Cura idropinica

Cos'è una Cura Idropinica?

Si definiscono cure idropiniche le terapie basate sull'ingestione di acque minerali dalle peculiari proprietà curative, utili nel trattamento di alcuni disturbi o di particolari affezioni. In ogni cura idropinica, la qualità, le quantità e le modalità d'assunzione dell'acqua devono essere prescritte dal medico, visto che in casi limite - per quanto possa sembrare strano - l'acqua può essere addirittura letale.

Tipi di Acque Minerali

Nell'articolo dedicato all'etichetta delle acque minerali, abbiamo visto come le numerose proprietà delle acque sorgive siano legate agli ioni inorganici in esse contenuti; le concentrazioni di questi minerali, riportate nell'etichetta di ogni bottiglia, classificano le varie acque in determinate categorie dai risvolti salutistici utili nelle cure idropiniche:

 

TIPO DI ACQUA MINERALE

RESIDUO FISSO

Acque mimimamente mineralizzate

< 50 mg/L

Acque oligominerali

50 - 500 mg/L

Acque mediominerali

500 - 1000 mg/L

Acqua ricche di Sali minerali

> 1000 mg/L

 

Composizione salina delle acque minerali

Acqua minerale bicarbonata - Tenore di bicarbonato:

> 600 mg/L

Acqua minerale calcica - Tenore di calcio:

> 150 mg/L

Acqua minerale clorurata - Tenore di cloro:

> 200 mg/L

Acqua minerale ferruginosa - Tenore di ferro:

> 1 mg/L

Acqua minerale fluorata - Tenore di fluoro:

> 1 mg/L

Acqua minerale magnesica - Tenore di magnesio:

> 50 mg/L

Acqua minerale sodica - Tenore di sodio:

> 200 mg/L

Acqua minerale solfata - Tenore di solfati

> 200 mg/L

Acqua povera di sodio  - Tenore di sodio

< 20 mg/L

 

CATEGORIA

ACQUA MINERALE

Gravidanza

Acque oligominerali a contenuto di nitrati particolarmente basso o addirittura nullo (non superiore a 10 mg/l per il noto rischio di provocare metaemoglobinemia fetale). Per aumentare l'apporto di sali minerali, considerato l'aumentato fabbisogno della gestante, si consiglia di alternare acque oligominerali ad acque mediominerali, preferendo quelle calciche

Allattamento

I consigli sono simili a quelli dispensati per la gravidanza, con l'accortezza di bere maggiori quantità di acqua per favorire il ripristino della quota di liquidi persa con l'allattamento. Può essere utile l'assunzione di acqua ferrosa alternata ad acqua calcica ed acqua oligominerale (il ferro è l'unico elemento nutritivo carente nel latte materno, comunque compensato dalle scorte che il neonato ha già accumulato al momento della nascita).

Diluizione del latte in polvere per neonati

Acque minimamente mineralizzate, praticamente prive di sali minerali per non alterare la formula nutritiva, attentamente calibrata, dell'alimento. Ancora una volta, si consiglia attenzione nella quantità di nitrati, che dev'essere nulla o estremamente bassa

Dimagrimento

Oligominerale, per depurare l'organismo favorendo l'eliminazione di tossine

Calcolosi renale

Oligominerale o minimamente mineralizzata, per stimolare la diuresi e prevenire la formazione di calcoli o facilitarne l'eliminazione (colpo d'acqua)

Gotta ed iperuricemia

Oligominerale o minimamente mineralizzata a basso contenuto di sodio (2/3 litri al giorno) → emodiluizione dell'acido urico → stimolo sulla diuresi → aumentata escrezione urinaria di acido urico

Sport

Mediominerale, con un buon patrimonio di calcio, ferro, sodio, cloro e bicarbonato. Assumere acque oligominerali per integrare gli stessi oligoelementi con integratori idrosalini è come comprare un vestito senza tasche per poi farsele aggiungere da un sarto: si buttano via soldi!

Ipertensione

Oligominerale a basso contenuto di sodio, associata ad una dieta altrettanto povera di sodio, utile negli stadi iniziali e come prevenzione nei soggetti predisposti

Osteoporosi

Acqua mineralizzata ricca di "calcio biodisponibile" (controllare la presenza di questa dicitura nell'etichetta)

Acidità gastrica

Acqua minerale di tipo bicarbonato calcico

Anemia

Acqua minerale di tipo ferrugginoso

Carie

Acqua minerale fluorata

Ipercolesterolemia

Acque salso-solfate (aumentano l'escrezione degli acidi biliari con le feci)

Stipsi

Acqua solfata

Cura idropinica e Calcoli Renali

La cura idropinica riconosce nella calcolosi renale e nei disturbi gastrointestinali i suoi principali campi d'applicazione. Per quanto riguarda i calcoli renali, l'assunzione di generose quantità di acqua oligominerale, o meglio ancora minimamente mineralizzata, è in grado di indurre inanzitutto una diluizione delle urine, stimolando la diuresi e l'eliminazione urinaria di litoliti e renella, prevenendo le infezioni e le infiammazzioni delle vie urinarie, quindi opponendosi allo sviluppo e all'accrescimento dei calcoli in soggetti predisposti.

Lo stimolo sulla diuresi e l'attività antispastica delle acque minimamente mineralizzate sono particolarmente utili nell'abbreviare la fase espulsiva durante le coliche renali, risparmiando ulteriori sofferenze al paziente. La terapia idropinica, inoltre, risulta particolarmente utile prima e dopo interventi di litotrissia extracorporea (bombordamento del calcolo con onde d'urto per indurne la frammentazione e facilitarne l'espulsione). Non sempre, comunque, è consigliabile forzare la diuresi mediante il cosiddetto "colpo d'acqua" (assunzione di 1-2 litri di acqua minimamente mineralizzata bevuta in mezz'ora a digiuno); l'intervento idropinico è infatti consigliato SOLO quando sono note le dimensioni e la localizzazione del calcolo, che ovviamente dev'essere mobile e non troppo grande, nonché la morfologia e lo stato delle vie escretrici.



Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016