Complicanze del diabete a lungo termine

Premessa

Le complicanze del diabete (o diabete mellito) sono le spiacevoli conseguenze che possono scaturire da questa grave malattia metabolica.

Il diabete è causato da un deficit dell'insulina - un ormone fondamentale per mantenere nella norma i livelli di glucosio nel sangue - e il suo segno clinico caratteristico è l'elevata concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia).
Ricordando ai lettori che le tipologie di diabete più note e diffuse sono il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2; questo articolo ha lo scopo di trattare le possibili complicanze a lungo termine delle suddette due tipologie di diabete.


piede diabetico

Complicanze croniche

Le complicanze del diabete a lungo termine sono le conseguenze tardive del diabete mellito, derivanti dalla persistenza delle alterazioni metaboliche provocate dalla malattia.
Decisamente più frequenti nel diabete di tipo 2, le complicanze del diabete a lungo termine hanno, generalmente, per bersaglio gli occhi, i reni, il sistema nervoso e il sistema cardiovascolare.
Venendo al dunque, tra le complicanze del diabete a lungo termine, figurano:

Quando esordiscono?

Studi statistici hanno dimostrato che, dopo 10-15 anni dall'esordio della malattia, la maggioranza dei pazienti diabetici presenta una o più delle sopraccitate complicanze a lungo termine.
Tuttavia, da questi stessi studi è emerso anche che in alcuni pazienti le complicazioni in questione possono svilupparsi molto prima che siano trascorsi 10-15 anni, mentre in altri non hanno mai occasione di manifestarsi.

Macroangiopatia diabetica

La macroangiopatia diabetica è un'alterazione dei grossi vasi sanguigni, che comporta la tendenza a sviluppare aterosclerosi più precocemente e più intensamente di quanto non si verifichi nella media della popolazione.
Legata probabilmente al fenomeno della glicazione delle lipoproteine LDL, la macroangiopatia diabetica e l'aterosclerosi che ne consegue rappresentano un importante fattore di rischio delle malattie cardiovascolari, quali coronaropatie, ictus, angina pectoris, infarto del miocardio e arteriopatia periferica.


Curiosità

Secondo alcuni studi statistici, il 75% dei pazienti diabetici muore a causa di una malattia alle arterie coronarie.

Microangiopatia diabetica

La microangiopatia diabetica è un'alterazione dei vasi capillari, che produce le sue più importanti conseguenze a livello di rene (nefropatia diabetica), retina (retinopatia diabetica) e sistema nervoso periferico e autonomo (neuropatia diabetica).
Attualmente, la causa precisa di queste conseguenze è poco chiara.
La maggior parte degli esperti, tuttavia, imputa i suddetti fenomeni alla glicazione di alcune proteine essenziali per l'integrità dei capillari, glicazione che porterebbe all'ispessimento della membrana basale della parete di quest'ultimi e a un rallentamento del flusso sanguigno interno, con logiche ripercussioni negative sull'ossigenazione e il nutrimento dei tessuti coinvolti.
Sicuramente, la microangiopatia diabetica e le sue conseguenze sono tanto più gravi e precoci nell'esordio, quanto meno perfetto è il controllo metabolico del diabete mellito attraverso le terapie previste.

Nefropatia diabetica

La nefropatia diabetica è una malattia renale, che comporta un danno a carico della vasta rete di capillari costituenti i glomeruli renali (non a caso, infatti, si parla anche di glomerulopatia diabetica).
Da una severa nefropatia diabetica possono derivare condizioni come la sindrome nefrosica e la glomerulosclerosi, le quali, a loro volta, possono degenerare in insufficienza renale.
L'insufficienza renale da nefropatia diabetica richiede la dialisi o il trapianto di rene, in quanto la funzione renale è irrimediabilmente compromessa.
Tra i sintomi della nefropatia diabetica, figurano: forte stanchezza, cefalea, senso generale di malessere, nausea, vomito, perdita di appetito, prurito cutaneo ed edema alle gambe.


Curiosità

La nefropatia diabetica è una delle più comuni complicanze a lungo termine del diabete e uno dei principali motivi di attuazione della dialisi, nei Paesi più sviluppati del Mondo.

Retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica è una malattia degli occhi, caratterizzata da un danno più o meno esteso alla retina, che compare con il tempo (anche dopo 20 anni), in circa l'85% dei pazienti con diabete mellito.
La retinopatia diabetica è responsabile, di solito, di difetti parziali della visione; tuttavia, in alcune gravi circostanze o se i trattamenti sono inadeguati, può condurre alla perdita completa della capacità visiva.
La retinopatia diabetica è suddivisibile in due fasi (o stadi): una fase iniziale, chiamata retinopatia diabetica semplice (o non proliferante), e una fase avanzata, chiamata retinopatia diabetica proliferante.

  • La retinopatia diabetica semplice si caratterizza per la formazione, a carico dei capillari della retina, di piccoli aneurismi, i quali possono rompersi e provocare delle emorragie a livello retinico. Ciononostante, il paziente interessato non avverte alcun disturbo a livello visivo.
  • La retinopatia diabetica proliferante, invece, si contraddistingue, oltre che per gli stessi aneurismi della retinopatia diabetica semplice, anche per l'occlusione di diversi capillari della retina, occlusione da cui dipendono fenomeni di ischemia retinica e soprattutto la formazione di nuovi capillari aventi lo scopo di sostituire i capillari occlusi, nell'irrorazione sanguigna della retina.
    Essendo molto fragili, i capillari di neoformazione tendono a rompersi con estrema facilità e ciò impedisce loro di adempiere alla funzione a cui sono destinati. Inoltre, la loro continua rottura determina la creazione di tessuto cicatriziale.
    La mancanza di un'adeguata irrorazione sanguigna della retina e la creazione di tessuto cicatriziale a livello di quest'ultima sono responsabili dei disturbi di vista tipici della retinopatia diabetica.

Oggi, esiste la possibilità di diagnosticare e monitorare con precisione una complicanza come la retinopatia diabetica, attraverso un esame conosciuto col nome di oftalmoscopia.
Poter contare su un esame diagnostico preciso come l'oftalmoscopia è molto importante, in quanto il trattamento precoce della retinopatia diabetica impedisce a quest'ultima di avere gravi ripercussioni a livello visivo.
A proposito del trattamento della retinopatia diabetica, questo, oggi, consiste in una tecnica terapeutica estremamente efficace, frutto degli incredibili progressi della tecnologia medica e nota come laserterapia retinica.


Alcune curiosità sulla retinopatia diabetica

  • La retinopatia diabetica costituisce una delle più comuni cause di cecità tra i soggetti di età compresa tra i 45 e i 65 anni.
  • Ogni anno, negli Stati Uniti, la retinopatia diabetica è la causa del 12% di tutti i nuovi casi di cecità.
  • Almeno il 90% dei casi di retinopatia diabetica sono ampiamente controllabili attraverso un monitoraggio periodico della situazione e un trattamento appropriato.

Neuropatia diabetica

La neuropatia diabetica è una condizione medica caratterizzata da un danno più o meno esteso a carico dei nervi periferici (sistema nervoso periferico).
Attualmente, non è ancora chiaro quale sia la causa precisa della neuropatia diabetica. Su tale argomento, però, esistono diverse teorie; tra queste teorie, la più attendibile sostiene che, all'origine del danno nervoso caratteristico della condizione medica in questione, ci sarebbe, a sua volta, un danno a carico dei piccoli vasi sanguigni e capillari deputati a rifornire di ossigeno e nutrienti i nervi periferici.

Sempre secondo la stessa teoria, il danno vascolare sarebbe legato all'iperglicemia e al già citato fenomeno della glicazione di alcune proteine importanti per la funzionalità dei vasi sanguigni e dei capillari interessati.
La neuropatia diabetica può riguardare un solo nervo (mononeuropatia) o, come più spesso accade, molti nervi (polineuropatia).
La sintomatologia della neuropatia diabetica varia in relazione al tipo di nervo o nervi periferici danneggiati. Infatti, se il/i nervi periferici danneggiati sono di tipo motorio (neuropatia diabetica motoria), il paziente lamenta:

Se il/i nervi periferici danneggiati sono di tipo sensitivo (neuropatia diabetica sensitiva), il paziente può manifestare:

  • Formicolii;
  • Pizzicore;
  • Intorpidimento e ridotta capacità di avvertire il dolore;
  • Dolore bruciante simili a fitte;
  • Allodinia;
  • Deficit di equilibrio;
  • Perdita della capacità di coordinazione.

