Flatulenza: introduzione e curiosità
Il termine flatulenza descrive una condizione caratterizzata da un'eccessiva sintesi di gas a livello gastrointestinale e accompagnata ad un'abnorme emissione degli stessi dal retto.
Le cause all'origine del fenomeno possono essere molteplici. Spesso la flatulenza è causata da un aumento dei processi fermentativi o putrefattivi, conseguenti ad errori alimentari di tipo qualitativo e quantitativo. Altre volta è colpa di farmaci, stress ed eccessiva tensione.
Sebbene quello delle fermentazioni intestinali sia un fenomeno assolutamente fisiologico, l'eccessiva produzione di gas che caratterizza la flatulenza si accompagna spesso ad una fastidiosa o dolorosa distensione addominale (meteorismo), soprattutto quando, per motivi fisiologici o sociali, tali gas non riescono a trovare sfogo.
CURIOSITÀ: il rumore comunemente associato alle flatulenze è causato dalla vibrazione dell'apertura anale. Alcune persone riescono a controllare lo sfintere che normalmente chiude tale orifizio e, riducendo la pressione addominale, aspirare aria nel retto attraverso l'ano. E' il caso del famoso Joseph Pujol che, più di un secolo fa, animava la vita notturna della Belle Epoque parigina con uno spettacolo musicale a base di pernacchie. Questa peculiare abilità gli valse l'appellativo di "le Petomane".
La flatulenza riconosce diversi agenti causali. Segue un elenco dei principali.
Aerofagia: eccessiva deglutizione di aria, generalmente seguita da eruttazioni rumorose. Può avere una base patologica (reflusso gastroesofageo, ernia iatale, angina pectoris, dispepsia, ulcera peptica) o comportamentale (fumo e cattive abitudini dietetiche, come l'ingestione affrettata di alimenti o bevande, soprattutto gassate).
Eccessiva fermentazione batterica: in questi casi la flatulenza è legata all'ingestione di alimenti ricchi di oligosaccaridi che, non essendo completamente digeriti, arrivano nel colon, dove costituiscono il substrato energetico della microflora locale. Tali microrganismi sintetizzano prodotti di rifiuto gassosi, composti principalmente da: idrogeno, ossigeno, anidride carbonica, metano, azoto e dai maleodoranti scatolo, zolfo, indolo e acido butirrico. Anche l'eccesso di crusca può determinare flatulenza e tensione addominale.
Se la flatulenza non è associata a patologie o a frequenti eruttazioni, con tutta probabilità è dovuta all'eccessiva fermentazione batterica. Si parla in questi casi di iperflatulenza pura.
Patologie: gastrite, ulcera peptica (gastrica o duodenale), ernia iatale, colite, sindrome del colon irritabile, sindrome da contaminazione batterica dell'intestino tenue e allergie alimentari, ma anche disturbi dell'emotività e della sfera psichica (ansia, depressione e stress eccessivo).
Come anticipato poche righe orsono, la flatulenza è generalmente legata alla composizione della dieta, più raramente è accompagnata a patologie importanti. Per questo motivo le indagini diagnostiche sono generalmente inutili ed il problema svanisce con la semplice terapia dietetica.
Quando la flatulenza crea importanti disagi nel contesto sociale o forti dolori causati dall'eccessivo accumulo di gas, può comunque essere utile un'indagine diagnostica accurata. L'esame consiste nel raccogliere il gas espulso attraverso un tubo rettale inserito nell'ano e collegato ad una siringa. L'analisi chimica di tali gas potrà quindi stabilire l'origine della flatulenza: se il costituente maggioritario è l'azoto alla base del disturbo vi è con tutta probabilità l'aerofagia; se invece il peto è ricco di idrogeno ed anidride carbonica si tratta di malassorbimento dei carboidrati, con conseguente iperfermentazione batterica.
In ogni caso, per poter parlare di flatulenza, il numero di espulsioni giornaliere dev'essere superiore a 25; il gas emesso deve inoltre superare i 100 ml/h. Sono invece del tutto normali 10-20 passaggi al giorno, per un volume complessivo di circa un litro d'aria.
Capita spesso che il paziente attribuisca l'origine del dolore addominale alla flatulenza, quando in realtà alla base del disturbo esiste soltanto un'aumentata sensibilità della parete colica (sindrome del colon irritabile). Si ha così l'impressione che alcuni cibi provochino gonfiore ma, in effetti, essi stimolano non tanto la flatulenza, quanto una serie di contrazioni intestinali involontarie, che vengono percepite come un fastidioso senso di distensione gassosa.
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