Doxazosina

Andi Cenko Farmacista

Generalità

Indicazioni

La doxazosina è un alfa bloccante di tipo 1, un antagonista competitivo e selettivo dei recettori adrenergici usato per il trattamento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna.

Nel 2000 alcuni studi hanno dimostrato che la doxazosina non era molto efficace nel trattamento dell'ipertensione arteriosa, come gli altri alfa bloccanti della stessa famiglia, e che un semplice diuretico poteva dare lo stesso effetto per quanto riguarda l'abbassamento della pressione arteriosa. Per questo motivo c'è stato una calo di interesse verso tale applicazione, anche se studi più recenti hanno attribuito una rinnovata importanza a questo farmaco nel trattamento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna e della disfunzione erettile.

Meccanismo d'azione

Il modo di agire della doxazosina consiste nel legame ai recettori adrenergici postsinaptici alfa1A (che innervano quasi tutta la muscolatura liscia), in modo selettivo e competitivo; ne consegue un rilassamento della muscolatura liscia, sia  quella della prostata che quella dell'uretraDoxasozinaLa doxazosina migliora anche i sintomi da irritazione delle basse vie urinarie causati dalla contrazione della muscolatura liscia.

Il rilassamento della muscolatura liscia della prostata e dell'uretra si traduce nell'incremento della velocità massima del flusso urinario e in una sensibile riduzione dell'ostruzione.

Effetti Indesiderati

Il rilassamento della muscolatura liscia da parte della doxazosina comporta però anche un effetto indesiderato abbastanza frequente, che è l'abbassamento della pressione sanguigna, a causa del rilassamento eccessivo dei vasi sanguigni con abbattimento delle resistenze periferiche. Tale effetto collaterale può essere un problema in pazienti che soffrono già di ipotensione, nei quali l'effetto ipotensivo della doxazosina può causare vertigini e svenimento. Nel caso si manifestasse uno svenimento del paziente dopo la somministrazione del farmaco, si raccomanda di adagiarlo disteso, in modo da favorire la circolazione sanguigna, e se necessario di chiedere assistenza medica.  La somministrazione della doxazosina causa una riduzione della pressione sanguigna clinicamente significativa in tutti gli individui, che continua per le 24 ore successive al momento dell'assunzione; la manifestazione dei sintomi legati all'abbassamento pressorio dipende dalla risposta individuale del paziente e dalla sua pressione arteriosa abitudinale; gli effetti indesiderati ortostatici si possono manifestare all'inizio del trattamento in moltissimi individui.

Storia e Specialità registrate

La doxazosina è stata sviluppata dalla casa farmaceutica statunitense Pfizer ed è stata commercializzata sotto i nomi registrati di Cardura e Carduran. Nel febbraio del 2005 la Food and Drug Administration (FDA, la massima autorità legislativa statunitense nel campo dei farmaci) ha approvato il lancio nel mercato della doxazosina a rilascio prolungato sotto il nome registrato di Cardura XL.

In Italia la doxazosina viene commercializzata sotto il nome registrato di Cardura o come farmaco generico sotto diversi nomi, come Benur e Doxazosina. In altri paesi può essere trovata sotto altri nomi, come Dosin o Duracin, che dipendeno dalla casa farmaceutica che produce il farmaco.

Azioni Minori

Diversamente dagli altri alfa inibitori non selettivi dei recettori alfa-adrenergici, che possono causare tolleranza nel trattamento di lunga durata, la doxazosina non causa alcun fenomeno di tolleranza nei trattamenti a lungo termine; l'uso della doxazosina solo raramente può causare una leggera tachicardia. Altri studi clinici hanno dimostrato che il trattamento a lungo termine con doxazosina può causare una leggera riduzione delle concentrazioni plasmatiche del colesterolo totale e della frazione LDL, ma la rilevanza clinica di tali risultati rimane ancora da verificare. Nello stesso studio clinico è stato dimostrato che il trattamento con doxazosina può aumentare la sensibilità dei pazienti nei confronti dell'insulina, causando così delle alterazioni del metabolismo glucidico.

Farmacocinetica e Farmacodinamica

La doxazosina vanta un'emivita abbastanza lunga, che varia dalle 16 alle 30 ore, e tale intervallo d'azione rende il farmaco adatto ad una sola somministrazione giornaliera. La massima concentrazione plasmatica della doxazosina viene raggiunta 2 ore dopo la somministrazione. La biodisponibilità del farmaco nella circolazione sanguigna è di circa il 63%.

La doxazosina viene trasportata nel circolo sanguigno legata alle proteine plasmatiche; infatti il farmaco legato alle proteine plasmatiche raggiunge circa il 98% della concentrazione totale. La doxazosina viene metabolizzata principalmente dal fegato ed eliminata in modo prevalente, circa il 65%, mediante escrezione nelle feci.

Posologia e modalità d'uso

La dose raccomandata di doxazosina nel trattamento dell'ipertensione arteriosa è di 1 mg/die, come dose iniziale, da assumere in un'unica somministrazione. La dose di mantenimento invece varia da 1 a 16 mg/die, a seconda della necessità del paziente e della gravità della patologia.
Nel trattamento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna, la dose iniziale raccomandata di doxazosina è di 1 mg/die,  da assumere in un'unica somministrazione giornaliera, se si usano le compresse normali e di 4 mg/die, da assumere sempre in un'unica somministrazione giornaliera, se si usano le compresse a rilascio prolungato. La dose raccomandata di doxazosina per il mantenimento della terapia varia da 1 a 8 mg/die, una volta al giorno, per le compresse normali;  per quelle a rilascio prolungato, invece, la dose raccomandata varia da 4 a 8 mg/die, una volta al giorno. L'aggiustamento della dose dipende dalla gravità dei sintomi manifestati paziente e dalla sensibilità individuale alla sua azione. Qualora fosse necessario passare dall'uso delle compresse normali all'uso delle compresse a rilascio prolungato,  si raccomanda di iniziare con la dose più bassa (cioè 4 mg/die di doxazosina), indipendentemente dalla dose in uso con le compresse normali. Sempre nel caso di cambiamento delle compresse di doxazosina, si raccomanda di non prendere l'ultima dose serale in compresse normali. Nel caso di discontinuità per svariati giorni del trattamento con compresse a rilascio prolungato, si raccomanda di ricominciare la terapia con la dose più bassa, cioè quella di 4 mg/die.
In caso di pazienti con insufficienza epatica è necessario un aggiustamento della dose di doxazosina; qualora l'insufficienza epatica fosse piuttosto grave, le compresse a rilascio prolungato sono sconsigliate.
L'aggiustamento della dose va operato sulla base della risposta individuale verso la doxazosina; di conseguenza i valori della pressione arteriosa del paziente devono essere misurati in posizione verticale, basata su tre diverse misurazioni: la prima dopo 2 ore dalla somministrazione della doxazosina, la seconda dopo 6 ore dalla somministrazione del farmaco, e la terza dopo 24 ore. Di solito gli effetti indesiderati posturali come vertigine e sincope (svenimento) avvengo tra le due e le sei ore dalla somministrazione della prima dose di doxazosina.


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