Terapia Sindrome del Colon Irritabile

Premessa

La sindrome del colon irritabile è un insieme di disturbi intestinali, riferibili al colon, le cui cause scatenanti rimangono un vero e proprio mistero, nonostante i numerosi studi in merito.
Sindrome Colon IrritabileNota anche come sindrome dell'intestino irritabile, colon irritabile, colite spastica o IBS, la sindrome del colon irritabile è responsabile, nelle persone che colpisce, di: dolore e crampi addominali, diarrea alternata a costipazione, gonfiore addominale, meteorismo, senso di mancato svuotamento intestinale dopo l'evacuazione, presenza di muco nelle feci ecc. Inoltre, per motivi ancora sconosciuti, è spesso associata a problemi di natura psicologica, come: depressione, ansia e disturbi di personalità.
Formulare una diagnosi di sindrome del colon irritabile è alquanto complicato, in quanto i medici  non dispongono di test specifici, che ne permettano l'individuazione. L'unico modo per individuarne la presenza è ricorrere a una scrupolosa anamnesi, a un approfondito esame obiettivo e alla cosiddetta diagnosi differenziale.

Terapia del Colon Irritabile

La terapia della sindrome del colon irritabile è di carattere sintomatico e non potrebbe essere altrimenti, dato che sono ancora sconosciute le cause scatenanti.
Se la terapia è sintomatica, gli obiettivi terapeutici saranno, principalmente, la riduzione della sintomatologia e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti.
Sulla scelta dei trattamenti adottati incide molto la gravità della condizione. Infatti, nei casi clinici meno gravi, i medici ritengono sufficienti: il ricorso a un'efficace terapia antistress, la pratica costante di esercizio fisico, un riposo notturno appropriato e l'adozione di un piano dietetico, che escluda tutti quei cibi sospettati di causare la comparsa dei sintomi tipici del colon irritabile; nei casi clinici moderati-gravi, invece, i medici considerano indispensabile l'aggiunta, ai suddetti rimedi, di una terapia farmacologica ad hoc e, talvolta, perfino della cosiddetta psicoterapia.


IBS Cura e Terapia

Importante: cos'è di aiuto al paziente con colon irritabile sottoposto a terapia?

  • Un rapporto di fiducia con il medico curante;
  • Sapere di non soffrire di una grave patologia, che può incidere sulla normale aspettativa di vita;
  • Sapere dell'andamento cronico della malattia e del fatto che quest'ultima può alternare periodi di apparente remissione a periodi di riacutizzazione dei sintomi;
  • Imparare a riconoscere le cause di stress e sapere come fronteggiarle e gestirle;
  • I trattamenti disponibili sono sintomatici, cioè agiscono solo ed esclusivamente sui sintomi.

Piano dietetico: quali cibi escludere?

Per approfondire: Dieta e Comportamento per il Colon Irritabile »


Ai pazienti che lamentano meteorismo intenso e gonfiore addominale, i medici consigliano di escludere dalla dieta quotidiana tutti quegli alimenti che inducono una cospicua produzione di gas all'interno dell'intestino; tra gli alimenti in questione rientrano: le bevande zuccherate, il cavolo, i broccoli, il cavolfiore, i legumi e la frutta non matura.
A coloro che soffrono frequentemente di diarrea, sono indicati: il minor consumo di fibre insolubili (cibi ricchi di fibre insolubili sono, per esempio, il pane integrale, la crusca e i cereali) e l'eliminazione dei cibi contenenti glutine. È doveroso precisare che in merito all'eliminazione dei cibi contenenti glutine, la comunità medico-scientifica si divide: una parte degli esperti, infatti, ritiene che il glutine non incida sulla sintomatologia, quindi non abbia alcuna responsabilità.
Per i pazienti con stipsi frequente, i consigli alimentari più importanti e diffusi sono: aumentare l'assunzione dei cibi ricchi di fibre solubili (es: orzo, avena, segale, frutta e ortaggi radicati come patate o carote) e aumentare l'intake (cioè l'introduzione) di acqua.
Ai malati che presentano ansia e disturbi correlati, potrebbe risultare di giovamento la riduzione della caffeina (ciò vale, chiaramente, per coloro che sono grandi consumatori di bevande ricche di caffeina).
Infine, ai pazienti che non tollerano i cibi contenenti i carboidrati fruttosio, lattosio, fruttani, galattani e polioli (i cosiddetti FODMAP), gli esperti raccomandano di limitare il consumo di tali alimenti per poi provare a reinserirli in maniera graduale nella dieta.


