Controllo e valutazione dell'atleta colpito da collasso sul campo

A cura del Dott. Stefano Casali

Classificare la gravità del collasso nell'atleta

La grande maggioranza dei collassi negli atleti è di origine benigna.  Le condizioni che lasciano intuire una causa benigna di collasso sono le seguenti:

L'atleta è cosciente e vigile;

La temperatura rettale è maggiore di 35°C e inferiore ai 40°C;

La pressione sanguigna sistolica è maggiore di 100 mmHg e la frequenza cardiaca inferiore ai 100 battiti al minuto;

La concentrazione di glucosio nel sangue è 70-180 mg/dl e quella di sodio è pari a 135-148 mEq/L;

La percentuale di perdita di peso è inferiore al 5%.

Le cause più comuni di collasso grave nell'atleta includono iponatriemia, ipoglicemia, colpo di calore, arresto cardiaco e altri gravi condizioni mediche, tra le quali ictus, emorragia cerebrale e coma diabetico. Sono state identificate come cause principali per le forme più gravi di collasso le seguenti situazioni:

Stato di incoscienza o di confusione mentale (disorientamento, aggressivitĂ );

Temperatura rettale superiore ai 40°C o inferiore ai 35°C;

Pressione sanguigna sistolica inferiore ai 100 mm Hg e frequenza cardiaca superiore ai 100 battiti al minuto;

Concentrazione di glucosio nel sangue inferiore ai 70 mg/dl o maggiore di 180 mg/dl; concentrazione di sodio nel plasma inferiore ai 130 mEq/L o maggior di 148 mEq/L;

Perdita o aumento di peso maggiore del 5% del peso corporeo. (La perdita di peso indica disidratazione e l'aumento di peso suggerisce un carico eccessivo di liquidi che presuppone iponatriemia).

Il collasso negli atleti di resistenza

E' una cosa molto comune assistere al collasso di atleti nel corso di competizioni di resistenza, soprattutto in condizioni ambientali caldo-umide. Se l'atleta collassa appena finita la gara e rimane cosciente con regolare battito cardiaco, pressione sanguigna, respiro e stato mentale, la situazione non è grave e probabilmente è una causa dell'eccessivo affaticamento, di una seppur lieve disidratazione che contribuisce al calo della pressione sanguigna quando l'atleta è in posizione eretta, e all'insorgenza di crampi. Un caso sicuramente più grave è il collasso che si verifica nel corso della competizione o dell'allenamento, soprattutto quando l'atleta presenta segnali vitali instabili e/o perde conoscenza o si comporta in modo bizzarro.

Cause di collasso nell'atleta di resistenza

Ipotensione da posizione (spossatezza da calore o sincope):


L'ipotensione da posizione (pressione sanguigna bassa in posizione eretta) è stata definita come spossatezza da calore o sincope da calore e rappresenta una delle cause maggiori di collasso. Il collasso avviene generalmente all'arrivo della gara e raramente si tratta di una cosa seria al punto da necessitare un ricovero ospedaliero. Probabilmente viene causato dal riversamento del sangue nei vasi dilatati della pelle e delle membra, soprattutto le gambe e dalla perdita dell'azione pompante del muscolo negli arti inferiori dopo la cessazione dell'attività. La disidratazione e la risultante diminuzione del volume di sangue in circolazione fa aumentare il rischio di ipotensione da posizione eretta, ma non ci sono prove attestate che questo tipo di ipotensione degeneri in colpo di calore. L'ipotensione da posizione eretta diventa il probabile responsabile se la temperatura rettale è minore di 40°C, la frequenza cardiaca inferiore ai 100 battiti al minuto e la pressione sanguigna sistolica maggiore di 100 mm Hg una volta che l'atleta assume la posizione supina.

Cause comuni di collasso durante l'attività

Cause non gravi:

Spossatezza

Disidratazione

Abbassamento della pressione sanguigna in posizione eretta

Crampi muscolari

Cause gravi

Livello di sodio nel sangue basso (iponatriemia)

Colpo di calore

Livello di zucchero nel sangue basso (ipoglicemia)

Temperatura corporea bassa (ipotermia)

Arresto cardiaco

Altre situazioni cliniche come colpo apoplettico, emorragia cerebrale e coma diabetico

Come trattamento è necessario far sollevare i piedi e il bacino per 10-20 minuti fino a che non è stata ristabilita la normale circolazione. Agli atleti andrebbero somministrati liquidi da assumere fino alla tolleranza massima. Soluzioni orali reidratanti o sports drink in grado di ripristinare sali minerali e carboidrati sono sempre da preferir all'acqua. Ci può essere anche chi necessita di liquidi per via endovenosa se si constatano segni gravi di disidratazione.


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Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016