Epilessia

L'epilessia è una sindrome caratterizzata dalla ripetizione di crisi epilettiche dovute all'iperattività di alcune cellule nervose cerebrali (i cosiddetti "neuroni"). Tali crisi comprendono un'insieme di manifestazioni caratterizzate da brevi episodi di perdita di conoscenza (assenze) e da alterazioni sensitive, psichiche o motorie, più o meno accompagnate da spasmi o da contrazioni della muscolatura scheletrica di tipo convulsivo. Gli attacchi epilettici muscolari possono essere distinti in:

MIOCLONICI: spasmi di lieve entità;

TONICI: contrazioni più intense;

TONICI/CLONICI: violenti spasmi muscolari seguiti dal rilassamento della stessa muscolatura. L'alternanza di questi due stati è responsabile delle tipiche scosse muscolari ritmiche ('convulsioni') associate alla crisi epilettica.

L'epilessia è causata dall'abnorme alterazione dell'attività elettrica di alcuni neuroni, generalmente localizzati a livello della corteccia cerebrale (lo "strato più esterno" dell'encefalo).

Si definiscono FOCI EPILETTOGENI i punti in cui originano gli attacchi epilettici; in tale sede si concentra la popolazione neuronale con attività anomala. Questi foci possono rimanere silenti per periodi prolungati dal momento che i neuroni sani che li circondano tendono ad inibirne o neutralizzarne le scariche elettriche anomale. Quando l'attività di questi neuroni viene sopraffatta e la cosiddetta "soglia di convulsività" superata, insorgono i sintomi tipici della malattia. Da notare che tale soglia varia da individuo ad individuo ed è particolarmente bassa negli epilettici.

In letteratura sono stati descritti oltre 150 tipi di epilessia, classificabili in parziali e generalizzati.

EPILESSIE PARZIALI: il focus epilettogeno interessa soltanto un emisfero cerebrale. Possono essere ulteriormente classificate in semplici o complesse. Nel primo caso si caratterizzano per attacchi leggeri, che non si traducono mai in perdite di conoscenza; al contrario, le epilessie complesse comportano manifestazioni più severe, sempre accompagnate da perdita di conoscenza (generalmente di breve durata - pochi secondi -) e da contrazioni muscolari più intense.

 

EPILESSIE GENERALIZZATE: i neuroni che causano gli attacchi interessano entrambi gli emisferi. Si accompagnano quasi sempre a perdita di conoscenza (assenza) associata a manifestazioni contrattili e spasmi di tipo mioclonico/tonico e tonico/clonico.

Si definisce stato epilettico il succedersi di manifestazioni epilettiche in modo frequente e duraturo (vari episodi si possono notare anche nell'arco di alcune ore). In questo caso ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza medica che va trattata il prima possibile, onde evitare la morte del soggetto per insufficienza respiratoria.

Cause dell'epilessia

Molte e diverse sono le cause in grado di determinare l'insorgenza di manifestazioni epilettiche; vediamo le principali:

ALTERAZIONI CONGENITE (generalmente originano durante lo sviluppo del sistema nervoso centrale; possono quindi instaurarsi già durante lo sviluppo del feto, anche a causa dell'abuso di alcol e droghe durante la gravidanza)

 

TRAUMI CRANICI: causano una forma epilettica immediata; particolarmente pericolosi sono quelli ostetrici, dovuti all'applicazione del forcipe o alle eccessive compressioni subite dal cranio fetale durante i parti particolarmente prolungati

 

ASCESSO O TUMORE CEREBRALE

 

ANOSSIA ALLA NASCITA: difficoltà respiratorie durante il travaglio

 

ISCHEMIA DEI VASI CEREBRALI - ridotto apporto di sangue, quindi di ossigeno, al cervello - O EMORRAGIE CEREBRALI

 

ALTERAZIONI INDOTTE DA MALATTIE INFETTIVE: soprattutto quelle che interessano la prima infanzia, specie quando decorrono con una certa gravità (patologie esantematiche: morbillo, varicella, rosolia).

Meno dell'un percento della popolazione va incontro ad epilessia durante l'arco della vita, mentre nello stesso periodo di tempo episodi isolati, privi di significato patologico, arrivano ad interessare il 5% circa della popolazione. Nella maggioranza dei casi l'epilessia è causata da una sofferenza organica del cervello, ad eccezione di una discreta percentuale di casi idiopatici, di cui peraltro ancora si discute, che può guarire spontaneamente durante l'età dello sviluppo (quando l'epilessia è di tipo semplice).

 

DIAGNOSI DI EPILESSIA: si avvale di diversi esami strumentali, primo tra tutti l'elettroencefalogramma (EEG) con cui si registra l'attività elettrica del cervello; in circa la metà dei casi questi segnali risultano mutati anche in assenza dei sintomi. Altri esami, come la TAC o la risonanza magnetica, hanno lo scopo di indagare la presenza di eventuali lesioni cerebrali. Fondamentale è anche l'analisi della storia clinica del paziente che, considerato il frequente stato di incoscienza associato all'episodio epilettico, dovrebbe avvalersi del contributo di osservatori esterni a lui vicini.

Cura

Vedi anche. Epilessia - Farmaci per curare l'Epilessia


Per la cura dell'epilessia i medici hanno a disposizione numerosi farmaci che agiscono con diversi meccanismi di azione:

AUMENTANO IL SEGNALE DEL GABA (un neurotrasmettitore inibitorio), facilitando l'apertura degli ioni cloro a livello encefalico

 

RIDUCONO L'ATTIVITÀ DEI CANALI SODIO E DEI CANALI CALCIO

 

RIDUCONO IL SEGNALE DEGLI AMINOACIDI ECCITATORI (glutammato ed acido glutammico)

Inibendo i segnali elettrici neuronali, e con essi l'attività eccitatoria dei foci epilettogeni, questi medicinali consentono un netto miglioramento delle manifestazioni epilettiche e permettono al paziente di condurre una vita normale. La terapia dev'essere tuttavia personalizzata e protratta per lunghi periodi di tempo, spesso per tutta la vita.

Gli effetti collaterali comuni a tutti i farmaci antiepilettici comprendono rush cutanei (arrossamenti della pelle), prurito, leggera sedazione e dispepsia (disturbi digestivi). Esistono poi effetti collaterali specifici per ogni medicinale (la fenitoina - dintoina ® è, per esempio, tossica a livello epatico). Particolare attenzione durante la gravidanza.

Chi soffre di epilessia dovrebbe moderare il consumo di alcol, mantenersi ben idratato, seguire una dieta equilibrata e non esagerare con l'attività fisica, soprattutto nei mesi estivi durante i quali è fondamentale il reintegro dei liquidi e dei sali persi con la sudorazione. E' inoltre importante controllare lo stress sia fisico che psichico ed assicurarsi il giusto riposo notturno.

Solo in determinati casi (che vanno accuratamente selezionati) si può asportare, con un intervento chirurgico, la zona del cervello da cui prende inizio la crisi epilettica. Questo tipo di intervento, che nel 70-90% dei casi porta a guarigione completa, è indicato in presenza di epilessia resistente alla terapia farmacologica, in cui sia stata ben documentata l'origine dei focolai epilettogeni e l'assenza di deficit neurologici gravi in seguito alla loro rimozione.