Fibrinogeno

Ruolo biologico e significato clinico

Il fibrinogeno, o fattore I della coagulazione, è una glicoproteina plasmatica sintetizzata dal fegato con lo scopo di favorire l'emostasi (coagulazione del sangue). Il fibrinogeno costituisce il substrato su cui agisce la trombina, un enzima proteolitico che determina la conversione del fibrinogeno in fibrina. Questa reazione rappresenta la tappa finale della cascata coagulativa, grazie alla quale si viene a formare un intreccio proteico (dato dalla polimerizzazione della fibrina) che ingloba tra le sue maglie piastrine e globuli rossi; si ha così la formazione di un coagulo, massa semisolida che arresta l'emorragia.

La concentrazione plasmatica di fibrinogeno aumenta, in parallelo alla sua velocità di sintesi, nella fase acuta di vari stimoli flogistici (infiammatori). I livelli di fibrinogeno nel plasma subiscono anche un'influenza genetica ed il loro aumento è associato ad un rialzo del rischio cardiovascolare. Più fibrinogeno in circolo significa infatti una maggiore tendenza del sangue a coagulare, e viceversa.

Valori normali di riferimento

I livelli normali di fibrinogeno si attestano tra 150 e 400 mg/dl, a seconda dei metodi utilizzati, con un valore medio che oscilla intorno ai 225 mg/dl.

Fibrinogeno alto: possibili cause

Valori cronicamente elevati di fibrinogeno, come anticipato, sono associati ad un maggior rischio cardiovascolare (aumentata suscettibilità a malattie come trombosi, ictus, malattie coronariche, angina pectoris ed infarto). I suoi livelli, insieme alle cosiddette proteine di fase acuta (proteina C reattiva, fattori del complemento, protrombina ecc.), aumentano durante processi infiammatori di qualsiasi origine, nella ripresa da un intervento chirurgico e durante la gravidanza.

Fibrinogeno basso: possibili cause

Una riduzione dei valori di fibrinogeno si può osservare nelle gravi epatopatie (per ridotta capacità di sintesi epatica) e nella coagulazione intravascolare disseminata (per l'eccessivo consumo dovuto alla presenza di numerosi trombi). Possono essere presenti anche deficit ereditari più o meno severi - sia nella quantità di fibrinogeno in circolo, sia nella sua funzionalità - con predisposizione a gravi emorragie.