Febbre alta: cosa fare?

La febbre alta viene spesso trattata in maniera inopportuna dai pazienti, spinti da errati luoghi comuni e dal timore che possa arrecare danni cerebrali permanenti. In realtà tale pericolo diviene consistente solo quando si raggiungono temperature corporee piuttosto elevate, superiori ai 41-42°C. Febbre altaDi conseguenza, l'uso di antipiretici in adulti sani può essere considerato superfluo quando la febbre non raggiunge i 40°C. Inoltre, il trattamento sintomatico è di secondaria importanza rispetto all'accertamento delle cause; ad esempio, se il rialzo febbrile è causato dall'infiammazione delle membrane che rivestono il cervello (meningi), il rischio che si producano lesioni neurologiche permanenti ed irreversibili è concreto anche per temperature inferiori ai 40°C. Il paziente non dovrebbe quindi lasciarsi spaventare dalla febbre alta in sé, ma dalla concomitante insorgenza di sintomi specifici come (nel caso della meningite) sonnolenza, irritabilità, cefalea, rigidità muscolare, ipersensibilità alla luce, eruzione cutanea (nelle forme batteriche) e possibili convulsioni (bambini). Nella polmonite, la febbre, di tipo continuo-remittente, è invece accompagnata a tosse, respiro corto e polipnea (aumento della frequenza respiratoria con respiri brevi).

Di fronte ad una febbre alta non dovremmo porci la domanda "come abbassarla?", ma chiederci piuttosto "cosa l'ha provocata?"

Tutto questo per ricordare che la febbre alta non è una malattia, ma una reazione difensiva del corpo all'attacco di batteri o virus. Non a caso, un consistente rialzo locale o sistemico della temperatura corporea viene utilizzato anche a scopi terapeutici, nel tentativo di distruggere i tumori (soprattutto quelli superficiali come il melanoma); è noto da tempo, infatti, che l'ipertermia esalta l'attivazione dei meccanismi immunitari, inclusi quelli diretti contro le cellule tumorali. A tale scopo si utilizzano macchinari specifici in grado di surriscaldare, fino a 42-43 gradi centigradi, parti dell'organismo o l'intero corpo per un tempo medio di 90 minuti.

La febbre non è di per sé un malanno, ma un potente mezzo con cui l'organismo reagisce alla malattia

Cosa fare in presenza di febbre alta

Gli antipiretici, primo fra tutti il paracetamolo, andrebbero utilizzati con moderazione, riservandone l'impiego a quegli episodi di febbre realmente elevata, prolungata o mal tollerata; è il caso dei cosiddetti "soggetti a rischio", come cardiopatici, anziani, diabetici, pazienti debilitati o con insufficienza respiratoria o renale, per i quali è bene limitare eccessivi rialzi della temperatura corporea.

Il trattamento con antipiretici (o febbrifughi) nell'adulto sano va considerato d'obbligo solo per le gravi iperpiressie (> 40°C)

Classificazione Valore in °C
subfebbrile 37 - 37,4
febbricola 37,5 - 37,9
febbre moderata 38 - 38,9
febbre elevata 39 - 39,9
iperpiressia >40

Il paracetamolo o acetominofene (Efferalgan, Sanipirina, Tachipirina) è il farmaco d'elezione, in quanto dotato di un forte potere antipiretico ed analgesico (antidolorifico); tuttavia, a dosi elevate può danneggiare il fegato. La posologia, nell'adulto, è di 300/500 mg ogni 4/6 ore; il paracetamolo può diventare pericoloso a dosi superiori ai quattro grammi al giorno (in genere si consiglia comunque di non superare i 2,6 g/die); in presenza di malattie epatiche è preferibile il ricorso all'aspirina.

L'aspirina e gli altri FANS - come gli oxicam (ad es. naproxene - Aleve, Momendol), l'ibuprofene (es. Moment, Antalgil, Nurofen) ed il diclofenac (es. Novapirina) - esibiscono un potente effetto antinfiammatorio ed antipiretico. La posologia dell'aspirina come febbrifugo nell'adulto, è di 1,5-2 grammi al giorno, suddivisi in quattro dosi; quella dell'ibuprofene è invece di 400-600 mg ogni sei ore. L'aspirina non dev'essere somministrata a bambini di età inferiore ai 14 anni (per i quali è più indicato il paracetamolo o in alternativa l'ibuprofene); come tutti i FANS, questi medicinali non devono essere utilizzati in presenza di gastrite, ulcera peptica, asma, disturbi della coagulazione, malattie croniche gravi del cuore o dei reni. Ulteriori controindicazioni ed interazioni farmacologiche sono riportate nei rispettivi foglietti illustrativi. Per tutti questi motivi, tali FANS vengono considerati antipiretici di seconda scelta, quindi da impiegare soltanto nei casi in cui il paracetamolo non è ben tollerato.

Per il trattamento della febbre nel bambino consultare l'articolo specifico all'interno del sito.

Per informazioni generali sui farmaci antipiretici consultare l'articolo specifico all'interno del sito.

In presenza di febbre particolarmente alta, l'utilizzo di mezzi fisici come spugnature e bagni di acqua appena tiepida, può essere utile per favorire la discesa della temperatura corporea, ma solo dopo l'assunzione preliminare di farmaci antipiretici. La terapia medica di supporto, sempre e comunque utile in presenza di febbre alta, prevede il riposo a letto abbinato alle classiche raccomandazioni: consumo di pasti facilmente digeribili, abbondante apporto idrico e salino (succhi di frutta, da evitare in presenza di concomitante diarrea), e astensione da fumo ed alcolici.