Alimentazione e ferro

Assorbimento del ferro

Il ferro presente nell'organismo deriva dall'apporto dietetico, che consente di mantenere un equilibrio tra assorbimento e perdite quotidiane.
FerroIl fabbisogno giornaliero di ferro varia in diverse condizioni fisiologiche, anche tenendo conto delle esigenze correlate all'accrescimento corporeo.
Una dieta "comune" comporta l'assunzione di 10-20 mg di ferro al giorno, ma in condizioni normali solo il 5-10% (1-2 mg circa) viene assorbito. Se il fabbisogno è aumentato si può anche arrivare al 20-30%.
Il mantenimento dell'omeostasi (equilibrio tra introiti e perdite) del ferro è assicurato dalla regolazione dell'assorbimento intestinale, che è incrementato per le esigenze dell'eritropoiesi e ridotto quando i depositi di ferro sono abbondanti.
Alimenti ricchi di ferro sono il fegato, le carni rosse, le ostriche ed i legumi.


Il suo assorbimento è ridotto nei casi di:

  • Dieta povera di ferro (in termini assoluti, ma aumenta in termini percentuali)
  • Alterazioni del pH gastrico: una riduzione dell'acidità gastrica ne riduce l'assorbimento
  • Agenti chelanti nella dieta: sostanze che lo legano, riducendone la quota disponibile
  • La eventuale diminuzione di superficie intestinale assorbente o le alterazioni delle cellule assorbenti che la costituiscono
  • Le situazioni di aumentata motilità intestinale
  • L'emocromatosi (malattia ereditaria)
  • Le situazioni che aumentino il turnover del ferro, come le anemie da carenza di vitamina B12 (perniciosa o da deficit nutrizionali) o di folati
  • Disordini metabolici
  • Presenza negli alimenti di EDTA (un conservante), di Tannati (sostanze presenti nel thè), di ossalati, fosfati e carbonati.

Ne facilitano invece l'assorbimento l'acido ascorbico (vitamina C), l'acido citrico, gli amminoacidi e gli zuccheri di origine alimentare.
Il ferro viene assorbito come ferro eminico, cioè legato all'emoglobina od alla mioglobina presenti nelle carni. Oppure può venire assorbita sotto forma solubile (ferrosa). Il ferro dell'eme è molto più assorbibile di quello inorganico.
L'assorbimento avviene a livello del duodeno (la prima porzione dell'intestino tenue) e nel primo tratto del digiuno (porzione intermedia del tenue).
L'organismo regola la quantità di ferro da assorbire con tre meccanismi:

  1. Mediante un regolatore di depositi che segnala lo stato di de/replezione dei depositi stessi.
  2. Mediante un regolatore dell'eritropoiesi, che segnala la quantità di ferro disponibile per la sintesi degli eritrociti.
  3. Mediante un meccanismo a livello renale che segnala il gradi di ipossia.

Il ferro, una volta assorbito a livello intestinale, entra nel torrente circolatorio legato ad una proteina che prende il nome di transferrina, e qui si trova in un sistema chiuso dove viene costantemente riciclato tra plasma e tessuti.
Nella pratica clinica è molto utile dosare:

La quota di transferrina circolante satura in ferro, valore che prende il nome di sideremia, ed i cui valori normali sono compresi tra 15 e 120 milligrammi su decilitro.

La capacità totale legante il ferro, che prende il nome di transferrinemia, ed i cui valori normali sono compresi tra 250 e 400 milligrammi si decilitro.

La transferrina gioca un ruolo chiave nell'emopoiesi, in quanto è responsabile della cessione del ferro agli eritroblasti, che presentano sulla loro superficie un recettore specifico per essa.

Perdite di ferro

L'escrezione fisiologica del ferro avviene con le urine, le feci, il sudore, la desquamazione di cellule intestinali, della cute, delle vie urinarie. Le perdite di ferro nell'uomo e nella donna dopo la menopausa ammontano di circa 1 mg al giorno. Nella donna in età fertile le perdite sono incrementate in considerazione del ciclo mestruale (normalmente fino a circa 25 mg/ciclo) e delle gravidanze, in quanto, dal concepimento al parto, si ha una perdita di ferro aggiuntiva di circa 700 mg, se si considerano le quote cedute al feto, l'espulsione della placenta e l'emorragia post-parto; la perdita dovuta ad allattamento è di circa 1 mg al giorno.

Metabolismo del ferro

In condizioni normali, il contenuto di ferro dell'intero organismo varia da 2 g nella donna fino a 6g nell'uomo. Il ferro è diviso in un compartimento funzionale ed in uno di deposito. Circa l' 80% del ferro funzionale si trova nell'emoglobina, la mioglobina e gli enzimi provvisti di ferro. Nel pool di deposito, costituito da emosiderina e ferritina, si trova circa il 15% del ferro totale. Va notato che le giovani donne, anche in buona salute, hanno depositi di ferro sensibilmente inferiori rispetto agli uomini. Il loro bilancio marziale (di ferro) è quindi assai più precario e sono di conseguenza più vulnerabili alle eccessive perdite od all'aumento delle richieste collegato al ciclo mestruale ed alla gravidanza.
Tutto il ferro di deposito è accumulato sotto forma di ferritina o di emosiderina. La ferritina è essenzialmente un complesso ferro-proteico che si trova in tutti i tessuti, ma particolarmente nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici.
Quando i depositi di ferro sono normali, nell'organismo si trovano solo tracce di emosiderina. Essa è formata da aggregati di molecole di ferritina. In condizioni di sovraccarico marziale, la maggior parte del ferro è depositata sotto forma di emosiderina.
Normalmente nel plasma circolano piccolissime quantità di ferritina. La ferritina plasmatica deriva in gran parte dal pool di deposito e quindi il suo dosaggio è un buon indice dell'adeguatezza delle riserve marziali dell'organismo. Nelle situazioni carenziali, la ferritina sierica è sempre inferiore a 12 microgrammi su litro mentre in condizioni di sovraccarico si possono riscontrare anche valori molto elevati, vicino a 5 mila microgrammi su litro.
L'importanza fisiologica del pool di riserva marziale consiste nella facilità di mobilizzazione in caso di un aumento delle richieste.
In condizioni normali, vi è un equilibrio tra quantità di ferritina dei depositi e quella plasmatici. Questo è un parametro utile per valutare le riserve marziali dell'organismo.
Ci sono alcune situazioni in cui si ha la crescita del ferro dei depositi:

In caso di sovraccarico derivante da un'elevata assunzione di ferro, come per esempio nei soggetti che necessitano di continue trasfusioni di sangue  od in quelli affetti da una malattia genetica chiamata emosiderosi.

Nei processi infiammatori cronici o tumorali, in cui il ferro viene portato dal compartimento circolante (utilizzabile) a quello dei depositi, con un conseguente quadro di anemia delle malattie croniche, caratterizzata da una riduzione del ferro circolante (iposideremia) e da un aumento di quello di deposito (iperferritinemia).

Distruzioni importanti dei tessuti: portano ad una liberazione in circolo del ferro contenuto nelle cellule danneggiate con un conseguente aumento della ferritina circolante.