Farmaci antiacidi

Gli antiacidi non hanno una vera e propria attività antiulcera ma possono essere utilizzati come farmaci aggiuntivi, in quanto utili per tamponare momentaneamente l'acidità gastrica. Per questo motivo sono utilizzati anche nella terapia del reflusso gastroesofageo e per alleviare i disturbi causati da una cattiva digestione.

Per essere realmente sicuro ed efficace, un farmaco antiacido dovrebbe possedere alcune caratteristiche fondamentali. Dal punto di vista chimico, dovrebbe innanzitutto comportarsi come una base debole, capace quindi di contrastare l'acidità gastrica ma senza innalzare troppo il pH. Se così non fosse, causerebbe il cosiddetto "rimbalzo acido", una condizione per cui, quando un farmaco innalza il pH dello stomaco oltre una certa soglia (4-5), si assiste, una volta esaurito il suo effetto, ad una forte secrezione compensatoria di acido cloridrico (acidità riflessa).

La seconda caratteristica importante di un farmaco antiacido è la sua durata d'azione, che dovrebbe essere pari o superiore alle tre ore.

I farmaci antiacidi, inoltre, non devono essere assorbiti per evitare che la loro azione diventi sistemica, cioè estesa a tutto l'organismo (andrebbero ad alterare pericolosamente il pH del sangue e di altri compartimenti corporei).

Infine, gli antiacidi non devono alterare la normale motilità dell'apparato gastroenterico (i caratteristici movimenti peristaltici che, quando aumentati o rallentanti danno rispettivamente origine a diarrea e stitichezza).

In commercio esistono almeno una cinquantina di farmaci antiacidi, vediamo i più comuni.

Bicarbonato di sodio

Il più tradizionale è il bicarbonato di sodio - NaHCO3 - che non è certo l'antiacido migliore, anche se possiede il grosso vantaggio di agire rapidamente. Tra le caratteristiche negative ricordiamo innanzitutto la breve durata d'azione, con conseguente necessità di somministrazioni frequenti. La ripetuta ingestione di bicarbonato porta all'introduzione di quantità elevate di sodio, che viene facilmente assorbito creando una condizione (ipersodemia) pericolosa soprattutto per chi soffre di ipertensione.

L'anidride carbonica che si sviluppa ( NaHCO3 + HCl → NaCl + H2O + CO2 ) procura inoltre un fastidioso senso di gonfiore. Dal momento che la secrezione gastrica è stimolata dalla dilatazione dello stomaco, la CO2 prodotta va ad innescare un meccanismo riflesso, mediato dall'ormone gastrina, che aumenta la produzione di acido cloridrico (è un po' come il cane che si morde la coda).

In definitiva, quindi, il bicarbonato di sodio può essere eventualmente utilizzato per ridurre in modo temporaneo l'acidità gastrica, ad esempio dopo un lauto pasto, ma il suo utilizzo non deve assolutamente trasformarsi in prassi comune. Peggio ancora se viene utilizzato come rimedio "fai da te" senza aver prima consultato un medico per accertarsi dell'origine del problema.

Carbonato di calcio

Il carbonato di calcio -CaCO3- possiede un'azione leggermente più duratura rispetto al bicarbonato di sodio; similmente ad esso, quando viene posto in ambiente acquoso, dà tuttavia origine ad anidride carbonica; inoltre un consumo prolungato può rallentare la motilità intestinale causando stipsi.

Idrato di magnesio ed idrato di alluminio

Altre basi deboli utilizzate come antiacidi sono l'idrato di magnesio Mg(OH)2 e l'idrato di alluminio Al(OH)3. Rispetto ai precedenti, questi farmaci antiacidi possiedono alcune caratteristiche vantaggiose, come la maggior durata d'azione (3-4 ore) de il ridotto assorbimento.

I principali effetti collaterali sono dovuti alla loro capacità di influenzare negativamente la motilità intestinale, aumentandola, quindi scatenando una fastidiosa diarrea (idrato di magnesio) o inibendola causando stipsi (idrato di alluminio). Per questo motivo i due farmaci antiacidi vengono spesso adoperati contemporaneamente, in modo tale da bilanciarne gli effetti. Il prodotto più conosciuto che ne sfrutta l'azione è il MAALOX ®, dove MA sta per magnesio, AL per alluminio e OX per idrato.

La dose di assunzione consigliata è di 400 mg di idrato di magnesio e di 400 mg di idrato di alluminio, per un totale di 800 mg a compressa, da assumersi una o due volte al giorno. I farmaci più adoperati sono le compresse masticabili o da sciogliere in bocca, anche se la forma più indicata è la sospensione orale, perché dotata di maggior velocità d'azione.