Diuresi

Vedi anche: alimenti diuretici - tisana drenante - rene ed equilibrio idrosalino


Con il termine diuresi si definisce il processo di formazione dell'urina nel rene. Nell'arco delle 24 ore, un individuo adulto produce un volume urinario pari a circa 1000 - 2000 ml; la diuresi può comunque variare sensibilmente in base a vari fattori, come il tipo di dieta e le condizioni ambientali. diuresiI medici parlano di oliguria quando la diuresi scende sotto i 400-500 ml nelle 24 ore, mentre si usa il termine poliuria per indicare una produzione d'urina superiore ai 2000 - 2500 ml (2 - 2,5 litri) al giorno. Queste alterazioni della diuresi possono essere benigne o frutto di patologie particolari; la poliuria, ad esempio, è tra l'altro un sintomo caratteristico delle varie forme di diabete, mentre l'oliguria è tipica della nefrite, delle coliche renali e di tutte le malattie che causano disidratazione (come quelle che esitano in diarrea, ad esempio le gastroenteriti virali).

Nell'anuria, la diuresi scende sotto i 100 ml nelle 24 ore; stiamo quindi parlando di una condizione patologica caratterizzata dalla grave compromissione delle funzionalità renali.

Oltre alle alterazioni quantitative, ne esistono di altre forme. La nicturia, ad esempio, porta il paziente ad urinare soprattutto nelle ore notturne; si tratta di un problema tipico dei pazienti con insufficienza cardiaca, causato dal riassorbimento notturno degli edemi. Quest'alterazione della diuresi è tipica anche degli uomini con problemi alla prostata, nei quali si accompagna sovente a disturbi piuttosto fastidiosi, come il bruciore o il dolore durante la minzione, ed il senso di incompleto svuotamento della vescica, con conseguente necessità di urinare spesso. Ricordiamo che la minzione rappresenta l'atto fisiologico che porta all'espulsione all'esterno dell'urina contenuta nella vescica.

Regolazione della diuresi

La diuresi risulta condizionata da:

1) flusso ematico renale: rappresenta la quantità di sangue che arriva ai reni, pari a circa 700 ml al minuto;

2) filtrato glomerulare: quantità di plasma filtrato nell'unità di tempo; i glomeruli filtrano circa l'80% del sangue che giunge a livello renale, quindi grossomodo 150 ml di plasma al minuto per un totale che sia aggira intorno ai 180 litri al giorno. Questo liquido si chiama preurina ed in condizioni normali contiene tutte le sostanze presenti nel sangue, ad eccezione delle cellule (globuli bianchi, rossi, piastrine ecc.) e delle proteine plasmatiche di maggiori dimensioni.

3) Riassorbimento tubulare: senza riassorbimento di liquidi da parte del rene la diuresi sarebbe pari a 180 L al giorno. Naturalmente il corpo non può permettersi di sprecare un elemento così prezioso, quindi riassorbe la stragrande maggioranza del filtrato glomerulare e dei nutrienti in esso contenuti. Il 90% di questo riassorbimento è indipendente dagli ormoni (avviene per ragioni osmotiche, legate al riassorbimento del sodio), mentre la percentuale riassorbibile dei rimanenti 18 litri viene regolata a livello endocrino. In particolare, l'ormone regolatore della diuresi per eccellenza è noto come vasopressina, ADH od ormone antidiuretico. Come il nome stesso fa intuire, l'ADH riduce la diuresi. Non a caso, in sua assenza si parla di diabete insipido, una malattia che se non accurata può accompagnarsi all'emissione cospicua di urina, fino a 18 litri/die nei casi di carenza totale dell'ormone o di mancata risposta alla sua azione.

Per quanto detto, la secrezione di vasopressina aumenta nelle condizioni di disidratazione, poiché in simili circostanze è necessario trattenere nell'organismo quanta più acqua possibile. Le perdite urinarie possono e devono invece aumentare quando l'individuo beve in misura eccessiva ed in tal caso la secrezione di ADH diminuisce. Registi di questo fine meccanismo di regolazione sono le cellule ipotalamiche del centro della sete, che si comportano da osmocettori; come tali, sono in grado di captare variazioni dell'osmolarità del sangue (cioè se questo è più o meno concentrato), inducendo o inibendo al bisogno la secrezione di vasopressina a livello dell'ipofisi posteriore (neuroipofisi).

Un altro ormone molto importante nella regolazione della diuresi è l'aldosterone. Prodotto dal surrene, quest'ormone steroideo (derivato dal colesterolo) aumenta il riassorbimento del sodio nel tubulo distale e nel dotto collettore, accelerando nel contempo l'eliminazione di potassio ed idrogenioni. Sostanzialmente, ha quindi un effetto inibente sulla diuresi, mediato anche dal suo stimolo sul rilascio dell'ormone antidiuretico.

Tra gli ormoni con effetto diuretico ricordiamo il peptide natriuretico atriale; trattasi di un peptide secreto da cellule specializzate del miocardio in seguito ad un eccessivo aumento del volume ematico (alta pressione sanguigna). Dato che la pressione aumenta all'aumentare del volume di sangue, in simili condizioni è necessario privarlo di parte della sua componente liquida; tale risultato si ottiene aumentando semplicemente la diuresi.

La maggior parte dei farmaci diuretici, nonché alcuni alimenti di uso comune (quelli contenenti xantine, come caffè, , cacao e derivati), stimolano la diuresi agendo non tanto come ormoni, quanto piuttosto come inibitori del riassorbimento di minerali, che per questioni osmotiche richiamano acqua aumentando la diuresi.