Famotidina

Andi Cenko Farmacista

Cos'è

La famotidina è un antagonista competitivo, selettivo e reversibile, dei recettori istaminici H2; questo farmaco riduce la secrezione di acido cloridrico nello stomaco, inibendo, appunto, l'accesso dell'istamina al proprio sito di legame nei recettori H2 distribuiti nel tratto gastrointestinale; di conseguenza, viene meno la produzione dell'acido cloridrico mediata dall'istamina. La famotidina, in particolare, inibisce sia la secrezione basale che quella stimolata da acido cloridrico.

Per Cosa si usa

La famotidina è indicata nel trattamento dell'ulcera duodenale, dell'ulcera gastrica, della malattia da reflusso gastroesofageo, nella sindrome di Zollinger-Ellison  e nelle ulcere causate dall'uso prolungato di Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei.

La famotidina viene commercializzata sotto diversi nomi di specialità registrate, come Pepcidine ®, Pepcid ®, Gaster ® e Gastridin ®, mentre il nome più usato per il farmaco generico è quello della molecola stessa: Famotidina.

Storia

La famotidina è stata sviluppata dalla Yamanouchi Pharmaceutical Co. ed è stata patentata dalla Merck & Co. La Merck & Co. ha poi deciso di commercializzare il farmaco in collaborazione con la Johnson & Johnson; il primo prodotto a base di famotidina è stato immesso in commercio nel 1981 sotto il nome di Pepcid.

Quasi vent'anni dopo, nel 1999, è stata immessa nei mercati una nuova forma farmaceutica di famotidina, in compresse orosolubili, sotto il nome di Pepcid RPD. La commercializzazione delle preparazioni generiche di famotidina è diventata possibile nel 2001 e tra le prime case farmaceutiche che hanno iniziato a produrre tali preparazioni possiamo menzionare la Schwarz (il suo prodotto è stato chiamato Fluxid) o la Gedeon Richter Ltd. (che ha usato il nome Quamatel).

Negli Stati Uniti D'America si trova in commercio un prodotto che contiene sia famotidina che un antiacido, combinando così gli effetti di tutti e due i principi attivi per un profilo farmacologico migliore; tale prodotto si chiama Pepcid Complete e viene commercializzato sottoforma di compresse masticabili; lo stesso prodotto viene venduto anche in Gran Bretagna sotto il nome di Pepcidtwo.

Famotidina

Caratteristiche

La famotidina vanta, nella sua struttura, un anello tiazolico sostituito nella posizione 2 da una guanidina, mentre il capostipite degli H2 antagonisti - la cimetidina - presenta un anello imidazolico sostituito nella posizione 2 da un semplice metile. Questa principale differenza tra le due strutture sembra conferire alla famotidina una potenza farmacologica 30 volte superiore a quella della cimetidina.

Quello appena descritto non è l'unico vantaggio della famotidina; sembra infatti che la sua migliorata struttura chimica non interferisca con il sistema enzimatico del citocromo P450, quindi - a differenza della cimetidina - non sembra di interagire con altri farmaci metabolizzati dal citocromo P450.

Un difetto della molecola è legato alla sua bassa biodisponibilità (circa 50% se comparata alle molecole della stessa classe); inoltre è poco solubile nel pH acido dello stomaco. Per questo motivo i ricercatori hanno sviluppato dei nuovi sistemi di veicolazione del farmaco, come per esempio le compresse a rilascio ritardato o a rilascio continuo, che migliorano notevolmente la biodisponibilità dei farmaci a base di famotidina.

Come si Usa

Posologia e modalità d'uso

trattamento dell'ulcera duodenale

Nel trattamento dell'ulcera duodenale la dose raccomandata è di 40 mg di famotidina al dì, da assumersi in una singola somministrazione, la sera, prima di coricarsi. La durata del trattamento può variare da quattro a otto settimane; il trattamento può essere interrotto anzitempo soltanto se si osserva una guarigione completa dell'ulcera verificata tramite esame endoscopico. Riferendosi a dati clinici si può dire che la maggior parte dei pazienti affetti da ulcera duodenale e trattati con famotidina guarisce in 4 settimane; assai inferiori sono i casi per cui diviene necessario proseguire il trattamento per altre 4 settimane, fino alla guarigione completa. Per evitare le recidive dell'ulcera duodenale si consiglia di proseguire con una terapia di mantenimento, assumendo 20 mg/die di famotidina in un'unica somministrazione, la sera prima di andare a letto. La durata massima raccomandata della terapia di mantenimento è di 6 mesi, ed è indispensabile che essa venga prescritta e monitorata da un medico specializzato per l'intero periodo di trattamento.

