Dutasteride: Effetti Collaterali e Controindicazioni

Andi Cenko Farmacista

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Controindicazioni e Avvertenze

Esame Preliminare del PSA

Prima di iniziare il trattamento dell'iperplasia prostatica benigna con dutasteride si raccomanda di eseguire un controllo accurato del paziente, al fine di escludere che i sintomi lamentati siano correlabili a un cancro alla prostata; in particolare, prima di iniziare il trattamento - e per precauzione anche durante il trattamento stesso - si raccomanda di eseguire sia l'esame digitale della prostata per via rettale, sia la determinazione dell'antigene prostatico specifico (PSA). La concentrazione plasmatica dell'antigene prostatico specifico è infatti uno strumento importante per rilevare la presenza o meno del cancro alla prostata. Se la concentrazione plasmatica del PSA è maggiore di 4 ng/ml, si consiglia di eseguire altri controlli ed eventualmente una biopsia della prostata; tale livello può infatti indicare la presenza di un cancro alla prostata. Cosa molto importante da tener presente è che la dutasteride contribuisce ad abbassare i livelli plasmatici dell'antigene prostatico specifico di circa il 50% dopo i primi sei mesi di trattamento, quindi i medici devono essere prudenti nei controlli periodici della prostata di individui trattati con dutasteride, poiché un basso livello dell'antigene specifico prostatico a volte non esclude la presenza del cancro alla prostata.  Quindi, per interpretare correttamente i valori del PSA in pazienti sottoposti a trattamento con dutasteride per più di sei mesi, è importante moltiplicare per due i valori rilevati; in questo modo si otterranno i reali livelli plasmatici del PSA mantenendo la sensibilità, la capacità e la specificità del test per il rilevamento del cancro della prostata. I livelli plasmatici del PSA tendono a normalizzarsi entro sei mesi dall'interruzione del trattamento con dutasteride.

Prima di iniziare il trattamento con dutasteride si raccomanda anche di escludere la possibilità di un'ostruzione della prostata dovuta a crescita di tipo trilobulare della stessa.

Ulteriori Precauzioni e Controindicazioni

Siccome la dutasteride viene assorbita anche per via cutanea, tutte le persone che non devono venire a contatto con il farmaco, cioè donne, bambini e adolescenti, non devono maneggiare le capsule di dutasteride, a maggior ragione se sono danneggiate. In caso di avvenuto contatto accidentale con capsule danneggiate di dutasteride, si raccomanda di lavare immediatamente l'area interessata con abbondante acqua e sapone.
La dutesteride dev'essere somministrata con cura nei pazienti che presentano un'insufficienza epatica grave, moderata o lieve, perché non esistono ancora studi specifici sugli effetti della dutasteride sulle funzionalità epatiche, sebbene si sappia essere metabolizzata principalmente per via epatica. Studi in vitro indicano che la dutasteride viene metabolizzata dalla grande famiglia di enzimi del CYP450, precisamente dagli isoenzimi CYP3A4 e CYP3A5.

Anche la glicoproteina P ha un ruolo importante nel metabolismo del dutasteride. Tutto ciò viene confermato da uno studio di farmacocinetica, dove ad un gruppo ristretto di pazienti in trattamento con dutasteride sono stati somministrati contemporaneamente verapamil o diltiazem, tutti e due inibitori dell'isoenzima CYP3A4 e della glicoproteina P; dopo la somministrazione di tali farmaci, la concentrazione plasmatica del dutasteride risultava essere 1,5- 2 volte superiore rispetto al normale.

Anche altri inibitori dell'isoenzima CYP3A4, come chetoconazolo, itraconazolo, indinavir e ritonavir, possono causare un aumento della concentrazione plasmatica della dutasteride, perciò in caso di assunzione contemporanea di dutasteride e di questi farmaci, si raccomanda di prestare attenzione alla frequenza delle somministrazioni di dutasteride (siccome il dosaggio è impossibile da variare); tutto questo è necessario per evitare la manifestazione di effetti collaterali correlati a sovradosaggio da dutasteride; per quanto riguarda il piano terapeutico, è stato invece provato che un aumento delle dosi di dutasteride assunte rispetto a quelle consigliate, non comporta alcun beneficio terapeutico aggiuntivo.

