Controllo e valutazione dell'atleta colpito da collasso sul campo

A cura del Dott. Stefano Casali

Crampi muscolari

I crampi muscolari si presentano in linea di massima in ogni attività sportiva che comporta grande sforzo fisico. Possono sopraggiungere durante o dopo ripetute esercitazioni al caldo, al freddo o in acqua. I crampi diventano più frequenti e seri con un'attività particolarmente intensa in condizioni ambientali calde e umide. Atleti con anemia falciforme possono andare soggetti a crampi ricorrenti e severi, essi sono più esposti a rischio di morte improvvisa in seguito ad attività fisica.

 

Due cause piuttosto comuni di crampi collegati allo sport:

stanchezza muscolare da eccesso di sforzo;

 

esaurimento dei livelli di sodio.

La prima provoca, per lo più, crampi meno dolorosi e più localizzati.

La mancanza di sali, al contrario, può provocare crampi più dolorosi in tutto il corpo.

La prima cosa da fare in caso di crampi muscolari è quella di tenere il muscolo colpito da crampo in allungamento (stretching). I crampi come conseguenza di uno sforzo fisico tendono a comparire nella prima fase della stagione sportiva quando gli atleti sono meno in forma o quando sono coinvolti in attività faticose e insolite. Un'aumentata assunzione di sali può essere molto utile per prevenire i crampi acuti, quelli che coinvolgono l'intero corpo e ricorrono con una certa frequenza.

Disidratazione

La disidratazione può avere effetti collaterali molto dannosi per l'atleta, sicuramente danneggia la prestazione e aumenta la probabilità di collasso. La disidratazione porta a un ridotto volume sanguigno, che rende l'atleta più suscettibile all'ipotensione da posizione eretta e al collasso. Allenamento e integrazione idro-salina:L'abbassamento del volume del sangue è associato anche a una diminuzione della gittata sistolica cardiaca che si traduce in un minor flusso di sangue alla pelle che, al contrario, incide sulla dispersione di calore. Gli atleti disidratati hanno una temperatura rettale maggiore del normale e la disidratazione riduce il tempo di resistenza a un esercizio prima dell'insorgere della stanchezza e eventualmente del collasso. Segnali e sintomi di una seria disidratazione sono un'abbondante sete, secchezza della bocca e difficoltà a produrre saliva. Le ricerche relative agli esami fisici compatibili con la disidratazione si basano sull'aumento della frequenza cardiaca, sulla diminuzione della pressione sanguigna, sulla perdita di peso e su un minor turgore della pelle (pelle molle con l'effetto "tenda").
Le cure all'atleta disidratato dovrebbero iniziare con l'assunzione di soluzioni o sports drink se non si stanno verificando episodi di vomito e se ha perduto meno del 5% del peso corporeo. Liquidi per via intravenosa possono essere utilizzati soltanto nel caso in cui l'atleta non tolleri soluzioni liquide oppure nel caso in cui la perdita di peso supera il 5%.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016