Il diabete
Il diabete è un’alterazione metabolica conseguente ad un calo di attività dell’insulina. In particolare, il diabete può essere dovuto ad una ridotta disponibilità di questo ormone, ad un impedimento alla sua normale azione oppure ad una combinazione di questi due fattori. Una caratteristica sempre presente nel diabete mellito è l’iperglicemia, alla quale con il passare del tempo, tendono ad associarsi alcune complicanze dei vasi sanguigni: la macroangiopatia (ossia un’aterosclerosi particolarmente grave e precoce),
che non è però specifica della malattia diabetica, e la microangiopatia (ossia alterazioni della circolazione dei piccoli vasi arteriosi che si rendono particolarmente manifeste nella retina, nel rene e nel nervo), che è invece specifica della patologia.
Il diabete mellito è una malattia comune. Negli USA vengono segnalati ogni anno circa 200.000 nuovi casi di diabete mellito e la percentuale della popolazione mondiale affetta dalla malattia viene stimata intorno al 5%, con una lieve maggiore prevalenza nel sesso femminile (circa il 25% in più rispetto ai maschi). La prevalenza del diabete mellito in Italia è del 3%. Essa aumenta con l’età oscillando dallo 0,5% nelle fasce di età inferiore a 30 anni sino al 10% ed oltre al di sopra dei 65 anni. Circa il 90% della popolazione diabetica è affetta da diabete tipo 2, mentre solo una minoranza è affetta da diabete tipo 1.
Diabete ed alterata tolleranza al glucosio
Per definizione, il diabete è caratterizzato da iperglicemia. Per determinarla, e quindi per vedere se c’è o no diabete, si effettua un prelievo di sangue venoso (come utilizzato nella maggior parte dei laboratori) e, su di esso, si va a determinare qual è la quantità di glucosio presente.
Secondo i nuovi criteri proposti dal comitato di esperti dell’ADA (1997), per dire che una persona è affetta da diabete, devono essere soddisfatti i seguenti criteri:
- Quando la glicemia è > a 200 milligrammi di glucosio su decilitro di sangue (mg/dl) in qualsiasi momento del giorno;
- Quando la glicemia a digiuno è > a 126 mg/dl;
- Quando la glicemia dopo 120 minuti dall’OGTT (prova con carico orale di glucosio) è > a 200 mg/dl.
L’ADA e l’OMS utilizzano il termine di alterata tolleranza al glucosio (IGT, Impaired Glucose Tolerance) per indicare uno stato metabolico intermedio tra la normalità ed il diabete, in cui la glicemia viene determinata due ore dopo il carico orale di glucosio e deve essere compresa tra 140 e 200 mg/dl.
Classificazione
La classificazione accettata dall’OMS nel 1980 prevedeva la suddivisione in cinque classi di diabete. Secondo questa classificazione si distinguevano:
- un diabete "insulino-dipendente (IDDM)", definito in precedenza anche diabete infanto-giovanile;
- un diabete "non insulino-dipendente" (NIDDM), definito anche diabete dell’età adulta o della maturità;
- un diabete da malnutrizione, particolarmente comune nei paesi tropicali;
- altri tipi di diabete secondari a patologie diverse, come malattie pancreatiche (pancreatite cronica, tumore del pancreas), affezioni endocrine responsabili di una eccessiva secrezione di ormoni controregolatori (sindrome di Cushing, acromegalia, feocromocitoma, ipertiroidismo, glucagonoma, somatostatinoma, aldosteronoma); uso di farmaci che inducono iperglicemia (glucocorticoidi, ormoni tiroidei, interferone, pentamidina, agonisti adrenergici); assunzione di sostanze tossiche; anomalie dell’insulina o del suo recettore; anomalie genetiche;
- un diabete gestazionale (GDM), legato alla gravidanza.
Una nuova classificazione, più semplice ed attualmente riconosciuta a livello internazionale, lo divide in diabete di tipo 1, rappresentato per la quasi totalità dalla forma immunomediata (cioè mediata da una disregolazione del sistema immunitario del soggetto), e diabete di tipo 2, dovuto invece ad un deficit di secrezione dell’insulina da parte delle cellule del pancreas od alla condizione di resistenza dei tessuti all’azione della stessa insulina.
Qualsiasi forma di diabete può richiedere terapia insulinica in qualsiasi stadio essa si trovi, pertanto l'uso di insulina di per sé non classifica il paziente. Non è quindi esatto classificare le varie forme di diabete in insulino-dipendenti ed insulino-indipendenti.
Altre forme molto più rare possono essere associate ad infezioni virali (rosolia congenita, citomegalovirus), a forme non comuni di diabete mediato dal sistema immunitario, a varie sindromi genetiche (Down, Klinefelter, Turner, atassia di Friedreich, Laurence Moon Biedle, distrofia miotonica, Prader Willi, corea di Huntington) od a particolari condizioni di resistenza all’insulina. Rientrano in questa categoria di malattie rare anche forme di diabete riconducibili a ben individuati difetti genetici della cellula a carattere ereditario, insorgenti abitualmente in età giovanile, caratterizzate da modesta iperglicemia e definite - per la loro somiglianza clinica con il diabete di tipo 2 - MODY, ossia Maturity Onset Diabetes of the Young.
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | >> |
Ultima modifica: 21/02/2010 - Informativa pubblicità -
Ultimi articoli
Fabbisogno proteicoDieta ed esercizio fisico
Fascino integratori
Controllo muscolare stabiltà ginocchio
Valori fegato
Valori nutrizionali

My-personaltrainer.it © 2010 | P.I. 01333960290 | About Us | Collabora | Bibliografia | Site Map | Indice Articoli | Disclaimer | Link
- Ritrova le tue foto, ritrova i tuoi amici Torna all'inizio dell'articolo: diabete -
http://www.my-personaltrainer.it/salute/diabete.html
Salute e Benessere a portata di Mouse!
Mercoledì, 10 marzo 2010 ore 19:36



