Diabete Gestazionale

Generalità

Il diabete gestazionale (GDM) è un disordine metabolico caratterizzato da una ridotta tolleranza al glucosio (e meno frequentemente di franco diabete), che insorge o viene diagnosticato per la prima volta durante la gravidanza.

Diabete gestazionaleLa definizione di diabete gestazionale, quindi, non esclude la possibilità - peraltro frequente - che una preesistente intolleranza glucidica venga smascherata ed aggravata dallo "stress" gravidico.

Cause

Gli sconvolgimenti ormonali legati alla gravidanza aumentano la resistenza all'insulina, rendendo le cellule meno sensibili alla sua azione. Il pancreas, dal canto suo, non sempre riesce a compensare tale deficit attraverso un proporzionale aumento della sintesi e del rilascio di insulina.

Il diabete gestazionale è quindi un fenomeno per certi aspetti "fisiologico", che come tale non comporta normalmente gravi pericoli per la madre ed il nascituro. E' risaputo infatti, che il periodo più a rischio di malformazioni fetali congenite è quello compreso tra il concepimento e la decima settimana di gravidanza, mentre il diabete gestazionale tende classicamente a presentarsi dopo la ventiquattresima settimana, quando lo sviluppo di organi ed apparati è ormai completato.

Per prevenire complicanze, che in particolari circostanze possono anche divenire importanti, è comunque essenziale mantenere l'equilibrio glicemico entro i limiti raccomandati, con un rinnovato gesto d'amore verso se stesse ed il piccolo.

Sintomi e Fattori di Rischio

Per approfondire: Sintomi Diabete Gestazionale


La sintomatologia del diabete gestazionale è il più delle volte assente. Di rado, la gestante può notare segni e sintomi tipici dell'iperglicemia, come un aumento della sete (polidipsia) e dell'orinazione (poliuria), nausea e vomito, infezioni urinarie e visione offuscata.

Basso rischio di diabete gestazionale

  • età < 25 anni
  • peso normale prima della gravidanza
  • peso normale alla nascita
  • etnia a bassa prevalenza di diabete gestazionale
  • assenza di diabete nei parenti di primo grado
  • assenza di precedente iperglicemia
  • assenza di precedenti problemi ostetrici

NOTA: i test glicemici di screening non sono richiesti SOLO se vengono soddisfatti tutti i criteri soprariportati.

Alto rischio di diabete gestazionale

NOTA: eseguire i test glicemici il prima possibile se sono presenti una o più delle condizioni soprariportate.

Medio rischio di diabete gestazionale

  • pazienti che non rientrano nei criteri dell'alto rischio, né in quelli del basso rischio

Ulteriori fattori di rischio

Screening

Proprio per la sua tendenza a decorrere in maniera asintomatica o paucisintomatica, l'individuazione del diabete gestazionale non può prescindere da un accurato screening, ancor più importante se viene visto come una preziosa opportunità per ridurre la frequenza di morbilità materna e fetale, e complicanze varie.

Il termine screening designa una procedura clinica che non ha scopo diagnostico, ma semplicemente di identificare un sottogruppo a rischio per una determinata patologia. Per la diagnosi definitiva, gli individui risultati "positivi" ad un test di screening devono pertanto sottoporsi ad un ulteriore accertamento, che - qualora risultasse positivo - permetterà un trattamento precoce in grado di produrre il miglior beneficio possibile.

A seconda della bibliografia e delle linee guida consultate, tale screening:

  • dev'essere universale, ovvero condotto su tutte le gravidanze tra la 24a-28a settimana di gestazione, eventualmente anticipandolo alla 14a-18a in presenza di gravi fattori di rischio (strategia seguita da molti centri);

oppure:

  • non è necessario nelle donne a basso rischio;
  • va eseguito tra la 24a e la 28a settimana di gravidanza nelle donne a medio rischio;
  • va eseguito il più precocemente possibile, cioè tra la 14a e la 16a settimana, nelle donne ad alto rischio, che inoltre - in caso di negatività - devono sottoporsi nuovamente al test a 24-28 settimane. I criteri di identificazione del rischio sono riportati nella tabella a lato e per ovvi motivi dovrebbero essere individuati prima dell'inizio della gravidanza.

Diagnosi

Attualmente non esiste un consenso univoco a livello internazionale sui metodi di screening e diagnosi del diabete gestazionale; per lo stesso motivo non vi è uniformità nei dati epidemiologici. L'incidenza di diabete gestazionale - che è aumentata sensibilmente negli ultimi decenni, probabilmente a causa della sedentarietà , delle mutate abitudini alimentari e dell'innalzamento dell'età media delle gestanti - è stimabile in un 10-20% della popolazione con età maggiore di 35 anni e, per quanto riguarda quella italiana, in un 6% circa (dato medio che tiene conto di tutte le fasce d'età).

Il più diffuso metodo di screening è chiamato GCT, acronimo di Glucose Challenge Test. Si tratta, sostanzialmente, di un esame da carico glucidico con 50 g di glucosio e determinazione della glicemia a 60 minuti dall'ingestione della soluzione glucosata.

Se dopo un'ora la glicemia è superiore od uguale a 140 mg/dl, ma inferiore a 180 mg/dl (7.8-10.2 mmol/L), il test è positivo, anche se non si può ancora parlare di diabete gestazionale. Per ottenere la conferma diagnostica si deve effettuare il carico orale con 100 grammi di glucosio (OGTT), questa volta a digiuno da 8-12 ore. Non è necessario ricorrere a questo test se la glicemia supera i 198 mg/dl, elemento già di per sé sufficiente a porre diagnosi di diabete. Durante l'OGTT a 100 grammi, la glicemia viene misurata ad intervalli di tempo regolari, a digiuno e dopo 60, 120 e 180 minuti dall'ingestione del primo sorso di soluzione glucosata: se due o più valori glicemici risultano superiori a quelli di riferimento, si pone diagnosi di diabete gestazionale; se un solo valore è superiore, si fa diagnosi di intolleranza glucidica in gravidanza.

 

OGTT a 100 g per la ricerca di

diabete gestazionale,

interpretazione dei risultati,

limiti di normalità

Digiuno:

Inferiore a 95 mg/dL o 5.2 mmol/L

60 minuti:

Inferiore a 180 mg/dL o 10.0 mmol/L

120 minuti:

Inferiore a 155 mg/dL o 8.6 mmol/L

180 minuti:

Inferiore a 140 mg/dL o 7.7 mmol/L

 

Ulteriori informazioni sull'esecuzione dei test GCT E OGTT


Se il sospetto di iperglicemia manifesta è elevato (es. presenza di poliuria e polidipsia) la misurazione della glicemia basale può essere sufficiente per confermare la diagnosi di diabete; in questo caso un valore glicemico basale >126 mg/dl o un valore occasionale >200 mg/dl sono da considerarsi diagnostici per diabete mellito, purché confermati da un secondo controllo.

Sono in corso studi longitudinali per valutare se l'esecuzione in fase unica del test da carico glucidico standard (approvato per i soggetti non in gravidanza) con 75 g di glucosio e controllo glicemico alle 2 ore dal carico, possa essere applicato al posto del carico glucidico di 100 g sopradescritto. I prossimi dati dovrebbero quindi smorzare le polemiche "infinite" sulla diagnosi di diabete gestazionale, proponendo un modello di riferimento omogeneo.


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Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016