FANS - Storia, Meccanismo d'azione, Indicazioni

Andi Cenko Farmacista

Generalità

La sigla FANS identifica un'ampia e molto utilizzata categoria di medicinali; stiamo parlando dei Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei, di cui FANS rappresenta l'acronimo.

Come il nome stesso ricorda, questi farmaci sono in grado di ridurre numerosi processi infiammatori dell'organismo, e non presentano la struttura steroidea tipica di cortisone e derivati (comunemente chiamati cortisonici).
Pur avendo strutture chimiche diverse fra loro e appartenendo a classi chimiche separate, i FANS rappresentano un gruppo di farmaci piuttosto omogeneo per quanto riguarda gli effetti terapeutici indotti dalla loro somministrazione; infatti, oltre ad agire come antinfiammatori, i FANS svolgono attività analgesica e antipiretica, ovvero combattono il dolore e la febbre.

Storia

La storia dei Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei inizia più di 300 anni fa, attorno al 1760, quando il sacerdote Edward Stone documentò l'utilità clinica della corteccia di salice nel trattamento di 50 pazienti affetti da stati febbrili e disturbi intermittenti. In realtà, l'essere umano conosceva le proprietà curative della corteccia di salice già da moltissimi anni, al punto che nel medioevo venivano ampiamente sfruttate nel trattamento degli stati febbrili associati alla malaria, malattia all'epoca molto diffusa. Salicina

Col trascorrere degli anni, la gente continuò ad usare la corteccia del salice per trattare i diversi stati febbrili, fintanto che - con l'avanzamento della scienza e con il raffinamento dei metodi scientifici - molti anni dopo, nel 1829, fu isolato il glicoside salicilico (denominato salicina). Qualche anno dopo i chimici scoprirono che il principio attivo capace di combattere gli stati febbrili era l'acido salicilico, che però presentava un sapore terribile ed irritava le mucose orali e quelle gastriche. Per questo motivo, diversi ricercatori si impegnarono nel modificare la struttura dell'acido salicilico lasciandone intatte le proprietà curative; ottennero così l'acido acetilsalicilico, che dava dei risultati migliori ma conteneva ancora molte impurità. Salicilato di SodioNel 1875 si iniziò ad usare con successo l'acido salicilico sotto forma di salicilato di sodio, anche nel trattamento della febbre reumatica. Pochi anni dopo, nel 1897, il chimico tedesco Felix Hoffman, che lavorava presso la casa farmaceutica Bayer, riuscì a sintetizzare l'acido acetilsalicilico in forma pura. Tale forma non conteneva alcuna impurità ed era particolarmente adatta alla commercializzazione, perché non presentava gli effetti indesiderabili tipici delle forme farmaceutiche precedenti. Hoffman stava cercando un antireumatico meglio tollerabile per suo padre, che lamentava bruciori di stomaco causatigli dall'acido salicilico, quando sintetizzò l'acido acetilsalicilico in forma pura e chimicamente stabile. Nel 1899 la casa farmaceutica Bayer iniziò a commercializzare il nuovo farmaco sotto il nome registrato di Aspirina. Negli anni a venire i ricercatori hanno continuato ad indagare le proprietà ed il meccanismo d'azione dell'Aspirina per sfruttarli nella sintesi di altri farmaci antinfiammatori. Acido AcetilsalicilicoNel 1971 si scoprì che l'effetto antinfiammatorio dell'acido acetilsalicilico è dovuto all'inibizione dell'enzima ciclossigenasi, con conseguente riduzione della sintesi di prostaglandine (messaggeri del processo infiammatorio). Nel 1973 iniziò la sintesi di derivati dell'acido propionico, come ibuprofene e naprossene, nel tentativo di ridurre gli effetti collaterali dell'acido acetilsalicilico. Nel 1979 fu sintetizzato il piroxicam, un farmaco antinfiammatorio con una lunga durata d'azione, e nel 1988 venne clonato l'enzima ciclossigenasi. La ricerca sui farmaci antinfiammatori non steroidei continua anche oggigiorno. Dato che i FANS rappresentano una categoria di farmaci molto importanti e molto usati, si cerca continuamente di migliorarne le caratteristiche farmacologiche e di ridurne gli effetti collaterali.

Meccanismo d'azione

I FANS esplicano diverse proprietà terapeutiche, come quelle analgesiche, antipiretiche e antiinfiammatorie; infatti riducono il dolore associato alle infiammazioni, abbassano la temperatura corporea in caso di febbre e riducono i sintomi dell'infiammazione.

Durante il processo dell'infiammazione, a partire dai fosfolipidi delle membrane cellulari, vengono prodotti i cosiddetti mediatori dell'infiammazione; attraverso un complicato processo biochimico, con l'intervento iniziali di un enzima chiamato fosfolipasi (inibito dai farmaci corticosteroidei) si produce acido arachidonico, che viene poi convertito dalle lipoossigenasi (LOX) in leucotrieni e dalle cicloossigenasi (COX) in prostaglandina H2 (precorritrice di tutte le prostaglandine, sostanze chimiche deputate al controllo di numerosi processi fisiologici e patologici), prostacicline e trombossani. Tutti questi mediatori del processo infiammatorio vengono chiamati autacoidi, ed esercitano un ruolo fondamentale nell'attivazione dello stesso processo infiammatorio.