Trattamento dell'ulcera GASTRICA

Nella terapia per la guarigione dell'ulcera gastrica la dose consigliata è di 40 mg/die di famotidina, da assumersi in somministrazione singola, la sera prima di andare a letto. Basandosi su molte esperienze cliniche, la durata del trattamento necessaria per la guarigione varia da 6 a 8 settimane; ancora una volta, tale trattamento può essere interrotto solo se si osserva una regressione completa dell'ulcera tramite gastroscopia.

Trattamento della sindrome di Zollinger-Ellison

Il trattamento della sindrome di Zollinger-Ellison risultato un po' più complicato. Come prima cosa, nei pazienti in cui la sindrome di Zollinger-Ellison non è stata precedentemente trattata con una terapia farmacologica antisecretoria, si consiglia di iniziare il trattamento con 20 mg di famotidina da somministrare ogni 6 ore. Poi, in base alla risposta individuale del paziente, e in base alla secrezione acida, si procede regolando la dose usata per un trattamento continuo, fino ad ottenere una risposta soddisfacente in termini di riduzione della secrezione acida nello stomaco.

Durante il trattamento della sindrome di Zollinger-Ellison con famotidina si è arrivati ad usare dosi pari a 640 mg/die per un periodo esteso sino ad 1 anno, senza registrare la comparsa di effetti collaterali significativi. Comunque, se non si ha una riduzione soddisfacente della secrezione di acido cloridrico nello stomaco attraverso dosi di famotidina fino a 800 mg/die, si raccomanda di valutare trattamenti alternativi con altri H2 antagonisti o con inibitori della pompa protonica; questo perché ad oggi non esistono esperienze cliniche di trattamento con dosi più alte di 800 mg/die.

Trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo

Nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo la dose raccomandata di famotidina è di 40 mg/die suddivisi in due somministrazioni giornaliere, una al mattino ed una la sera, prima di coricarsi. La durata consigliata del trattamento è di 6 settimane. Nei casi più gravi si può ricorrere ad un incremento della dose fino a 80 mg/die di famotidina, mantenendo la doppia somministrazione quotidiana: una al mattino ed una la sera; se il medico lo ritiene necessario il trattamento può essere prolungato fino a 12 settimane. Tuttavia, sia la dose che la durata del trattamento possono essere ridotti quando viene accertata una guarigione completa. Per evitare una possibile recidiva, nei casi più gravi, si raccomanda di proseguire con un trattamento di mantenimento assumendo una dose di famotidina pari a 40 mg/die, da  suddividere in due somministrazioni giornaliere, una al mattino e l'atra la sera, prima di dormire.

ALTRI USI

La famotidina può anche essere somministrata per via endovenosa (in commercio esistono degli appositi flaconi) quando si ha la necessità di ridurre la secrezione gastrica ma non si può ricorrere alla somministrazione per via orale; è il caso, ad esempio, dei pazienti colpiti da emorragia del tratto gastrointestinale superiore. Il dosaggio raccomandato, in questo caso, è di 20 mg di famotidina ogni 12 ore.

Il flacone va disciolto in un solvente compatibile (il più usato è l'acqua per preparazioni iniettabili) e la durata dell'iniezione non dev'essere inferiore ai 2 minuti. In alternativa il flacone può essere disciolto in 100 ml di soluzione di glucosio al 5 % o di soluzione fisiologica (sodio cloruro al 0,9%) ed essere somministrata per infusione endovenosa; il tempo di somministrazione raccomandato sale, in questo caso, a circa 30 minuti. Ad ogni modo, si consiglia di sostituire il trattamento per via endovenosa con il trattamento per via orale appena possibile.

Controindicazioni e avvertenze

Prima di iniziare il trattamento dell'ulcera gastrica con famitidina è indispensabile accertarsi - tramite opportuni metodi di diagnosi - che i sintomi lamentati dal paziente non siano legati ad una neoformazione gastrica a carattere maligno; la famotidina, infatti, alleviando i dolori e mascherando i sintomi della suddetta malattia, può renderme più difficile la  corretta diagnosi in tempi utili.

