Importanza dei corsi pre-parto

A cura di Eugenio Ciuccetti, Ostetrico


E' bene sottolineare però che spesso - a meno che il parto non sia stato gestito privatamente - il semplice fatto di aver seguito un corso di accompagnamento al parto in ospedale non assicura la presenza del proprio ginecologo e dell'ostetrica di riferimento durante il travaglio. Questo perché tali operatori potrebbero essere vincolati a diversi turni di lavoro o magari essere contemporaneamente impegnati ad assistere anche altre partorienti o emergenze. Anzi, raramente l'ostetrica che organizza e gestisce il corso di accompagnamento vero e proprio (cioè quella con cui viene stabilito il rapporto più continuo e intimo) sarà poi quella fisicamente presente in sala parto.

Se comunque si opta per effettuare la propria preparazione alla nascita in un ospedale, è consigliabile (ancora una volta dopo aver messo a fuoco con precisione i propri desideri e le proprie priorità) informarsi accuratamente sulle diverse caratteristiche filosofiche e  pratiche che distinguono tra loro le varie strutture. Ad esempio raccogliere qualche dato sulla percentuale di tagli cesarei eseguiti nelle diverse realtà o sull'atteggiamento delle stesse nei confronti dell'analgesia epidurale. E ancora la possibilità e la disponibilità ad assistere la donna che partorisce in posizioni alternative a quella litotomica o addirittura la presenza all'interno dell'ospedale di vasche per il parto in acqua.

Queste informazioni saranno ovviamente fondamentali per non trovarsi impreparate al momento del travaglio ma lo saranno anche per intuire a priori che tipo di impostazione potrà avere il corso di preparazione al parto al quale ci accingiamo a partecipare.

Altro aspetto da considerare e da indagare riguarda il tipo di operatori e professionalità che saranno coinvolte nell'organizzazione e nella conduzione del corso medesimo, quindi il taglio specifico che questo potrà assumere. In alcune strutture ad esempio - a volte per scelta, altre per necessità - viene fortemente privilegiato l'aspetto teorico. Il corso si traduce di fatto in una serie di lezioni frontali (tipo scuola) in cui il ginecologo (da solo o con il supporto di ostetriche e psicologi) impartisce alla "classe" di "gestanti-allieve" una serie di nozioni e consigli verbali di carattere generale (talvolta anche con l'utilizzo di opuscoli informativi e filmati).

In altri contesti viene invece dato più ampio spazio al lavoro corporeo e pratico, alla ginnastica, al massaggio, alla respirazione. Questo tipo di corso di solito risulta meno direttivo e più coinvolgente. Generalmente in queste realtà risulta preponderante il ruolo dell'ostetrica che rappresenta la vera guida del corso, il punto di riferimento per la donna e il filo rosso delle diverse attività.

Molto dipende naturalmente non solo dalle intenzioni di chi organizza questi corsi ma anche dalle attrezzature, dalle risorse, su cui questo può contare. Sono molti, ad esempio, i consultori italiani che hanno (o potrebbero avere) a disposizione materiale umano e professionale di ottimo livello, in grado di organizzare all'interno del contesto pubblico un servizio di qualità e finanziariamente vantaggioso per le famiglie. Purtroppo - per ragioni storiche, socio-politiche ed economiche che non spetta a noi analizzare in questo contesto - i consultori pubblici attraversano da tempo una fase estremamente difficile e in pochi (sia nei piccoli che nei grandi centri) riescono a mantenere elevato e aggiornato lo standard dei propri corsi e delle proprie attività. Quando questo avviene lo si deve di solito alla preparazione personale e alla buona volontà e abnegazione dei singoli operatori.

Non dimentichiamo poi che lo stesso universo femminile è nel frattempo mutato profondamente, diventando negi anni sempre più ampio e complesso. Così come più variegate ed esigenti sono diventate le sue richieste.

Si pensi a quante donne praticano l'attività sportiva durante la loro vita quotidiana e - entro i limiti del possibile - non vogliono sospenderla durante la gravidanza; al massimo adattarla. Si pensi a quante donne hanno sviluppato nel tempo interesse per l'acquaticità e per i benefici che il lavoro in piscina può avere durante i nove mesi di gestazione sia per la mamma che per il feto. E ancora la vera e propria esplosione di discipline come il Pilates, lo Yoga, il Feldenkrais e persino la danza del ventre.

Non dimentichiamoci poi della moxibustione e della medicina tradizionale cinese, della fisioterapia per il mal di schiena, dell'omeopatia e della medicina naturale, dell'ipnosi e delle visualizzazioni.


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Ultima modifica dell'articolo: 29/03/2016