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      Ultima modifica: 23/11/2011

Cordone ombelicale

Il cordone ombelicale è una formazione anatomica decidua, quindi temporanea, contenente i vasi sanguigni di collegamento tra feto e placenta. Alla nascita, il cordone o funicolo ombelicale misura mediamente 50-60 centimetri in lunghezza e 20 mm in diametro; l'aspetto è quello attorcigliato di una corda di colorito madreperlaceo, che lascia trasparire le sfumature scure del sangue contenuto nei vasi.

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Cordone ombelicale dopo la nascita Dopo la nascita...

Cordone ombelicale e cellule staminali Cordone ombelicale e cellule staminali

Cordone ombelicale e cellule staminali Cordocentesi

L'aspetto nodoso del cordone ombelicale è legato al decorso attorcigliato dei suoi vasi ed alla presenza di rigonfiamenti (i cosiddetti falsi nodi) in corrispondenza di anse vascolari.cordone ombelicale

Il cordone ombelicale è l'anello di congiunzione tra la placenta ed il prodotto del concepimento. La sua presenza permette il trasferimento di gas ed altre sostanze tra madre e feto, senza che vi sia uno scambio diretto tra il sangue dei due organismi. In questo modo, la cosiddetta "barriera placentare" può impedire il passaggio di molte sostanze dannose, anche se alcune possono comunque attraversarla e nuocere al feto.

Di norma, all'interno del cordone ombelicale decorrono tre vasi sanguigni: la vena ombelicale da un lato e le due arterie ombelicali, avvolte a spirale intorno ad essa, dall'altro. Queste ultime, diversamente da quelle del circolo sistemico, trasportano sangue venoso, mentre nella vena ombelicale scorre sangue ricco di ossigeno e nutrienti. All'interno della parete addominale del feto, i vasi ombelicali prendono direzioni diverse: la vena ombelicale trasporta sangue arterioso al cuore, mentre le arterie ombelicali circondano la vescica e trasportano all'esterno il sangue venoso. Al di fuori della parete addominale, percorrendo il tratto funicolare, questi vasi sanguigni si dirigono al disco placentare; da esso, la vena ombelicale riceve il sangue ossigenato ricco di nutrienti, mentre le due arterie ombelicali trasportano sangue venoso, povero di ossigeno, ma ricco di anidride carbonica ed altre sostanze di rifiuto. Le fibre dei vasi sanguigni ombelicali sono particolarmente ricche di cellule muscolari; il significato fisiologico di questa caratteristica è insito nella necessità di interrompere rapidamente il flusso sanguigno in caso di rottura del cordone ombelicale. I vasi, inoltre, sono immersi in un tessuto connettivo mucoso (gelatina di Warthon), che li avvolge e li protegge, traendo nutrimento per via interstiziale.

Il cordone ombelicale inizia a designarsi intorno alla quinta settimana di gestazione, sostituendo - dal punto di vista funzionale - il sacco vitellino, che garantisce gli apporti nutrizionali nei primi stadi di sviluppo dell'embrione. Il sacco vitellino inizialmente è collegato al corion (membrana che racchiude l'embrione e lo mette in rapporto con la madre attraverso i villi coriali), ma tale rapporto regredisce con lo sviluppo dell'allantoide, una membrana extra-embrionale che permette la respirazione, la nutrizione e l'escrezione dell'embrione. E' proprio dalla maturazione dell'allantoide che si sviluppa il cordone ombelicale.

Patologie del cordone ombelicale

Le anomalie più frequenti a carico del cordone ombelicale sono quelle relative alla sua forma o lunghezza. A tal proposito, si parla di lunghezza eccessiva quando il cordone ombelicale supera gli 80 cm alla nascita, e di brevità assoluta quando non raggiunge i 30 cm. Può inoltre sussistere una brevità relativa, nel caso il tratto funicolare presenti giri singoli o multipli attorno al collo o ad altre parti del corpo fetale. Il pericolo, in questo caso, è che tali nodi si stringano ulteriormente durante il travaglio, causando sofferenza fetale. In caso di brevità assoluta va considerata la grave possibilità che il funicolo si spezzi bruscamente durante il travaglio.

Un cordone ombelicale troppo sottile è associato ad un ritardo di crescita intrauterino (IUGR) e a placenta ipotrofica; inoltre, per la ridotta quantità di gelatina di Warthon, le ripiegature del funicolo possono determinare episodi occlusivi, con asfissia fetale più o meno grave.

Normalmente il cordone ombelicale è inserito sulla faccia fetale della placenta, in posizione grossomodo centrale. Nel 10% circa dei casi tale inserzione è marginale, mentre in circa un caso su 100 i vasi ombelicali decorrono per un tratto più o meno lungo tra amnios e corion, prima di raggiungere il bordo placentare (inserzione velamentosa). La mancanza della gelatina di Warthon in questo tratto espone i vasi del cordone ombelicale ad un maggior rischio di pericolose lesioni durante la rottura delle membrane.

 

 

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