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      Ultima modifica: 21/12/2011

Disturbo post-traumatico da stress (DPTS) e disturbo acuto da stress (DAS)

Le situazioni che inducono disturbo post-traumatico da stress e disturbo acuto da stress sono in genere eventi che hanno comportato la morte o la minaccia di morte, oppure gravi lesioni o la minaccia alla propria o all'altrui integrità fisica, e comprendono gli incidenti di notevole entità (automobilistici, sul lavoro), le aggressioni, i rapimenti, le catastrofi naturali, la guerra, la diagnosi di malattie gravi. A volte il trauma può colpire altre persone ed il soggetto che si ammala essere semplicemente lo spettatore dell'accaduto (morti o lesioni o malattie gravi specie se a carico di familiari od amici). Bisogna tenere però presente che la portata dell'evento è sempre molto soggettiva, poiché alcuni individui sviluppano i sintomi anche a fronte di un avvenimento di per sé non particolarmente significativo.
La prevalenza del disturbo post-traumatico da stress è di circa il 2% ma, se si considerano tutte le forme che non vengono all'attenzione dei medici, la prevalenza sale fino al 10%. I soggetti più colpiti sono i giovani adulti.
Esso è caratterizzato da un insieme di sintomi che si sviluppano dopo che il soggetto ha vissuto un evento estremamente traumatico. Egli reagisce a questa esperienza con paura  e senso di impotenza e tenta di non ricordarsene; tuttavia, l'evento viene rivissuto a più riprese. La conseguenza del trauma è quella di rivivere l'evento attraverso ricordi intrusivi che comprendono immagini, pensieri o percezioni, od attraverso sogni spiacevoli, oppure sentirsi od agire come se l'evento stesso si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l'esperienza, illusioni, allucinazioni, flashback), od anche reagire o provare disagio psicologico se si viene a contatto con fattori che, in qualche modo, riproducano alcuni aspetti di quell'evento. Tutto ciò porta a condotte di evitamento degli stimoli che abbiano a che fare col trauma: sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate al trauma o per evitare luoghi, persone, attività che evochino ricordi dello stesso; incapacità di ricordarne qualche aspetto importante (amnesia dissociativa); riduzione marcata dell'interesse o della partecipazione ad attività significative; sentimenti di distacco e di estraneità verso gli altri; incapacità di provare sentimenti d'amore; riduzione delle prospettive future (aspettarsi di non avere una carriera, un matrimonio o dei figli od una normale durata della vita). Inoltre si riscontrano un incremento dell'eccitabilità (che produce difficoltà ad addormentarsi od a mantenere il sonno, irritabilità o scoppi di collera, difficoltà a concentrarsi, ipervigilanza, esagerate risposte di allarme) ed un disagio significativo od una compromissione del funzionamento del soggetto.
Per essere definito tale, il disturbo post-traumatico da stress si deve manifestare a distanza di giorni, settimane o mesi dal trauma, e deve avere una durata minima di un mese. Ne esistono di tre tipi: il DPTS acuto ha una durata inferiore a 3 mesi, quello cronico superiore a 3 mesi, quello ad esordio ritardato quando la sua comparsa avviene almeno 6 mesi dopo l'evento stressante.
Il disturbo acuto da stress (DAS) è simile al post-traumatico, ma differisce da esso in base ad un criterio temporale: esso si manifesta entro 1 mese dall'evento stressante e dura da almeno 2 giorni a meno di un mese. I soggetti affetti da DAS vanno incontro agli stessi sintomi di quelli con DPTS, solo più intensi ed invalidanti.
Non è raro che i sintomi iniziali si manifestino anche dopo anni dall'evento traumatico originario.
L'andamento della malattia può essere acuto o cronico; solo poco meno di 1/3 dei pazienti va incontro a remissione completa. L'evoluzione è meno favorevole nei bambini e negli anziani.
La terapia si basa sul trattamento psicologico e farmacologico con antidepressivi, ansiolitici e b-bloccanti.


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