Emoglobina glicata o emoglobina glicosilata

Introduzione

L'emoglobina glicata - o glicosilata che dir si voglia - consente di valutare a grandi linee l'andamento medio della glicemia negli ultimi due o tre mesi; Emoglobina glicosilatasi tratta quindi di un esame molto utile per valutare l'adeguatezza del controllo glicemico del paziente diabetico, recentemente rivalutato anche nella diagnosi della malattia

La glicazione è il processo biologico non enzimatico per cui gli zuccheri si possono legare covalentemente alle proteine. Lo zucchero più abbondante del sangue, il glucosio, può quindi legarsi in modo irreversibile ad una parte specifica dell'emoglobina, formando l'HbA1c o emoglobina glicata. Tanto più alta è la cocetrazione ematica di glucosio e tanto maggiore risulta la percentuale di emoglobina glicata (HbA1c o A1C).

Perché è importante misurare l'emoglobina glicata

Stima INDICATIVA della glicemia media per valore di emoglobina glicata
HbA1c% Glicemia media mg/dl
Studio ADAG Studio DCCT
5 97 (76-12)  
6 126 (100-152) 135
7 154 (123-185) 170
8 183 (147-217) 205
9 212 (170-249) 240
10 240 (193-282) 275
11 269 (217-314) 310
12 298 (240-347) 345
NOTA: nella diagnosi del diabete, viene considerato positivo un valore di emoglobina glicosilata uguale o superiore al 6.5%. Valori compresi tra 6 e 6,5% sono invece indice di uno stato prediabetico.

Considerata l'irreversibilità della glicazione, l'emoglobina glicosilata contenuta nei globuli rossi (avidi di glucosio) circola nel sangue per tutta la durata della loro vita (in media 90/120 giorni). Entro certi limiti si tratta di un processo assolutamente normale, che non comporta alcun pericolo per la salute del paziente, dato che l'emoglobina glicata continua a svolgere normalmente la propria funzione. I problemi, piuttosto, sono legati agli alti livelli ematici di glucosio che l'accompagnano. Tutte queste caratteristiche rendono l'emoglobina glicata un parametro molto più utile della comune glicemia nella diagnosi e nel monitoraggio del diabete; l'emoglobina glicosilata è infatti espressione della glicemia media nel lungo periodo, non di un singolo momento; come tale non è soggetta a variazioni acute (come l'alimentazione del giorno precedente o lo stress da esame) e non necessita quindi di un preventivo digiuno di almeno otto ore. Prima del prelievo di sangue, dunque, il paziente rimane libero di mangiare e bere secondo abitudini.

La più tipica applicazione dell'emoglobina glicata rimane comunque la valutazione del controllo glico-metabolico nel medio e lungo periodo; diversi studi hanno infatti dimostrato una stretta correlazione tra il grado di controllo glicemico, valutato in base ai livelli di HbA1c, ed il rischio di sviluppo e progressione delle complicanze croniche del diabete.

L'emoglobina glicata è utilizzata sia come indice di glicemia media che come valutazione del rischio di sviluppare le complicanze del diabete. Può altresì essere utilizzata a fini diagnostici secondo criteri in fase di definizione.

Nel diabetico, l'efficacia di un farmaco o di un atto terapeutico è valutata attraverso il suo influsso sui livelli di emoglobina glicata.

Emoglobina glicata Controllo glicemico nel diabetico

< 6,3%

Ottimo

tra 6,3% e 7,1%

Buono

tra 7,1% e 9%

Mediocre

›9%

Cattivo

Valori normali e ideali di emoglobina glicata

Il valore 'normale' di emoglobina glicata nella popolazione è compreso tra il 4 ed il 5-6%.

Le attuali linee guida indicano che l'obiettivo primario delle terapie intraprese contro il diabete è quello di mantenere i livelli di emoglobina glicata a concentrazioni non superiori al 7%, meglio se sotto il 6,5%. Nel caso tali valori sconfinino al di sopra dell'8% il trattamento dev'essere prontamente rivalutato.

Tanto più alta è la percentuale di emoglobina glicata e tanto maggiore è la probabilità di sviluppare le complicanze del diabete e di aggravare quelle già esistenti; tale relazione è valida soprattutto per quel che riguarda la nefropatia, la neuropatia e la retinopatia diabetica.

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