I FANS esercitano il proprio effetto analgesico ed antiinfiammatorio essenzialmente attraverso l'inibizione dell'enzima cicloossigenasi (COX), che permette la trasformazione dell'acido arachidonico in prostaglandine o prostanoidi (PG) e trombossani. In condizioni normali, le PG svolgono un ruolo importante nel garantire l'integrità della mucosa gastrica, una normale circolazione renale ed una funzione piastrinica efficiente.

L'enzima ciclossigenasi presenta due diverse isoforme, denominate COX-1 e COX-2, la prima delle quali regola la sintesi delle prostaglandine in condizioni fisiologiche normali, mentre la COX- 2 viene prodotta soprattutto quando si scatena la risposta infiammatoria e solo nei tessuti in cui si verifica un'infiammazione.


COX1 COX2 Prostaglandine FANS e Farmaci

Effetti Collaterali

L'effetto COX-inibitorio dei Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei tradizionali, che si manifesta attraverso l'inibizione di entrambe le forme dell'enzima ciclossigenasi, oltre alla soppressione dell'infiammazione e del dolore, produce necessariamente anche una serie di effetti indesiderati sui meccanismi di protezione della mucosa gastrica.

Le prostaglandine, infatti, sono essenziali nel processo di riduzione periodica della secrezione acida, stimolano la produzione di muco e bicarbonati, e favoriscono l'afflusso del sangue alla mucosa gastrica garantendone in tal modo l'integrità.
Oltre a quest'azione nociva sistemica, correlata all'inibizione della sintesi delle prostaglandine, i FANS sono dotati di un'azione lesiva locale, che viene attribuita alla loro capacità di favorire la penetrazione dell'acido cloridrico nella parete dello stomaco favorendo la corrosione della mucosa gastrica. Per maggiori informazioni, leggi l'approfondimento sugli effetti collaterali dei FANS.

Perché si usano

I Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei sono tra i farmaci più usati in assoluto, i FANS vengono utilizzati in tutto il globo, da giovani ed anziani, principalmente come farmaci di automedicazione, rappresentando così anche la classe dei farmaci più commercializzata.

Vengono infatti utilizzati nel trattamento di patologie reumatiche e non reumatiche. quali l'artrite reumatoide e l'osteoartrite, in diverse altre patologie che si manifestano con stati febbrili, e generalmente in tutte quelle manifestazioni patologiche a carico dell'apparato muscolo-scheletrico sostenute dalla presenza di fenomeni di tipo infiammatorio.

Classificazione terapeutica

I FANS comprendono:

  • Farmaci con proprietà antinfiammatorie
    • I FANS riducono le componenti dell'infiammazione e della risposta immunitaria in cui le prostaglandine svolgono un ruolo significativo: vasodilatazione, edema, dolore. L'effetto antinfiammatorio clinicamente si evidenzia più tardi rispetto a quello analgesico.
      I FANS non hanno azione su altri aspetti dell'infiammazione, come la migrazione dei leucociti, il rilascio di enzimi lisosomiali, la produzione di radicali tossici dell'ossigeno.
  • Farmaci con proprietà analgesiche
    • I FANS riducono la sintesi delle prostaglandine che sensibilizzano i recettori all'azione dei mediatori dell'infiammazione (bradichinina), particolarmente in quelle flogosi con aumento locale della sintesi di prostaglandine: borsiti, dolore muscolare, odontalgia, dismenorrea.
      L'effetto sull'emicrania potrebbe essere dovuto all'antagonismo verso la vasodilatazione indotta dalle prostaglandine. Evidenze dimostrano un'azione a livello centrale dei Fans, in particolare a livello del midollo spinale.
  • Farmaci con proprietà antipiretiche
    • attraverso l'inibizione della sintesi e liberazione di PGE2 nell'€Ÿipotalamo. Durante la reazione infiammatoria viene stimolato il rilascio di una citochina pirogena, IL-1. Essa stimola la produzione di PGE2 che determina un aumento di della temperatura corporea.
  • Farmaci con proprietà antiaggreganti piastriniche
    • attraverso l'€Ÿinibizione della sintesi di trombossano a livello piastrinico; l'azione antiaggregante è caratteristica particolare dell'acido acetilsalicilico, il quale - grazie all'azione cheratolitica - viene anche usato topicamente per trattare calli, duroni, epidermofitosi (eruzione causata da funghi);

Impieghi Terapeutici

I FANS sono generalmente indicati per il trattamento sintomatico delle seguenti condizioni

Inoltre, i FANS, vengono usati anche come farmaci analgesici; sono quindi prescritti per alleviare gli stati dolorosi di lieve o media intensità, specialmente quando la sensazione dolorosa viene associata alla presenza di processi infiammatori. I Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei sono in grado di sedare i vari tipi di dolori, come quelli muscolari, quelli che derivano dall'esecuzione di piccoli interventi chirurgici come le estrazioni dentali, i dolori mestruali e i diversi tipi di dolori derivanti dalle cefalee.


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Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016