Controllo e valutazione dell'atleta colpito da collasso sul campo

A cura del Dott. Stefano Casali

 

L'accertamento sul campo dell'atleta colpito da collasso inizia con un'analisi rapida del livello cosciente: se l'atleta è sveglio e vigile, le cause del collasso sono probabilmente benigne. Allorquando viene a diminuire il livello di coscienza, diventa necessario un soccorso cardiaco tempestivo. Controllare le vie respiratorie, il respiro e la circolazione diventa di primaria importanza. E' necessario esaminare al più presto le condizioni generali dell'atleta ossia la temperatura rettale, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Anche il momento in cui l'atleta ha perso conoscenza può essere un segnale di ulteriore preoccupazione: se è avvenuto dopo la fine della gara è sicuramente meno preoccupante dell'eventualità che il collasso sia avvenuto in gara.

Storia

Allenatori, preparatori atletici, amici e altri osservatori possono fornire preziose informazioni. Ecco alcune domande fondamentali da porre anche a loro:

1. Quanti liquidi e che genere di bevande l'atleta ha assunto durante la gara? La risposta a questa domanda rappresenta un'indicazione importante per capire il livello di disidratazione, iponatriemia o ipoglicemia.

Collasso2. Quanta urina è stata espulsa durante la gara? Gli atleti molto disidratati è probabile che non abbiano mai urinato in gara.

3. Si sono verificati vomito o diarrea durante la competizione? Se sì, è un ulteriore contributo alla disidratazione.

4. Quanti carboidrati sono stati assunti prima e durante la gara? Un apporto insufficiente di carboidrati può essere causa dell'abbassamento del livello di zucchero (ipoglicemia), soprattutto nelle persone diabetiche.

5. L'atleta ha avuto malattie o subito interventi che possono avere diminuito la tolleranza al calore o l'equilibrio dei liquidi?

6. L'atleta era allenato a sufficienza e pronto per la competizione? Una preparazione inadeguata facilita l'incidenza di collasso.
7. L'atleta presenta sintomi quali dolori al petto, palpitazioni, nausea oppure affanno che possono essere un campanello d'allarme di una condizione fisica non perfetta?

N.B. Si intendono gare di lunga durata

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Esame

L'esame dell'atleta che ha subìto un collasso dovrebbe basarsi su un monitoraggio continuo delle condizioni generali del malato. La frequenza cardiaca e la pressione andrebbero misurate sia in posizione supina che eretta. Quando l'atleta è in posizione eretta, se la frequenza cardiaca aumenta di 20 battiti al minuto oppure la pressione sistolica scende di 20 mm Hg e quella diastolica di 10 mm Hg, allora si può parlare di esaurimento graduale del volume sanguigno e di probabile disidratazione. La maggioranza degli atleti di resistenza ha una bassissima frequenza cardiaca a riposo e un valore di 80 battiti al minuto a riposo può, per loro, rappresentare tachicardia. E' necessario misurare la temperatura rettale a quegli atleti che presentano una ridotta funzionalità mentale per stabilire eventualmente la presenza di colpo di calore. (Misurare la temperatura nell'orecchio e in bocca non è sufficiente per stabilire l'esatta temperatura corporea). Una temperatura rettale di circa 40°C richiede immediate operazioni di raffreddamento.

Stato di idratazione

Lo stato di idratazione dell'atleta può essere stabilito in base alla quantità di liquido ingerito e alla capacità di produrre saliva. Gli atleti disidratati hanno molta sete e saranno in difficoltà a produrre una quantità di saliva necessaria per sputare. Inoltre, il turgore della pelle diminuisce di gran lunga in atleti fortemente disidratati, la pelle sembra molle, flaccida e assume la forma di una tenda appena piantata (appunto il fenomeno "a tenda"). Al contrario, gli atleti iperidratati possono sembrare gonfi. E pertanto anelli, bracciali, scarpe e polsini sembrano più stretti rispetto a come calzavano prima della gara. In molti casi gravi di iperidratazione, si può verificare anche edema plastico (gonfiore) alle gambe e ciò si associa generalmente all'abbassamento dei livelli di sodio nel sangue (iponatriemia). Controllare il peso corporeo prima e dopo la competizione può essere d'aiuto per capire il livello di liquidi. Una perdita di peso del 2-5% segnala una disidratazione laddove un aumento di peso è sinonimo di eccesso di liquidi.

Test di laboratorio

Gli esami di laboratorio più efficaci per un atleta che ha subìto un collasso sono quelli che misurano la concentrazione di glucosio e di sodio nel sangue.
L'iponatriemia è la causa maggiore di collasso in forma grave per l'atleta di resistenza. E' fondamentale la tempestività nella misurazione dei livelli di sodio al fine di diagnosticare tale condizione e provvedere a un trattamento adeguato. L'ipoglicemia, sebbene meno comune può portare a gravi alterazioni del livello cosciente e persino al coma, che può essere prontamente rettificato con la somministrazione di glucosio per via orale o endovenosa.


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Ultima modifica dell'articolo: 01/11/2016