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Salute
Ultima modifica: 23/04/2012

Coumadin: effetti collaterali

Coumadin Warfarin Assunzione e
dosaggio
Dieta Effetti collaterali e
precauzioni

Effetti collaterali, rischi e precauzioni

Dal momento che il warfarin ostacola, ritardandolo, il normale processo di coagulazione del sangue, è possibile che durante il trattamento compaiano delle piccole emorragie. Leggere perdite di sangue possono verificarsi, ad esempio, a livello gengivale (lavandosi i denti), nasale o anale (per l'eventuale presenza di emorroidi). Tipica è anche la comparsa di piccole ecchimosi (lividi) sulla pelle in seguito a traumi anche di modesta entità. La cicatrizzazione delle ferite generalmente non causa problemi ed avviene con tempi e modalità normali; analogo discorso per il flusso mestruale, che solo in alcune donne puà aumentare moderatamente di intensità. In presenza di un trauma importante, comunque, è necessario accertarsi che non vi siano emorragie nascoste e sottoporsi all'esame dell'INR (valori elevati aumentano il rischio di sanguinamento e richiedono l'osservazione del paziente).

Durante l'assunzione di coumadin il soggetto è libero di praticare l'attività fisica che preferisce, tenendo comunque presente che tutte le discipline sportive che lo espongono a rischi di traumi importanti (rugby, arti marziali, discesa libera ecc.) sono sconsigliate. In bici è bene indossare il caschetto, mentre la pesca subacquea andrebbe evitata.

Costituisce un segnale di allarme, meritevole di un immediato consulto medico, la comparsa di perdite di sangue dal naso o dalla vagina, la colorazione rossiccia o scura delle urine (ematuria), la presenza di feci molto abbondanti o nere, l'insorgenza di lividi grossolani per traumi di lieve entità, flussi mestruali particolarmente abbondanti, vomito o tosse con tracce di sangue, severo mal di testa ed emorragie prolungate a seguito di tagli. Un altro segno di possibile emorragia interna, è la comparsa di un malore improvviso con sensazione di svenimento. In questi casi, bisogna mettersi distesi a letto con le gambe sollevate (mettendo qualche cuscino sotto), avvertire subito il medico e non prendere nessun farmaco senza il suo preventivo consenso.

In generale, qualunque sia l'esame o la visita a cui ci si sottopone, occorre sempre informare il personale sanitario dell'assunzione di tale farmaco. Ad esempio, in presenza di un valore eccessivamente alto di INR, può essere necessario sospendere l'assunzione di coumadin qualche giorno prima di sottoporsi ad interventi di chirurgia orale (come un'estrazione dentaria o altri trattamenti odontoiatrici a rischio sanguinamento). La decisione, in tal caso, spetta ovviamente al medico, che dovrà considerare da un lato i rischi emorragici dell'intervento e dall'altro le probabilità di trombosi durante la sospensione del warfarin; se queste ultime sono elevate, potrà eventualmente decidere di sostituire temporaneamente il coumadin con iniezioni sottocutanee di eparina opportunamente dosata.

La gravidanza rappresenta una controindicazione assoluta all'utilizzo del coumadin. Per questo motivo, se si scopre un ritardo mestruale superiore a 5-6 giorni occorre eseguire un test di gravidanza e, se positivo, sospendere immediatamente l'assunzione del farmaco. Nel caso questa sia desiderata o programmata il warfarin può essere sostituito con altri farmaci, ad esempio da iniezioni sottocutanee di eparina. L'assunzione di coumadin è invece compatibile con l'allattamento.

Il monitoraggio periodico dell'INR consente di evitare le temibili conseguenze di un effetto scarso (maggiore rischio di trombosi) o eccessivo (aumentato rischio di emorragie). In tal senso gli aggiustamenti necessari possono essere anche piuttosto fini, soprattutto per chi ha bisogno di dosaggi bassi di farmaco. Sono proprio questi soggetti che rischiano maggiormente di uscire dai livelli appropriati di INR; per questo, a scopo preventivo, il medico può prescrivere schemi di assunzione un po' complessi, come ad esempio l'assunzione ciclica di 1/4 di compressa al giorno per 4 giorni, seguita da un giorno di sospensione.

Quando il coumadin viene prescritto per diminuire il rischio di trombosi venosa profonda è comunque buona regola continuare a rispettare alcune semplici norme per prevenire la formazione di trombi. Il paziente dovrà quindi evitare i periodi di immobilità prolungati, assumere liquidi in abbondanza, indossare abiti e scarpe comode ecc. (per approfondire vedi l'articolo: trombosi venosa: cure e prevenzione).

Alle visite di controllo e agli appuntamenti con personale sanitario è sempre bene portare con sé il libretto (o altra documentazione) in cui siano annotati i risultati degli ultimi controlli dell'INR.

Interazioni terapeutiche

Il coumadin può interferire con l'azione terapeutica di una lunga lista di medicinali, e viceversa. Pertanto occorre prestare particolare attenzione al monitoraggio dell'INR quando si comincia ad assumere un nuovo farmaco o lo si sospende.

L'elenco delle interazioni farmacologiche è particolarmente lungo e al suo interno si trovano sia medicinali acquistabili senza ricetta che integratori e farmaci da banco. Tra questi ultimi ricordiamo l'aspirina (il cui uso è assolutamente da evitare) ed altri farmaci antinfiammatori (ibuprofene, diclofenac, naproxene), alcuni sciroppi per raffreddore e tosse, lassativi, antiacidi, preparati a base di erbe (ad esempio il Ginseng, il Ginkgo Biloba o l'aglio) e vitamine. Altri medicinali che possono interferire con il coumadin sono i diuretici, alcuni farmaci per il diabete, le statine per il colesterolo, antidepressivi, antiepilettici, lo Zyloric contro l'acido urico, gli estrogeni (inclusi i contraccettivi orali), l'oxandrolone ed alcuni antibiotici.

Per accertarsi che i medicinali assunti non interferiscano con l'azione del coumadin e viceversa, è sempre bene informare della propria condizione il medico, il farmacista e le figure sanitarie a cui ci si rivolge.



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