di fosfatasi alcalina sono particolarmente elevati anche in due condizioni fisiologiche: nel bambino, soprattutto nei periodi di rapida crescita, e durante la seconda metà della gravidanza. Nella gestante un aumento particolarmente elevato della fosfatasi alcalina può tuttavia assumere significato patologico (ittero gravidico). La fosfatasi alcalina aumenta anche durante il processo di guarigione delle fratture ossee e dopo la menopausa, età in cui il pericolo di osteoporosi si fa più concreto.

Per quanto detto sinora, il dosaggio della fosfatasi alcalina risulta particolarmente utile, oltre che nella diagnosi, nel monitoraggio delle malattie sopraelencate e nella valutazione della risposta terapeutica.

 

I valori di fosfatasi alcalina aumentano notevolmente anche in alcune malattie del fegato, come in presenza di ittero da stasi epato-biliare, calcoli, cirrosi, epatiti acute, neoplasie primitive e secondarie. Nel sangue, alle fosfatasi alcaline di derivazione ossea - che rappresentano la quota di maggiore importanza - si affiancano infatti quelle di origine epatica (in proporzioni simili) e renale (in proporzioni nettamente inferiori); sono altresì conosciute altre isoforme prodotte dall'intestino (nel 25% dei soggetti), dalla placenta (nella seconda metà della gravidanza) e dai leucociti. In alcune condizioni patologiche, inoltre, possono comparire frazioni anomale delle fosfatasi alcaline, come gli isoenzimi Regan, Nagao, Kasahara, prodotti da alcuni tumori maligni. Per quanto detto, aumenti della fosfatasi alcalina sierica si possono registrare anche in presenza di malattie intestinali, come la rettocolite emorragica e la diarrea cronica.

Oggi è possibile differenziare in laboratorio le diverse isoforme della fosfatasi alcalina: questa procedura può essere utile nelle situazioni in cui è necessario verificare se l'eventuale aumento dell'enzima nel sangue deriva dal fegato, dalle ossa o dalla placenta. Il dosaggio della fosfatasi alcalina viene di norma integrato con altri test, ad esempio bilirubina, transaminasi AST e ALT se si desidera monitorare la funzionalità epatica.