Studi clinici confermano che, in presenza di colon irritabile, il supporto dello specialista nutrizionista è fondamentale nell'elaborare una dietoterapia soggettiva efficace.

Terapia farmacologica

Per approfondire: Farmaci Sindrome del Colon Irritabile »


Tra i prodotti farmacologici che possono risultare utili in presenza di sindrome del colon irritabile, rientrano:

  • Gli integratori di fibra, come lo psyllium o la metilcellulosa. Combattono la stipsi e, rispetto alle fibre contenute nei cibi, sono responsabili, una volta ingeriti, di un minore senso di gonfiore all'addome; quindi, rappresentano anche una sorta di rimedio alla distensione addominale.
    Alla loro assunzione bisogna accompagnare un appropriato apporto di acqua.
  • I lassativi osmotici, come il latte di magnesia o il glicole polietilenico. Tali prodotti rappresentano un'alternativa agli integratori di fibra, nel caso in cui quest'ultimi risultassero poco efficaci.
  • Gli antidiarroici, come il loperamide. Com'è intuibile dal nome, questi medicinali servono a controllare gli episodi di diarrea.
  • Le resine sequestranti gli acidi biliari, come la colestiramina, il colestipolo o il colesevelam. Sebbene il loro uso primario sia un altro, rappresentano un'alternativa agli antidiarroici.
    Purtroppo, non sono efficaci su tutti i pazienti e tendono a causare un certo grado di distensione addominale.
  • Gli anticolinergici-antispasmodici, come  la iosciamina e la diciclomina. Sono indicati a tutti quei pazienti con sindrome del colon irritabile caratterizzata da forti crampi addominali.
  • Gli antidepressivi triciclici e gli antidepressivi noti come inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o, più brevemente, SSRI. Questi farmaci sono indicati specificatamente per il trattamento della depressione, ma possiedono anche un potere analgesico, che li rende utili soprattutto in presenza di dolori cronici.
    In presenza di colon irritabile, i medici potrebbero sfruttare le potenzialità degli antidepressivi triciclici o degli SSRI per curare contemporaneamente un'eventuale depressione e il dolore addominale o solo il dolore addominale, se la depressione è assente; in tali circostanze, l'unica cosa che cambia è la dose farmacologica, più bassa nel caso in cui il paziente non manifesti episodi depressivi.
    Per quanto concerne gli antidepressivi triciclici, i più impiegati sono l'imipramina e la nortriptilina; per quanto riguarda gli SSRI, invece, i più prescritti sono la fluoxetina e la paroxetina.
  • Gli antibiotici appartenenti alla categoria delle rifamicine, come la rifaximina. Diversi esperimenti hanno dimostrato che, limitando la crescita dei batteri intestinali per mezzo di alcuni antibiotici, è possibile controllare gli episodi di diarrea indotti dalla sindrome del colon irritabile.
    Occorre precisare che i risultati di questi esperimenti non convincono l'intera comunità medica, pertanto la somministrazione di antibiotici, nei soggetti con colon irritabile caratterizzato da diarrea, è ancora oggetto di studio.

Curiosità: esistono farmaci specifici per il trattamento del colon irritabile?

Nel recente passato, la FDA (ossia l'ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) ha approvato due farmaci realizzati specificatamente per il trattamento della sindrome del colon irritabile. Commercializzati solo in alcuni Paesi del Mondo (l'Italia non è tra questi), i farmaci in questione sono l'alosetron e il lubiprostone.

  • Alosetron: prescrivibile soltanto da medici iscritti a uno speciale programma (il cosiddetto Prometheus Prescribing Program), è destinato esclusivamente ai pazienti di sesso femminile con diarrea persistente e che non risponde ad altri trattamenti.
    Può avere spiacevoli effetti collaterali.
  • Lubiprostone: laddove è commercializzato, è approvato solo per i pazienti di sesso femminile di età superiori ai 18 anni, con stitichezza persistente e che non risponde ad altri trattamenti.
    Sui pazienti di sesso maschile se ne ignora l'efficacia e la sicurezza.
    Tra i possibili effetti collaterali, rientrano: nausea, diarrea e dolore addominale.

