Esercizio fisico in gravidanza

A cura di : saluteinmovimento.com

« benefici per madre e feto


In linea di massima si suddividono gli esercizi in due "macrogruppi', a seconda della zona del corpo a cui si riferiscono:

Parte superiore (dall'ombelico in su): l'obiettivo principale è di ridurre la tensione collo-spalle, di tonificare la muscolatura che sostiene il seno e di aumentare la capacità polmonare (soprattutto mediante esercizi di respirazione).

Parte inferiore (dall'ombelico in giù): sono esercizi mirati a migliorare la mobilità della colonna vertebrale e del bacino, a favorire una buona circolazione sanguigna su tutta l'area interessata ed a rendere più elastiche e flessibili le articolazioni della pelvi e dell'anca. Essendo la parte più direttamente interessata ed attiva durante il parto, è anche quella che ha maggior bisogno di essere allenata e preparata durante la gravidanza.

Di una certa importanza sono gli esercizi che lavorano sulle gambe soprattutto nell'ultimo periodo di gestazione, quando si deve sostenere un notevole peso del corpo.

Tenendo ben presente il rispetto dell'individualità, se una donna non ha mai praticato alcuno sport nella sua vita e di conseguenza ha vissuto un'esistenza molto sedentaria, possiederà legamenti e giunture meno flessibili rispetto a chi -al contrario- ha sempre avuto l'abitudine di fare del moto. Ciò che importa non è, dunque, assumere la posizione "perfetta' ad ogni costo, ma di avvicinarsi ad essa il più possibile, a seconda delle proprie capacità e dei propri limiti. Bisogna poi sempre osservare l'effetto di ogni esercizio -una volta terminato- attraverso il feed-back della gestante: in tal modo ciascuna potrebbe essere in grado di scegliere gli esercizi più adatti a lei e, perché no, "costruirsi' un proprio schema di lavoro personale.
Solitamente si consiglia di non affrontare il lavoro acquatico da sole: conviene essere accompagnate da qualcuno, come il proprio partner oppure un'amica, magari gestante pure lei.
In più  nuotare con regolarità in gravidanza rappresenta uno strumento valido per migliorare la qualità del sonno e facilitare il rilassamento; ed il riposo rappresenta un fattore estremamente importante non solo per un qualsiasi individuo nella vita di ogni giorno, ma anche ed in  particolare per una donna "in dolce attesa'.
Abbiamo visto come sia la mamma che il nascituro possano ottenere effetti benefici per mezzo di un ben programmato lavoro in acqua. Nella mamma, come detto, l'acqua favorisce il rilassamento e l'isolamento da stimoli esterni, facilitando un maggior contatto con la sua parte più intima ed aiuta la gestante a tralasciare la componente razionale e ad abbandonarsi al proprio istinto.
Come nell' esercizio fisico in generale, le modalità di risposta sono da considerarsi del tutto normali e fisiologiche nella donna in gravidanza. L'apparato cardiocircolatorio si adatta in modo da soddisfare efficacemente le necessità fetali e placentari d'ossigeno e di nutrienti; il cuore stesso risponde all'aumento del volume circolante con quella che si definisce un'ipertrofia, venendo così ad assomigliare al cuore di un atleta allenato. L'aumento del volume del sangue circolante comporta l'innalzamento di frequenza e gittata cardiaca: questo spiega la tachicardia ed il senso di stanchezza della gestante.
Anche in piscina conviene che l'attività fisica sia moderata ed è naturale la necessità di sospenderla del tutto quando si verifica una minaccia d'aborto o di parto prematuro
La funzione respiratoria si modifica, sin dal primo trimestre, favorendo la pratica sportiva: per esempio la capacità di diffusione polmonare durante l'esercizio aumenta grazie alla dilatazione dei vasi capillari. E' evidente come le modificazioni di cuore e polmoni siano utili per l'embrione e successivamente per il feto: alla placenta arriva sangue ben ossigenato, mentre l'anidride carbonica è più facilmente eliminata.
L'aumento di massa corporea rappresenta un sovraccarico progressivo nel caso di attività fisiche come camminare, correre o salire le scale. La capacità di muoversi della donna si riduce e si verifica un cambiamento nel centro di gravità corporeo, con un'accentuazione della lordosi ed uno sbilanciamento in avanti. Si sottolinea e si ricorda che questa situazione, associata al rilassamento dei tessuti e ad una maggiore debolezza delle articolazioni, espone al rischio di traumi. Il lavoro in acqua, praticato con la dovuta moderazione, permette di evitare simili complicanze, visto che vengono "addolciti' la componente gravitaria ed il carico di lavoro.
Nota bene: si adopera sempre il termine "moderazione' visto che un'attività fisica eccessiva da parte della madre potrebbe consumare troppo ossigeno e nutrimento, causando una riduzione dell'afflusso di sangue alla placenta, un ridotto apporto di glucosio o una situazione di ipertermia del feto.
Altra eventualità da non sottovalutare è la "ridotta dispersione termica' in caso di esercizio prolungato in ambienti troppo caldi -con conseguente ipertermia fetale-, condizione in grado di influire negativamente sullo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Di solito si consiglia di effettuare attività fisica nei momenti freschi della giornata, cercando di reintegrare -bevendo molto- l'acqua che si espelle con la traspirazione. Anche in questo caso si può affermare che il nuoto -ed il lavoro in piscina in genere- rappresenta l'attività più consigliata durante i mesi caldi (escludendo ovviamente le acque termali, dove la temperatura dell'acqua risulta di per sé piuttosto elevata).
Da non trascurare, per concludere, che l'attività fisica svolta in gravidanza riduce la percezione del dolore durante il travaglio, grazie alla secrezione costante -per tutto il periodo della gestazione- di beta-endorfine, sostanze in grado di innalzare la soglia personale di tolleranza al dolore.
Sarebbe chiaramente consigliabile che ogni madre in procinto di affrontare una gravidanza, consultasse un medico prima di iniziare questo delicatissimo percorso. Ogni donna dovrebbe essere non soltanto autorizzata, ma motivata e incentivata a svolgere attività fisica sia prima, sia durante, sia dopo la gravidanza.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 22/09/2016