 

È altrettanto consigliabile che in pazienti affetti da ulcera gastrica od ulcera duodenale, prima di iniziare la terapia con famotidina si proceda ad accertare la presenza o meno dell'Helicobacter pylori; in questo modo il paziente può essere sottoposto sin dall'inizio alla terapia di eradicazione, aumentando notevolmente la possibilità di guarigione. La famotidina non dev'essere somministrata a persone con una nota ipersensibilità verso la stessa molecola o altri componenti della preparazione farmaceutica; in caso di manifestazioni da ipersensibilità durante il trattamento si deve sospendere la cura e consultare un medico.

 

Dato che la famotidina viene eliminata principalmente per via renale, e metabolizzata in parte per via epatica, si consiglia di fare attenzione durante il trattamento di pazienti con insufficienza renale moderata o grave ed insufficienza epatica. Nei pazienti con insufficienza epatica grave si consiglia una riduzione della dose giornaliera raccomandata, oppure un aumento dell'intervallo di somministrazione da 36 a 48 ore. Inoltre, come con la maggior parte dei farmaci, una particolare attenzione va prestata in caso di somministrazione a pazienti anziani, specialmente per i trattamenti prolungati, per i quali è consigliabile sottoporsi ad un severo controllo medico per evitare la comparsa di effetti collaterali che potrebbero insorgere a causa dell'uso prolungato di famotidina. Comunque, basandosi sui dati raccolti dai diversi studi clinici, non si sono riscontrati aumenti dell'incidenza di effetti avversi correlati durante i trattamenti con famotidina dei pazienti anziani.


Se la famotidina viene somministrata insieme a sostanze il cui assorbimento viene influenzato dal pH gastrico, bisogna prendere in considerazione una possibile modifica dell'assorbimento di queste sostanze. Per esempio, la famotidina può ridurre l'assorbimento di antifungini come ketoconazolo o itraconazolo; perciò si consiglia la somministrazione di questi farmaci circa 2 ore prima dell'assunzione di famotidina.

Dall'altra parte, l'assunzione contemporanea di famotidina e antiacidi può portare ad una riduzione dell'assorbimento della famotidina stessa; perciò, se si devono somministrare tutti e due i farmaci allo stesso tempo, si consiglia di assumere la famotidina circa 1-2 ore prima dell'antiacido.

Gravidanza e allattamento

Facendo riferimento alle pazienti trattate con famotidina durante la gravidanza, anche se il loro numero risulta limitato, si è visto che non si sono manifestati effetti indesiderati sull'andamento della gravidanza o sulla salute del feto o del neonato. Altri studi condotti su animali non hanno segnalato effetti indesiderati o danni sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale, sul feto o sullo sviluppo postnatale. In uno studio, ad otto madri che avevano partorito da poco sono stati somministrati 40 mg di famotidina; si è visto che la molecola viene escreta nel latte materno, in particolare, a distanza di 6 ore dalla somministrazione i livelli medi di famotidina nel latte materno erano di 72 mcg/Litro. Sfortunatamente questi sono i soli dati che esistono riguardo all'uso della famotidina durante la gravidanza e l'allattamento; pertanto, prima di iniziare una terapia a base di famotidina si raccomanda di consultare il proprio medico per discutere su relativi vantaggi e rischi per madre e neonato.

Effetti collaterali

Tutti i farmaci possono causare effetti collaterali e indesiderati, ma la maggior parte dei pazienti non manifesta questi effetti durante i vari trattamenti.

In generale, la famotidina è molto ben tollerata dal nostro organismo; tuttavia, sono stati segnalati diversi effetti collaterali. Quelli più frequenti riguardano il tratto gastrointestinale ed includono diarrea (la più frequente), dolori addominali, nausea, vomito, stipsi ed anoressia. Oltre a questi, altri effetti collaterali frequenti sono correlati al sistema nervoso centrale, come cefalea (che affligge circa il 5% dei pazienti trattati con famotidina), vertigini e raramente nervosismo. Andando avanti possiamo menzionare degli effetti collaterali sempre meno frequenti, come quelli dermatologici (tipo rush cutaneo, prurito e orticaria), quelli correlati al sistema cardiovascolare (come palpitazioni o trombocitopenia), alterazione degli enzimi epatici, febbre, ipersensibilità con iperemia della congiuntiva, affaticamento, secchezza delle fauci e dolori musco-scheletrici.



Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016