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      Ultima modifica: 21/12/2011

Fenfluramina

La Fenfluramina è un composto racemico ad effetto anoressizzante, usato con un certo successo nel trattamento dell'obesità ma bandito dal mercato farmaceutico italiano dal lontano settembre 1997. Come tutti i composti racemici, la fenfluramina è formata dalla miscela di due isomeri otticamente attivi (enantiomeri), uno l'immagine speculare dell'altro. Una volta ingeriti, i due isomeri ottici - rispettivamente chiamati dexfenfluramina e levofenfluramina - danno origine ai relativi metaboliti, anch'essi otticamente attivi.

La Fenfluramina esibisce un marcato effetto anoressizzante (antifame); come tale, riduce il senso della fame e promuove la sazietà. Di riflesso si ottiene una negativizzazione del bilancio energetico, ritardando l'inizio del pasto e diminuendo l'apporto alimentare di nutrienti. Il meccanismo d'azione è basato sulla capacità di aumentare il rilascio di serotonina da parte dei terminali sinaptici; a livello centrale aumentano quindi i livelli di questo neurotrasmettitore, implicato nella regolazione del tono dell'umore, dell'appetito e di altre funzioni. Considerato tale meccanismo d'azione, la fenfluramina è priva degli effetti stimolanti ascritti ad altri composti amfetaminosimili.

 

Fenfluramina

Il potere anoressizzante è molto più elevato per l'enantiomero dexfenfluramina, usato in terapia fino al bando dai mercati farmaceutici internazionali del 1997. Tale disposizione fu resa necessaria dalla scoperta di una correlazione tra assunzione di fenfluramine e lesioni delle valvole cardiache. Tale effetto collaterale va a sommarsi ai ben noti effetti gastroenterici, quali nausea e diarrea, riportati nella quasi totalità dei casi. Frequenti, durante il trattamento con fenfluramina, sono anche i disturbi del sonno, mentre se il trattamento viene sospeso bruscamente vi è un oggettivo rischio di depressione. In caso di assunzione prolungata (oltre i tre mesi) diventano concreti i rischi di complicazioni croniche delle valvole cardiache e di ipertensione polmonare, che possono risultare letali. Dato che la fenfluramina è ancora reperibile nel mercato nero (Pondimin), ricordiamo che secondo uno studio del 2008, su 5.743 utilizzatori, il 20 per cento delle donne ed il 12 per cento degli uomini ha accusato problemi valvolari. Tra tutti questi ex utilizzatori di fenfluramina, la necessità di un intervento chirurgico per valvole cardiache difettose è stata mediamente superiore di sette volte rispetto alla popolazione.


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Foto utenteEmozioni femminili: Grazie, spiegazione esauriente! Cmq se qualcuno avesse spiegazioni alternative/integrative mi farebbe piacere sentirle ;-)
 

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