Infine, se il/i nervi periferici danneggiati sono di tipo autonomo (neuropatia diabetica autonoma), il paziente può soffrire di:

Curiosità sulla neuropatia diabetica

  • Secondo quanto riporta il Centro per la Neuropatia Periferica dell'Università di Chicago, il 50-60% dei pazienti diabetici soffrirebbe di una forma più o meno grave di neuropatia diabetica.
  • Nel diabetico, a favorire l'insorgenza della neuropatia diabetica sono sicuramente: l'obesità, il cattivo controllo dell'iperglicemia, la presenza di trigliceridi alti nel sangue e l'età superiore ai 40 anni.
  • In base ad alcuni studi statistici, la neuropatia diabetica avrebbe un ruolo centrale nel 50-75% dei casi di amputazione non traumatica.

Ulcera diabetica

In medicina, ulcera diabetica è il termine indicante una lesione difficilmente cicatrizzabile in modo spontaneo, che dipende dalla coesistenza delle sopraccitate neuropatia diabetica e della macroangiopatia diabetica.
L'ulcera diabetica è un fenomeno che riguarda generalmente gli arti inferiori e, in particolare i piedi (si veda l'approfondimento sul piede diabetico).
Di solito, a scatenare gli episodi di ulcera diabetica è un traumatismo (es: sfregamento ai danni di un piede da parte di una scarpa non completamente adatta), che il soggetto diabetico interessato non percepisce a causa delle lesioni ai nervi sensitivi, prodotte da una neuropatia diabetica di tipo sensitivo.
Per quanto concerne invece le difficoltà di cicatrizzazione, queste sono dovute alla macroangiopatia diabetica e alla facilità con cui le persone diabetiche sviluppano infezioni laddove c'è una predisposizione a tali fenomeni (N.B: le ferite cutanee sono ottimi punti d'accesso per i microbi e altri agenti patogeni).
Tutto ciò spiega per quale motivo i medici raccomandano ai pazienti con diabete mellito di scegliere con cura le calzature, di controllare attentamente gli eventuali calli presenti sui piedi (spesso i calli ai piedi sono i primi segni di un pericoloso traumatismo) e, infine, di perseguire una scrupolosa igiene degli arti inferiori, piedi in particolare.
Il trattamento degli episodi di ulcera diabetica agli arti inferiori è importante. Senza un'appropriata terapia, infatti, queste lesioni possono degenerare al punto da rendere necessaria l'amputazione di una parte più o meno importante dell'arto inferiore interessato.

Altre complicanze

Sul lungo periodo, altre possibili complicanze del diabete consistono in:

  • Alterazioni cutanee: possono riguardare le gambe ed essere piccole macchie rilevate e arrotondate, con croste alla periferia e ulcera al centro (dermopatia  diabetica) oppure con un'area centrale giallastra, circondata da un bordo bruno (necrobiosi lipoidea).
    Altrimenti, possono interessare le natiche e avere l'aspetto di papule giallastre, circondate da xantomi eruttivi (xantomatosi); oppure ancora possono coinvolgere i palmi e le piante dei piedi e consistere in fenomeni di carotenemia (pigmentazione giallastra), dovuti alla deposizione insolita di carotene.
  • Altri tipi di complicanze oculari: nei diabetici, i disturbi oculari non si limitano ai fenomeni di retinopatia,  ma comprendono anche gli episodi di cataratta (opacità del cristallino).
    Secondo le stime più attendibili, la cataratta insorgerebbe in circa la metà dei pazienti con diabete di tipo 2, dopo circa 20 anni dall'esordio della malattia.
  • Ipertrigliceridemia: è particolarmente frequente soprattutto nei diabetici di vecchia data. Questi soggetti sviluppano livelli particolarmente elevati di trigliceridi nel plasma, con aumento sia delle VLDL sia dei chilomicroni.
    Curiosamente, l'ipertrigliceridemia si associa spesso alla xantomatosi.

Infezioni ricorrenti: queste riguardano per lo più la cute, le vie urinarie e l'apparato respiratorio, ma possono interessare anche l'orecchio (otite esterna maligna provocata da Pseudomonas aeruginosa) e la colecisti (colecistite enfisematosa)
Per un diabetico sono eventi assai pericolosi, molto più che per un non diabetico, in quanto il diabete pregiudica l'efficienza funzionale dei globuli bianchi


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Ultima modifica dell'articolo: 01/09/2017