Farmaci per il Diabete

Quando sono Necessari

I primi "farmaci" raccomandati per la gran parte dei diabetici di tipo II, e per le persone che presentano un elevato rischio di sviluppare la malattia, sono rappresentati dalla dieta, dall'esercizio fisico e dall'eventuale perdita di peso. Farmaci DiabeteBasti pensare che l'esordio di questa forma di diabete non è improvviso, ma viene preceduto da una fase di insulino resistenza ed iperinsulinemia che può durare anche diversi anni. Ebbene, in questo stadio, la semplice riduzione del peso corporeo può riportare la sensibilità insulinica a livelli accettabili.

La dieta, grazie al consumo prevalente di vegetali ricchi di fibre ed alimenti a basso indice glicemico, contribuisce ad appiattire la curva glicemica postpandriale.

L'esercizio fisico, infine, agisce riducendo la glicemia, dal momento che il muscolo scheletrico in attività - diversamente dal riposo - non richiede insulina per la captazione del glucosio.

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Solo quando le modificazioni dietetiche e comportamentali non riescono a riportare i livelli glicemici a valori accettabili, si può ricorrere a speciali farmaci per il diabete. E' bene chiarire, innanzitutto, che questi medicinali non devono sostituirsi, ma associarsi, alla correzione dello stile di vita; in questo modo è infatti possibile sfruttare l'azione sinergica dei due interventi terapeutici.

Ipoglicemizzanti orali

I farmaci per il diabete di tipo II sono raggruppati sotto il nome di "ipoglicemizzanti orali". Assunti da soli o in combinazione tra loro, riescono generalmente a tenere sotto controllo il diabete, anche se può servire tempo prima di trovare la dose o le combinazioni più adatte al singolo paziente. Solo nelle fasi avanzate della malattia potrebbero rendersi necessarie delle iniezioni di insulina, che rappresentano invece il cardine terapeutico del diabete di tipo I.

I farmaci impiegati per la cura del diabete di tipo II possono agire a vari livelli, stimolando le cellule B del pancreas a secernere insulina, rallentando l'assorbimento intestinale dei carboidrati, diminuendo la produzione di glucosio da parte del fegato, aumentando la sensibilità dei tessuti all'ormone o mimandone l'azione biologica.

 

Per la terapia sostitutiva con insulina, fare riferimento ai seguenti articoli: insulina rapida ed insulina lenta oppure lista di farmaci a base di insulina.

Sulfoniluree

Le sulfoniluree agiscono stimolando la secrezione dell'insulina immagazzinata nel pancreas. Dal momento che elevano l'insulinemia, possono essere in un certo senso paragonate all'insulina esogena; similmente ad essa, esistono sulfoniluree a breve, media e lunga durata di azione. Concreto il pericolo di ipoglicemia, motivo per cui le compresse vanno assunte durante i pasti o subito prima. Gli effetti collaterali più comuni, oltre al rischio di ipoglicemia, comprendono: arrossamento e calore del viso quando si beve alcol (motivo in più per evitarlo o moderarlo notevolmente...) ed aumento dell'appetito. Raramente può sussistere un'allergia verso tali farmaci.

Biguanidi

Questi farmaci per il diabete vengono utilizzati da più di 50 anni. La metformina, unico principio attivo oggi disponibile, agisce riducendo la gluconeogenesi epatica (sintesi ex-novo di glucosio a partire da amminoacidi, glicerolo ed acido lattico); contribuisce, inoltre, a rallentare l'assorbimento intestinale dello zucchero. Il meccanismo d'azione non è noto ed i biguanidi vengono attualmente prescritti ai pazienti sovrappeso, perché non stimolano l'appetito e non fanno correre il rischio di ingrassare. Gli effetti collaterali comunemente legati all'assunzione di questi farmaci sono rappresentati da nausea, diarrea e dolori addominali. I biguanidi sono controindicati in presenza di disfunzioni e patologie epatiche o renali.

Acarbosio

L'acarbosio agisce in modo diverso rispetto ai farmaci visti in precedenza. Attivo a livello intestinale, riduce l'assorbimento del glucosio assunto con l'alimentazione, interferendo con la digestione dei carboidrati. Purtroppo, la quota glucidica indigerita costituisce un substrato per la fermentazione microbica intestinale, la cui eccessiva proliferazione ed attività provoca disturbi come meteorismo, flatulenza e diarrea. L'acarbosio, considerata la modalità d'azione, viene generalmente consigliato ai diabetici in sovrappeso o che hanno difficoltà a seguire una dieta equilibrata.

Tiazolidinedioni - Glitazoni

Questi farmaci aumentano la traslocazione genica di particolari proteine, che favoriscono l'utilizzo del glucosio ed il metabolismo degli acidi grassi. In poche parole aumentano la sensibilità delle cellule all'azione dell'insulina. Gli effetti collaterali più comuni sono la ritenzione idrica e l'aumento di peso. Solitamente vengono utilizzati in associazione alla metformina o ad una sulfonilurea, diventando in quest'ultimo caso responsabili dell'eventuale comparsa di crisi ipoglicemiche.

Glinidi (repaglinide)

Si tratta di una nuova classe di farmaci derivata dalle sulfoniluree, ma ad azione immediata. Attività biologica, modalità d'azione ed effetti collaterali ricalcano quelli delle sulfoniluree a breve durata.

Pramlintide

Si tratta di un principio attivo analogo all'amilina, un ormone peptidico che viene secreto insieme all'insulina ed agisce a vari livelli: rallenta lo svuotamento gastrico e la secrezione acida dello stomaco (allungando quindi i tempi di digestione ed assorbimento dei carboidrati), riduce la secrezione di glucagone e stimola il senso di sazietà .

Mimetici delle incretine (exenatide)

Questa classe di farmaci per il diabete agisce potenziando l'attività del GLP-1 o glucagon-like-peptide 1. Si tratta di un ormone, un potente stimolatore della produzione e rilascio di insulina, che riduce la secrezione di glucagone, ritarda lo svuotamento gastrico e favorisce il senso di sazietà. Unica nota dolente è la modalità di assunzione, poiché il farmaco dev'essere assunto tramite una singola iniezione quotidiana sottocutanea (sotto la pelle dell'addome). Il principale effetto collaterale consiste nella comparsa di nausea lieve o moderata, che si verifica nella metà circa dei pazienti e tende a diminuire nel tempo.


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Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016