Colposcopia

Cos'è la Colposcopia?

La colposcopia - dal greco kolpos (vagina) e skopeo (osservare) - è l'indagine di riferimento per la valutazione di secondo livello dei pap-test anomali. ColposcopiaTramite un particolare strumento, chiamato colposcopio - simile a un binocolo e tenuto all'esterno della vagina - la colposcopia indaga l'anatomia tissutale dei genitali femminili, in particolare della cervice uterina, ricercando eventuali lesioni grazie ad un forte ingrandimento ottico e all'ausilio di particolari soluzioni, come acido acetico e/o liquido di Lugol, in grado di mettere in evidenza lesioni pre-neoplastiche.

In caso di necessità, la colposcopia consente anche di effettuare un piccolo e mirato prelievo di campioni tissutali da sottoporre ad esame istologico, cioè ad una valutazione microscopica di laboratorio finalizzata alla ricerca di cellule anomale.

Capire il Pap-Test

Il pap-test è un esame di screening, cioè un test che permette di identificare - in una popolazione considerata a rischio per una determinata malattia - quei soggetti che hanno maggiori probabilità di soffrirne. In particolare, il pap-test viene eseguito ogni 3 anni nelle donne di età compresa tra i 20-25 ed i 64 anni, allo scopo di individuare precocemente i soggetti con tumore della cervice uterina (indagine di primo livello). Un Pap-test anormale, però, non significa necessariamente presenza di cancro al collo dell'utero; è soltanto un "avvertimento" che segnala la necessità di sottoporsi ad ulteriori e regolari controlli.

Il cancro della cervice uterina

Il cancro della cervice uterina è un tumore che si forma nella cervice, la parte terminale dell'utero che si apre in vagina. E' causato dal Papilloma Virus Umano (HPV) ed in particolare da alcuni ceppi specifici. Si tratta di una delle forme di cancro più diffuse tra le donne a livello mondiale, seconda solo al tumore alla mammella.

Da qualche anno, la disponibilità di un vaccino preventivo contro l'HPV, somministrato alle giovani donne, rappresenta un ottimo strumento di prevenzione contro il cancro del collo dell'utero. Tuttavia, poiché il vaccino non garantisce copertura nei confronti di tutti i tipi di HPV, e dal momento che non si conoscono gli effetti della copertura vaccinale a distanza di anni, è bene che le donne continuino a sottoporsi a regolari accertamenti diagnostici anche dopo la vaccinazione.
Nelle donne non vaccinate, l'HPV causa delle anormalità nelle cellule cervicali, che in alcuni casi possono progredire verso il cancro. Comunque, il poter diagnosticare (mediante Pap-test) e trattare per tempo queste lesioni ne impedisce la progressione verso il cancro vero e proprio. In assenza di un trattamento precoce sono comunque necessari molti anni prima che le cellule cervicali anomale progrediscano verso il cancro. Purtroppo, se ciò si verifica, non si presentano sintomi sino al momento in cui il cancro si è formato ed ha raggiunto uno stadio avanzato.

Appurato che un referto di positività circa la presenza di cellule atipiche non è sufficiente per porre diagnosi di malattia, la conferma diagnostica è affidata ad altri esami, primo fra tutti la colposcopia. Considerata l'estrema importanza di un trattamento precoce, vengono in tal senso sottoposte a colposcopia sia le donne in cui il pap-test ha mostrato alterazioni modeste, sia quelle in cui sussiste un importante indizio di neoplasia. Qualora tali sospetti risultino fondati, il passo successivo è quello della scelta del trattamento più idoneo, personalizzando il piano di intervento. A tal proposito si adottano interventi terapeutici o chirurgici diversi in relazione alla gravità delle lesioni, rispettivamente classificati in metodi distruttivi (diatermocoagulazione, crioterapia, termocoagulazione, laser vaporizzazione) e metodi escissionali (conizzazione con bisturi, conizazione laser, conizazione con ansa o ago a radiofrequenza). Tali trattamenti sono molto semplici, risolutivi e di solito eseguibili ambulatoriamente. La percentuale di successo è altissima, a conferma che tutto il percorso preventivo, inteso dalla diagnosi iniziale al trattamento finale, è in grado di prevenire realmente lo sviluppo del cancro del collo dell'utero.

La colposcopia viene anche utilizzata per monitorare l'efficacia di eventuali terapie intraprese allo scopo di conferire caratteri di normalità alla cervice uterina, nonché nella diagnostica delle infezioni a trasmissione sessuale ed in altre applicazioni minori.

La colposcopia è dolorosa?

La colposcopia è un esame indolore, non serve anestesia ed il tempo impiegato è quello di una visita ginecologica: 10, 15 minuti.

L'eventuale biopsia viene generalmente percepita come "fastidiosa" più che dolorosa, con sensazione di pizzichio o lievi crampi al momento del prelievo. Ad essa possono seguire lievi emorragie, che in genere si arrestano da sole (in rari casi è necessario applicare un tampone vaginale). Una vaga sensazione di fastidio o bruciore può persistere anche per una settimana, motivo per cui in questo arco di tempo dal termine della biopsia è bene evitare rapporti sessuali, bagni caldi ed assorbenti interni.

Colposcopia

Come si Esegue

Durante la colposcopia è necessario introdurre in vagina uno speciale strumento, detto speculum, necessario per visualizzare correttamente il collo dell'utero. In presenza di irritazioni, scarsa lubrificazione o ristrettezza del canale vaginale, la paziente può avvertire una sensazione di fastidio all'introduzione dello speculum; oltre che nella colposcopia questo strumento viene impiegato anche nel pap-test.

In età fertile, la colposcopia si effettua al di fuori del ciclo mestruale, meglio se a metà ciclo dopo due giorni di astensione da rapporti sessuali e dall'utilizzo di lavande, ovuli, creme vaginali, o tamponi, tutti elementi che potrebbero alterare o mascherare le cellule della superficie del collo dell'utero. Se il ciclo mestruale tarda a comparire, è necessario informare il medico in modo da escludere un'eventuale gravidanza prima di eseguire la colposcopia.


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Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016