Cromogranina A

Cause di Cromogranina A elevata

La cromogranina A (CGA) è una glicoproteina particolarmente conosciuta in ambito clinico come marcatore bioumorale specifico per i tumori neuroendocrini, in particolare per il feocromocitoma, il neuroblastoma ed i carcinoidi. Innalzamenti significativi di cromogranina A si apprezzano anche nei carcinomi che contengono cellule con una parziale differenziazione neuroendocrina, come il tumore polmonare a piccole cellule ed i tumori alla prostata; l'utilità del monitoraggio dei livelli sierici di cromogranina A in queste neoplasie è ancora poco chara, nonostante si sia visto come livelli elevati di cromogranina A nei tumori prostatici possano essere indice di prognosi sfavorevole, probabilmente per la mancata risposta di queste cellule alla terapia antiandrogena.

Il dosaggio sierico della Cromogranina A rappresenta un ausilio diagnostico molto utile, dal momento che i tumori neuroendocrini sono neoplasie subdole, perché difficilmente diagnosticabili negli stadi iniziali a causa delle ridotte dimensioni, della crescita lenta e della sintomatologia aspecifica, che, quando presente, può includere diarrea, nausea, vomito, tachicardia, insorgenza improvvisa di calore al viso e al collo, con arrossamento locale, dispnea, tosse e difficoltà respiratorie.

Elevati livelli di cromogranina A si riscontrano in presenza di stress psicofisici severi, insufficienza epatica e renale, e in caso di assunzione di particolari farmaci, come l'omeprazolo e gli altri inibitori della pompa protonica.

Sintesi e Secrezione

La Cromogranina è una proteina acida, costituita da 439 aminoacidi con un peso molecolare di 48-60 KD in relazione allo stato di glicosilazione e fosforilazione; in condizioni normali è contenuta nei granuli densi delle cellule di origine neuroendocrina, insieme a sostanze analoghe, come la Cromogranina B e la Secretogranina II, con le quali viene co-secreta. Questi granuli sono distribuiti in maniera ubiquitaria nei tessuti endocrini, neuroindocrini e del sistema nervoso centrale e periferico.

Per questo motivo, la cromogranina A è un marker diagnostico utile per le neoplasie neuroendocrine, come carcinoidi, feocromocitoma, neuroblastoma, carcinoma midollare della tiroide, somatostinomi, adenomi adenoipofisari, gastrinomi, glucagonomi ed insulinomi.

Diagnosi di Carcinoidi

I tumori carcinoidi sono divisi in carcinoidi antero-intestinali (originano, dal tratto respiratorio, dallo stomaco, dal pancreas o dal duodeno, 15% c.a. dei casi), intestinali (interessano digiuno, ileo o appendice, 70% c.a. dei casi) e retro-intestinali (si sviluppano nel colon o nel retto, 15% c.a. dei casi). E' quindi ormai assodato come un un livello elevato di cromogranina A nel sangue si correli spesso alla presenza di un carcinoide, nonché alla sua estensione: più il tumore neuroendocrino è grande, maggiore è il livello di cromogranina A e delle altre sostanze granulari secrete nel sangue. Monitorare i livelli di cromogranina A è utile anche nel follow-up, ovvero per valutare l'evoluzione nel tempo della malattia neoplastica e l'efficacia dei trattamenti terapeutici intrapresi.

L'interpretazione di questo dato di laboratorio per la diagnosi di carcinoidi deve comunque avvenire in un contesto più ampio, che tenga in considerazione anche il dosaggio di altre sostanze presenti nei granuli densi delle cellule endocrine, principalmente serotonina ematica (ed eventualmente urinaria), ed acido 5-idrossindoloacetico urinario (5-HIAA). Per quanto riguarda gli altri tumori neuroendocrini, i rialzi di cromogranina A nel siero sono in genere più contenuti, ed ai fini diagnostici è bene monitorare anche altri marker ormonali più specifici, ad esempio i livelli catecolamine (adrenalina e noradrenalina, e dei relativi metaboliti - metanefrine).



Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016