Un altro studio di farmacocinetica sulla possibile interazione del dutasteride con farmaci metabolizzati dalla stessa famiglia di enzimi (CYP450), come warfarin o digossina, non ha dimostrato alcuna variazione delle concentrazioni di quest'ultimi, probabilmente perché sono metabolizzati da diversi isoenzimi. Anche la somministrazione contemporanea della dutasteride  con tamsulosina non sembra portare ad alcuna variazione della concentrazione dei due farmaci.

Gravidanza e Allattamento

Da uno studio effettuato su animali in gravidanza, inerente lo sviluppo embrio-fetale durante il trattamento con dutasteride (somministrazione per via endovenosa), si sono rilevati degli effetti collaterali anche gravi sul feto, quali la riduzione della ghiandole surrenali e del peso della prostata del feto maschio, l'aumento del peso delle ovaie e dei testicoli dei feti, e la femminilizzazione dei feti maschi manifestatasi con la diminuzione della distanza ano-genitale e con l'ipertrofia della ghiandola prepuziale. Inoltre, durante lo stesso studio sono stati segnalati un aumento della mortalità neonatale, una riduzione del peso corporeo del feto, ed un'aumentata incidenza delle variazioni scheletriche, manifestatasi come ritardo nell'ossificazione dipendente dalla riduzione del peso corporeo.
Anche nei casi dove la dutasteride è stata somministrata per via orale è stata osservata una femminilizzazione dei feti maschi manifestata con la diminuzione della distanza ano-genitale e con lo sviluppo eccessivo dei capezzoli; altri effetti avversi osservati sono l'aumento dei feti nati morti, la diminuzione del volume della prostata e delle vescicole seminali nei feti maschi, e una diminuzione del tempo normale per la formazione della pervietà delle vie vaginali nei feti femmina. Anche se non ci sono dati controllati provenienti da studi sulle donne in gravidanza, si ritiene che la dutasteride possa causare un sottosviluppo degli organi genitali nei feti maschi e una femminilizzazione dei feti maschi, con conseguenze psicologiche correlate alla mancata conversione del  testosterone in diidrotestosterone. Quindi, basandosi su dati clinici e dati ricavati in modo indiretto, si conferma che la dutasteride è assolutamente controindicata nelle donne in gravidanza e nelle donne che intendono rimanere gravide nell'immediato futuro. Perciò alle gestanti è vietato manneggiare capsule molli di dutasteride, perché potrebbero venire a contatto con il farmaco; ricordiamo che la dutasteride può essere assorbita anche per via cutanea, quindi in caso di contatto accidentale con le capsule di dutasteride si raccomanda di lavare l'area interessata con abbondante acqua e sapone. Altri studi, condotti su individui maschi in trattamento con dutasteride, hanno confermato la presenza di piccole quantità di farmaco nel liquido seminale. Anche se ancora non ci sono studi specifici sulla possibilità di danni al feto nel caso in cui la madre venisse in contatto con liquido seminale contenente piccole quantità di dutasteride, durante la gestazione si raccomanda fortemente di usare misure profilattiche in caso di rapporti con individui trattati con dutasteride.

Effetti Collaterali e Indesiderati

Tutti i farmaci possono causare degli effetti collaterali, anche se tali effetti nella maggior parte dei pazienti non si manifestano mai. La maggior parte degli effetti avversi correlati alla somministrazione di dutasteride è riconducibile alla sfera sessuale. Gli effetti avversi sono stati riportati con un'incidenza maggiore durante il primo anno di trattamento; tali effetti sono stati osservati in percentuali più alte nei pazienti trattati con dutasteride rispetto a quelli trattati con il placebo.

I più comuni effetti collaterali osservati durante il primo anno del trattamento con dutasteride sono: disfunzione erettile in circa il 6% dei pazienti; diminuzione della libido in circa il 3,5% dei pazienti; diminuzione del volume eiaculatorio in circa l'1,8% dei pazienti; l'ingrossamento della mammella in circa l'1,3% dei pazienti. L'incidenza di tali effetti collaterali è andata diminuendo durante il secondo anno di trattamento, e praticamente è stata osservata impotenza in circa l'1,7 % dei pazienti, la diminuzione della libido nello 0,6 % dei pazienti e la diminuzione del volume eiaculatorio nello 0,5 % dei pazienti.

Altri effetti indesiderati che si possono manifestare durante il trattamento con dutasteride comprendono i disturbi del sistema immunitario, come rash cutaneo, prurito, orticaria, ingrossamento della faccia, della lingua e della labbra, e difficoltà respiratorie.



Ultima modifica dell'articolo: 22/11/2016