Coprocoltura

La coprocoltura è un esame microbiologico finalizzato alla ricerca di particolari microorganismi nelle feci; ha quindi scopo essenzialmente diagnostico, ma grazie all'eventuale antibiogramma può rivelarsi utile anche per scegliere il medicinale più idoneo all'eradicazione del patogeno.

Coprocoltura: il ruolo del paziente

La raccolta delle feci viene affidata al paziente, insieme al rispetto di alcune norme finalizzate alla buona riuscita della coprocoltura; vediamole nel dettaglio:

al fine di evitare la contaminazione con urine e detergenti, la defecazione dovrebbe avvenire in un recipiente tipo "vaso da notte", accuratamente pulito; in alternativa è possibile foderare il water di carta igienica.

CoprocolturaUna volta emesse, le feci vanno immediatamente raccolte con l'ausilio dell'apposita spatolina, quindi depositate nel relativo recipiente riempiendolo fino alla metà. Nel caso il contenitore contenesse un liquido, questo non va assolutamente svuotato ma mantenuto in sede. E' molto importante prelevare i campioni in tre o quattro punti diversi delle feci, avendo cura di raccoglierli in corrispondenza di eventuali tracce di muco, sangue o pus (per la maggiore probabilità di ritrovarvi eventuali patogeni).

Dopo la raccolta il contenitore, chiuso con cura e contrassegnato con nome, cognome e data, dev'essere immediatamente portato al laboratorio di analisi; in alternativa può essere conservato in frigorifero per non più di 12/24 ore. I batteri, infatti, possono morire o proliferare eccessivamente ed anche il pH delle feci può subire modificazioni importanti.

Nei giorni che precedono la coprocoltura non utilizzare lassativi, purghe o supposte per evacuare. E' inoltre necessario sospendere, secondo quanto prescritto dal proprio medico, eventuali terapie antibiotiche.

Soltanto in casi selezionati, come la difficoltà ad ottenere feci nell'infanzia, il campione fecale può essere raccolto attraverso un tampone rettale.

Il materiale andrebbe preferibilmente raccolto nel momento acuto del processo infettivo; per aumentare le possibilità di isolamento dei patogeni può quindi essere richiesto di inviare al laboratorio tre campioni raccolti in giorni diversi.

Durante l'intera procedura è bene indossare dei guantini in lattice ed al termine delle operazioni è consigliabile un accurato lavaggio delle mani.

 

NOTA BENE: in base all'agente patogeno ricercato, le indicazioni fornite dal centro analisi possono variare leggermente rispetto a quelle descritte.

Indicazioni alla coprocoltura

La coprocoltura necessita di un terreno di arricchimento (dove i patogeni possono moltiplicarsi nelle condizioni ottimali) e di una metodologia specifici. Deve quindi essere eseguita in base ad un sospetto clinico ben preciso. La coprocoltura standard prevede la ricerca di: Salmonella spp. Shigella spp. e Campylobacter spp. tutti batteri responsabili di infezioni intestinali trasmesse attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati e tipicamente associate a diarrea, dolori addominali, febbre più o meno elevata e presenza di muco o pus nelle feci (raro nelle campylobatteriosi). Altri microorganismi che all'occorrenza possono essere ricercati nelle feci (coprocoltura estesa) sono: Yersinia spp. - Escherichia coli enteropatogeni (EPEC) - Escherichia coli enteroinvasivi (EIEC) - Escherichia coli enterotossici (ETEC) - Escherichia coli O 157 (VTEC) - Vibrio spp. (incluso il colera) - Aeromonas spp. - Bacillus cereus (+ tossina) - Staphylococcus aureus (+ tossina) - Clostridium spp. (+ tossina) - Streptococcus agalactiae - Miceti. Nei pazienti in età prediatrica la coprocoltura si concentra anche sulla ricerca dei Rotavirus, responsabili di gastroenterite (diarrea e vomito); dopo i 5/6 anni di età, invece, la ricerca dei Rotavirus mediante coprocoltura è sconsigliata, in quanto i pazienti sono quasi tutti immunizzati.