L'emosiderina è un composto organico eterogeneo, formato essenzialmente da un guscio proteico che racchiude sali di ferro; stiamo infatti parlando di una delle due forme di stoccaggio del minerale nell'organismo.
Il compartimento di deposito rappresenta il 20-30% del ferro corporeo; questo minerale, tuttavia, non viene immagazzinato come tale, bensì legato a specifiche proteine.
Si riconoscono così due distinte forme di stoccaggio, chiamate ferritina ed emosiderina. Quest'ultima deriva dalla prima, dato che un terzo circa della ferritina circolante si complessa in aggregati più stabili ed insolubili. L'emosiderina - contenuta in questa sorta di granuli ripieni di molecole di
ferritina semidigerite - si ritrova soprattutto nelle cellule del sistema monocito-macrofagico del
midollo osseo e della milza, e nelle cellule epatiche di Kupffer. La ferritina, è invece virtualmente contenuta in tutte le cellule del corpo (principalmente negli epatociti) e nei fluidi
tissutali (ad esempio nel plasma in minime concentrazioni).
Rispetto a quello racchiuso nella ferritina, il ferro di deposito contenuto nell'emosiderina risulta di più difficile metabolizzazione; in caso di necessità è quindi lentamente disponibile. L'emosiderina, inoltre, contiene più ferro e meno proteine rispetto alla ferritina e non risulta solubile in acqua.
Per quanto detto, non sorprende che la concentrazione corporea di ferro condizioni la distribuzione tra ferritina ed emosiderina; in particolare, a bassi livelli di deposito il ferro è stoccato principalmente come ferritina, mentre all'aumentare dell'elemento la quota di emosiderina cresce in modo proporzionale.
Un eccessivo apporto di ferro tramite farmaci, alimenti, integratori o trasfusioni, può essere responsabile di sovraccarichi, che vanno sotto il nome di emosiderosi od emocromatosi secondaria. Importanti depositi di emosiderina si formano anche negli organi interessati da emorragie, infarti o traumi, oltre che nei disturbi del metabolismo con eccessivo accumulo di ferro nei tessuti (emocromatosi).
La carenza o assenza di emosiderina a livello midollare è il primo segno di un deficit di ferro nell'organismo, come avviene nelle anemie sideropeniche di una certa gravità. La presenza di emosiderina nelle urine, invece, è spia di emolisi intravoscolare.
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