Cura del Diabete

Diabete non complicato

Dieta

contrariamente a quanto avveniva in passato, non si prescrivono più regimi nutrizionali ipoglucidici (con pochi carboidrati), ma si ritiene utile che il loro apporto costituisca il 50-55% del totale giornaliero di calorie, l'apporto di grassi circa il 30% cercando di ridurre i grassi saturi a meno del 7-10% e l'apporto proteico intorno al 10-20% delle calorie totali. Nei pazienti con nefropatia diabetica è stato però dimostrato che la restrizione delle proteine della dieta nelle fasi iniziali rallenta la progressione verso l'insufficienza renale. L'alcool può essere consumato in quantità moderata. Le attuali linee guida suggeriscono anche l'utilità dell'inserimento nella dieta delle fibre (20-30 grammi al giorno) che sembrano avere effetti metabolici favorevoli sul controllo della glicemia, sulla riduzione dei livelli di lipidi e sulla riduzione del peso corporeo attraverso un aumento del senso di sazietà . L'incremento può essere ottenuto aumentando l'assunzione di frutta, verdura e cereali, soprattutto cereali integrali . La terapia dietetica resta quindi un sussidio importante sia nella cura del diabete tipo 1 che nel diabete tipo 2 dove però, soprattutto se il paziente è obeso, può anche rappresentare l'unico sussidio terapeutico.

Esercizio fisico

Nel trattamento del paziente diabetico deve essere incluso un programma di esercizio fisico a meno che non sia controindicato dalla coesistenza di particolari patologie. L'esercizio non solo riduce la ridotta tolleranza al glucosio migliorando la sensibilità all'insulina, ma diminuisce i fattori di rischio cardiaco e riduce e mantiene il peso corporeo. Inoltre può avere anche favorevoli effetti psicologici e fisiologici facilitando un cambiamento dello stile di vita. È chiaro che deve essere eseguito con cautela a causa dei potenziali effetti negativi che possono essere rappresentati dai traumi fisici di natura muscoloscheletrica.

Farmaci

Antidiabetici orali

Sono farmaci ipoglicemizzanti, che riducono cioè la glicemia facilitando l'ingresso del glucosio nelle cellule.

Si assumono per bocca sottoforma di compresse, da cui il nome ipoglicemizzanti orali.

Insulina

Nel diabete tipo 1, nel quale esiste carenza assoluta di insulina, e nel diabete tipo 2 resistente alla terapia dietetica ed agli antidiabetici orali, questo ormone deve essere somministrato come terapia sostitutiva.

Attualmente le preparazioni farmacologiche di insulina sono numerose, ma una terapia insulinica efficace può essere impostata con l'uso esclusivo di insulina regolare ad azione pronta e di insulina ritardata opportunamente combinate. Nell'ambito degli schemi di terapia quello più vantaggioso prevede tre iniezioni di insulina regolare da somministrare prima dei pasti, cui è utile associare prima di cena o prima di coricarsi un'insulina ad azione intermedia per coprire il fabbisogno notturno.

Lo schema con le sole tre iniezioni di insulina regolare prima dei pasti può essere utilizzato in tutti quei pazienti che presentano ancora una quota residua di funzione delle cellule beta del pancreas produttrici di insulina. L'insulina deve essere iniettata preferibilmente nel tessuto sottocutaneo dell'addome per la miglior uniformità di assorbimento. L'iniezione negli arti prevede un assorbimento attraverso il muscolo e pertanto molto più rapido soprattutto se il muscolo viene sollecitato dal movimento.

La dose di insulina necessaria per ottenere un compenso ottimale è strettamente dipendente dalla sensibilità individuale, dalla quantità di carboidrati del pasto e dal tipo di vita del paziente nelle ore successive all'iniezione (sedentaria o attiva). L'anticipo di trenta minuti dell'iniezione di insulina rispetto al pasto migliora, ma solo parzialmente, il controllo della glicemia dopo lo stesso pasto. Per questo motivo sono stati messi in commercio negli ultimi anni gli analoghi ad azione rapida dell'insulina che sono l'insulina lispro e l'insulina aspart.

Nuove prospettive terapeutiche

il trapianto di pancreas ha rappresentato un importante sviluppo nella terapia del diabete tipo 1 con tecniche che si sono sempre più perfezionate negli ultimi anni.

L'esigenza però di un trattamento immunosoppressivo (farmaci antirigetto) che, nonostante la messa a punto di nuovi medicinali, rimane gravato da molti seri effetti collaterali, ne ha limitato l'uso a quei pazienti che necessitano di trapianto di rene per nefropatia diabetica o sono stati già sottoposti ad altro trapianto d'organo e si trovano pertanto già nella necessità di assumere un trattamento immunosoppressivo.

Anche il trapianto di isole pancreatiche, entrato in uso negli ultimi 15 anni, che offre il vantaggio di una metodica di esecuzione molto semplice e quindi poco traumatica per il paziente, richiede un trattamento immunosoppressivo che, come per il trapianto di pancreas, nel limita l'impiego.

Un nuovo approccio per ricreare la secrezione insulinica perduta è quello che utilizza la terapia genica, che si basa sul trasferimento di materiale genetico (DNA o RNA) nelle cellule di un paziente.

Controllo della terapia

Classicamente si effettua con una serie di dosaggi della glicemia durante la giornata e la notte per osservare che la somministrazione dell'insulina o degli ipoglicemizzanti orali sia corretta e copra in modo equilibrato tutta la giornata.
Reazioni all'insulina.
La lipoatrofia è la perdita di tessuto adiposo nella sede di ripetute iniezioni sottocutanee di insulina e si pensa che sia dovuta a reazioni immunologiche locali. La lipoipertrofia è, al contrario, la produzione eccessiva di tessuto adiposo nella sede di iniezioni sottocutanee ripetute di insulina e si pensa che sia dovuta ad un effetto favorente dell'insulina sulla sintesi locale dei trigliceridi.
Le reazioni allergiche all'insulina consistono in eritema, edema (gonfiore) e prurito talora solo nella sede di iniezione, ma spesso generalizzati. Esistono anche alcune forme di resistenza dovute alla formazione di anticorpi contro questo ormone.

L'ipoglicemia si verifica più facilmente in pazienti in terapia insulinica, anche se può essere osservata anche in alcuni pazienti in trattamento con ipoglicemizzanti orali. Quando l'ipoglicemia è sintomatica è caratterizzata da astenia (stanchezza, facile affaticabilità), sensazione di fame, confusione, cefalea. A questi sintomi, causati da diminuito apporto di glucosio alle cellule cerebrali, se ne aggiungono altri: sudorazione, tremori, pallore, tachicardia. Il paziente non trattato può andare incontro a coma.


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