Consigli generici sullo stile di vita

L'intera comunità medico-scientifica concorda sul fatto che curare con attenzione lo stile di vita, a partire dall'alimentazione, migliori sensibilmente il quadro sintomatologico indotto dalla sindrome del colon irritabile.
Tuttavia, tiene a puntualizzare anche che i benefici non sono immediati, ma richiedono tempo, cioè sono apprezzabili sul lungo periodo. Tale caratteristica comporta che cambiare lo stile di vita dev'essere una scelta definitiva e non temporanea, in quanto, se fosse temporanea, non si potrebbe ricavarne alcun vantaggio tangibile.
Entrando nei dettagli, i principali consigli relativi allo stile di vita, a cui un individuo con colon irritabile dovrebbe attenersi, sono:

  • Ridurre sensibilmente l'assunzione di cibi ricchi di fibre e reinserirli nella dieta in maniera graduale, nell'arco di diverse settimane. In altre parole, dopo aver eliminato quasi del tutto i cibi ad alto contenuto di fibre, il paziente deve ricominciare ad assumere questi alimenti partendo da dosi esigue e aumentando le quantità ingerite di settimana in settimana.
    Un approccio siffatto consente all'intestino di abituarsi con gradualità alla digestione delle fibre alimentari;
  • Evitare tutti quei cibi che provocano un peggioramento della sintomatologia e che non sono indispensabili dal punto di vista nutrizionale. Tra questi cibi, rientrano: gli alcolici, la cioccolata, il caffè, le bevande contenenti caffeina e sostanze analoghe (es: la teina del ), i prodotti a base di sorbitolo e i cibi a base di mannitolo;
  • Non saltare i pasti. Mangiare regolarmente favorisce la cosiddetta regolarità intestinale;
  • Aumentare il numero di pasti giornalieri, diminuendo chiaramente la quantità di cibo assunto durante la colazione, il pranzo e la cena; detto in altre parole, tale consiglio consiste nel: limitare i tre pasti principali della giornata, per introdurre nella dieta spuntini e merende.
    Questo modo di alimentarsi riduce il carico di lavoro che l'apparato digerente deve compiere a ogni pasto e rende meno probabili gli episodi di diarrea;
  • Controllare l'assunzione di prodotti contenenti lattosio. Per esempio, chi fatica a digerire il latte può sostituire tale prodotto con lo yogurt (che è più digeribile), può assumere integratori a base di lattasi (l'enzima per la digestione del lattosio) o può adottare la stessa tecnica descritta per i cibi ricchi di fibre (sospensione temporanea dell'assunzione, seguita da una reintroduzione graduale nella dieta).
  • Bere molta acqua, almeno 8 bicchieri al giorno. È un rimedio naturale contro la stipsi; inoltre, evita la disidratazione in caso di diarrea ricorrente;
  • Praticare esercizio fisico con regolarità. L'attività fisica comporta una lunga serie di benefici: aiuta a ridurre lo stress e la depressione, favorisce la normale motilità intestinale e, in generale, produce un senso di benessere interiore.
    Ai pazienti non abituati all'esercizio fisico (perché, per esempio, sono sempre stati persone sedentarie), gli esperti raccomandano di cominciare qualsiasi tipo di attività in maniera graduale, per evitare problemi di natura muscolare o articolare.
    La presenza della sindrome del colon irritabile non comporta alcuna limitazione alla pratica sportiva;
  • Non fumare;
  • Controllare scrupolosamente le assunzioni di farmaci antidiarroici e/o lassativi, per evitare spiacevoli effetti collaterali.

Curiosità: qual è l'attività fisica minima consigliata?
In genere, ai pazienti con sindrome del colon irritabile, i medici consigliano di praticare almeno 150 minuti a settimana di un'attività fisica aerobica moderata, come la camminata veloce, la corsa lenta o il ciclismo non agonistico.


Cibi da evitare, se la sindrome del colon irritabile comporta meteorismo e gonfiore addominale:

  • Cavolo
  • Cavolfiore
  • Broccoli
  • Cavolo cinese

dieta colon irritabile

Alimenti che, nel malato di colon irritabile, causano crampi addominali e diarrea:

  • Cibi grassi
  • Caffè
  • Bevande contenenti caffeina
  • Cibi ricchi di sorbitolo
  • Cibi ricchi di fruttosio (es: frutta)

La psicoterapia può servire?

