Finasteride - Ipertrofia prostatica benigna e alopecia androgenetica

Andi Cenko Farmacista

Generalità

La finasteride è un farmaco antiandrogeno a struttura azosteroidea, che agisce come inibitore dell'enzima 5-alfa reduttasi di tipo II.

L'uso a cui la finasteride era stata inizialmente destinata si limitava al trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna e del cancro della prostata. finasterideSoltanto in un secondo momento, considerati i risultati nell'inibizione dell'enzima 5-alfa reduttasi, con blocco della conversine del testosterone in diidrotestosterone (ques'ultimo responsabile della caduta dei capelli nell'alopecia androgenetica), si è pensato di usare la finasteride anche nel trattamento dell'alopecia androgenetica.

Scoperta e Sviluppo

Tutto iniziò nel 1974, quando la ricercatrice Julianne Imperato-McGinley del Cornell Medical College a New York presentò le sue ricerche in una conferenza sui difetti della nascita, condotte su un gruppo di bambini ermafroditi delle isole Caraibiche. Questi bambini, che alla nascita presentavano una sessualità ambigua, furono cresciuti inizialmente come femmine, considerate anche le ridotte dimensioni degli organi maschili.

Tuttavia durante la pubertà questi individui presentavano organi maschili sviluppati e altre caratteristiche androgene tipiche del periodo post-puberale. Dall'approfondimento  degli studi si certificò che tutti questi bambini avevano in comune una mutazione genetica che causava una ridotta disponibilità dell'enzima 5-alfa reduttasi e dell'ormone maschile diidrotestosterone, la cui carenza era responsabile dello sviluppo sessuale anomalo.

Dopo il periodo della pubertà, con la maturazione sessuale, si notò che tutti gli individui presentavano una prostata di dimensioni ridotte rispetto alla norma.
Nel 1975 all'allora capo ricerca della casa farmaceutica Merck, P. Roy Vangelos,  vennero presentati i risultati dello studio della ricercatrice Imperato-McGinley; analizzando i dati rimase intrigato dal fatto che la carenza dell'ormone diidrotestosterone portava a un sottosviluppo della prostata; decise allora di iniziare il lavoro per sintetizzare un inibitore dell'enzima 5-alfa reduttasi capace di ricreare la condizione verificatasi nei bambini ermafroditi studiati, cioè la riduzione delle dimensioni della prostata;  tutto questo per rivolgere l'utilizzo del farmaco al trattamento di persone anziane affette da iperplasia prostatica benigna.

Così, dopo anni di ricerca, nel 1992 la casa farmaceutica Merck ha ottenuto l'approvazione dalla Food and Drug  Administration  per l'immissione in commercio della finasteride, indicata nel trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna in compresse da 5 mg, sotto il nome registrato di Proscar ®. In Italia la vendita del Proscar è stata autorizzata nel 1997.

La patente della casa farmaceutica Merck sul Proscar è scaduta nel 2006; da allora la finasteride  viene commercializzata  anche come  farmaco generico sotto i nomi: Finasteride ®, Asterid ®, Finastid ®, Finestar ®, Prostide ®, Genaprost ® ecc.

È stato provato che occorrono più di sei mesi di trattamento per apprezzare i benefici del farmaco sull'iperplasia prostatica benigna; nel caso l'assunzione di finasteride venga interrotta o avvenga in modo discontinuo, gli effetti positivi che seguono il trattamento potrebbero regredire

Impiego nell'alopecia androgenetica

Considerando  gli studi sull'effetto inibitorio della finasteride sull'enzima 5-alfa reduttasi, e basandosi anche su altri studi che dimostravano come l'ormone diidrotestosterone sia responsabile della perdita dei capelli nell'alopecia androgenetica, si è cercato di trovare un possibile impiego della finasteride anche nel trattamento contro la perdita dei capelli.

Quindi nel 1997 la casa farmaceutica Merck ha ottenuto l'approvazione della Food and Drug Administration per commercializzare negli Stati Uniti la finasteride, in compresse da 1 mg, per il trattamento dell'alopecia androgenetica, sotto il nome registrato di Propecia ®.

In Italia la commercializzazione della Propecia è avvenuta nel 1999.

Propecia è rimasta protetta dal brevetto fino al 2013, dopodiché è stato possibile commercializzare anche le specialità generiche della stessa.

Efficacia

Per provare l'efficacia della finasteride nel contrastare la caduta dei capelli associata ad alopecia androgenetica, è stato eseguito uno studio di 5 anni con pazienti che lamentavano una perdita di capelli considerevole, ma comunque non eccessiva. Alla fine dello studio è stato confermato che in 2 pazienti su 3 non solo si era contrastata con successo la perdita dei capelli, ma si era verificata addirittura una ricrescita di nuovi capelli. 

Nello stesso studio è stato confermato da fotografie e da un gruppo di dermatologi indipendenti che durante il trattamento con 1 mg di finasteride al giorno, nel 42% dei pazienti la perdita dei capelli si era arrestata e nel rimanente 48% del campione non solo si era fermata la caduta, ma si era verificata anche una ricrescita considerevole dei capelli.

Basandosi su studi clinici è stato confermato che la finasteride, nel trattamento dell'alopecia androgenetica,  funziona solo se somministrata per lunghi periodi; in caso di interruzione del trattamento la caduta riprende entro 6 mesi.

Meccanismo d'azione

Il testosterone nei maschi viene prodotto dai testicoli e in piccola parte dalle ghiandole surrenali.

La maggior parte del testosterone presente nel corpo si trova legato a una glicopreteina prodotta dal fegato, che trasporta l'ormone nel circolo sanguigno e prolunga la sua emivita, impedendone il metabolismo durante il trasporto ematco; tale glicoproteina viene  chiamata globulina legante l'ormone sessuale (SHBG).

Una volta liberato dalla globulina legante l'ormone sessuale, il testosterone, è libero di diffondere nell'ambiente circostante. In certi tessuti però, come la pelle, il cuoio capelluto e la prostata, il testosterone viene convertito in diidrotestosterone dall'enzima 5 -alfa reduttasi di tipo II.

Il diidrotestosterone  è però un androgeno più potente del testosterone e ha una maggiore affinità per il recettore androgeno, quindi si può dedurre che l'enzima 5-alfa reduttasi di tipo II è un potenziatore dell'effetto androgeno del testosterone nei tessuti sopracitati.

Quindi la finasteride agisce come inibitore competitivo (compete con il testosterone, rimpiazzandolo) dell'enzima 5-alfa reduttasi di tipo II; tutto  questo diventa possibile grazie alla sua struttura molto simile a quella del testosterone, che le permette di legarsi allo stesso sito d'azione  nell'enzima; non essendo però uguale al testosterone, la finasteride rimane attaccata all'enzima sfruttando le sue proprietà farmacologiche, rendendo così possibile il blocco dell'enzima 5-alfa riduttasi di tipo II.

La conseguente riduzione del diidrotestosterone nel cuoio capelluto permette di ridurre la perdita dei capelli, mentre la riduzione del diidrotestosterone nella prostata rende possibile una riduzione del volume della prostata stessa, migliorando il quadro clinico che accompagna l'ipertrofia prostatica benigna.


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Ultima modifica dell'articolo: 02/12/2016