Quando la sindrome del colon irritabile si associa a gravi problematiche psichiche (depressione maggiore, crisi d'ansia ricorrenti ecc.), o quando lo stress comporta un peggioramento marcato della sintomatologia indotta dal colon irritabile, il medico curante indica al paziente il supporto di uno psicoterapeuta, ossia un esperto in materia di psicoterapia.
Secondo diversi studi clinici, infatti, il ricorso alla psicoterapia, nelle suddette circostanze, rappresenterebbe una valida soluzione terapeutica.
Tra le tecniche di psicoterapia più praticate in caso di sindrome dell'intestino irritabile, merita sicuramente una citazione la terapia cognitivo-comportamentale (o psicoterapia cognitivo-comportamentale).
Molto brevemente, nei casi di colon irritabile, la psicoterapia cognitivo-comportamentale ha l'obiettivo di insegnare ai pazienti come riconoscere, dominare e prevenire le situazioni di stress e tutti quei fattori che scatenano un abbassamento del tono dell'umore, una crisi d'ansia o un cambiamento del comportamento.

Terapia FREMS

Da qualche anno, il gruppo di ricerca medica del Dottor Massimo Massari sta sperimentando, tra i pazienti con sindrome del colon irritabile caratterizzata da stipsi, un'innovativa tecnica di cura: la cosiddetta terapia FREMS  (FREMS è l'acronimo di Frequency Rhythmic Electrical Modulation System).
La terapia FREMS sfrutta la capacità di particolari campi elettrici, generati da una fonte del tutto singolare, di ripristinare la trasmissione degli impulsi nervosi tra il Sistema Nervoso Enterico (SNE) e il Sistema Nervoso Centrale (SNC), laddove tale trasmissione risulta alterata (si veda l'articolo dedicato alla fisiopatologia del colon irritabile); l'azione di ripristino fa leva sulle terminazioni nervose del cosiddetto Sistema Nervoso Autonomo (SNA).
Per i pazienti con sindrome del colon irritabile, la terapia FREMS prevede l'applicazione sulla cute dell'addome - precisamente lungo il decorso del colon - di una serie di elettrodi, che sono le fonti dei campi elettrici menzionati poc'anzi. Dai campi elettrici generati derivano correnti pulsate a frequenza variabile, che, agendo sulle innervazioni della muscolatura del colon, regolarizzano la motilità di quest'ultimo, mediante un'adeguata produzione di serotonina.

Terapie alternative

Esiste la possibilità di combinare i trattamenti di medicina tradizionale sopraccitati con terapie definibili con il termine “alternative”.
Tra le terapie alternative più consigliate in caso di sindrome del colon irritabile, rientrano:

Si ricorda ai lettori che, attualmente, nessun studio scientifico e clinico ha dimostrato l'effettiva efficacia terapeutica dell'agopuntura e della riflessologia plantare.

Prognosi

Una scrupolosa terapia sintomatica e un adeguato piano dietetico permettono, alla maggior parte degli individui con sindrome del colon irritabile, di convivere abbastanza serenamente con tale condizione e di condurre una vita normale.
Del resto, è un dato di fatto che eventuali problematiche sono più frequenti nei pazienti che trascurano i trattamenti prescritti o non pongono la giusta attenzione alla dieta.
Ad aiutare i malati nell'accettare la convivenza con il colon irritabile è la presa di coscienza della cronicità della malattia e dell'andamento altalenante della sintomatologia.


Tra chi soffre di sindrome dell'intestino irritabile, un errore abbastanza comune è trascurare la cura sintomatica e, soprattutto, il piano dietetico nei periodi di apparente risoluzione della malattia (in cui è assente una vera e propria sintomatologia). Comportarsi in questo modo, infatti, non fa altro che favorire la ricomparsa prematura e, spesso, in modo più marcato dei sintomi.

Prevenzione

Fintanto che non saranno chiare le precise cause scatenanti, è impossibile parlare di prevenzione del colon irritabile.
Tuttavia, ciò non esclude che, grazie a un'adeguata terapia, sia possibile evitare le manifestazioni cliniche più severe della sindrome del colon irritabile.


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