Cocaina nelle urine

La cocaina è un alcaloide ricavato dalla coca (Erythroxyloncoca), una pianta originaria del sud America. La droga è costituita dalle foglie, che vengono ancora masticate in certi Paesi dell'America latina (Bolivia, Peru', Colombia, Argentina e Brasile) con lo scopo di saziare la fame, dare nuova forza a chi è esausto e togliere la tristezza a chi è infelice.

Storia della cocaina

La cocaina è una droga dalle origini antiche. Secondo recenti ritrovamenti archeologici sarebbe stata conosciuta ed utilizzata già prima della nascita dell'impero Incas. L'alcaloide cocaina fu però isolato soltanto nel 1860 dal tedesco Albert Nieman.

Freud iniziò i suoi studi sulla cocaina nell'Aprile del 1884 e dopo un'attenta sperimentazione scoprì che tale sostanza era in grado di regalare allegria ed euforia. Da quel momento in poi l'interesse verso la cocaina aumentò notevolmente, i suoi impieghi divennero molteplici ed in breve tempo il suo commercio si trasformò in un business gigantesco, dalle proporzioni inimmaginabili.

Cocaina e sport

Sebbene la cocaina non sia in grado di migliorare significativamente la prestazione agonistica e venga solitamente utilizzata al di fuori dal contesto sportivo, in caso di positività ai controlli antidoping l'atleta rischia una squalifica di diversi mesi. Per questo motivo ogni sportivo agonista dovrebbe conoscere i tempi di permanenza della sostanza nell'organismo, in modo da non gettare al vento la propria carriera per una notte di festeggiamenti.

Cocaina nelle urine

Nell'estate del 2005 fu diffusa l'allarmente notizia secondo cui, dalle analisi dei metaboliti rinvenuti nel fiume Po, il consumo di cocaina in Italia era nettamente superiore rispetto alle precedenti stime.

Dopo essere stata assunta per per via intranasale, per inalazione dopo pirolisi (fumo), per via orale o parenterale, la cocaina viene metabolizzata dalle colinesterasi plasmatiche ed epatiche che la trasformano nei suoi metaboiti inattivi chiamati, rispettivamente benzoilecgonina e ecgonina metilestere. Possono inoltre essere prodotti lievi quantitativi di un metabolita attivo chiamato norcocaina.

L'emivita plasmatica della cocaina dopo somministrazione endovenosa è di circa un'ora (30-90 minuti), mentre è decisamente superiore per i suoi metaboliti (4-8 ore per la ecgonina metilestere e 3,5-6 ore per la benzoilecgonina). L'emivita dipende anche dalla modalità d'assunzione: generalmente è superiore se la cocaina viene assunta per via nasale e più breve se inalata (crack) o iniettata.

In media circa l'1-9% delle dose assunta viene escreta in forma immodificata nelle urine. L'escrezione dipende da vari fattori:

  • aumenta al diminuire del pH delle urine (acidità) e diminuisce quanto più queste sono basice
  • diminuisce in caso di assunzione cronica (pare che i consumatori abituali riescano a metabolizzarla in maniera più efficace)

Indipendentemente dalla via di somministrazione la maggior parte della droga e dei suoi metaboliti compare nelle urine entro le prime 24 ore. I metaboliti della cocaina possono comunque essere presenti nelle urine per 48-72 ore dopo la sua assunzione. In consumatori cronici di cocaina i metaboliti inattivi sono stati rinvenuti anche per periodi di settimane.

Sebbene siano possibili eccezioni, tramite l'esame delle urine si può risalire all'utilizzo di cocaina entro 2-4 giorni dall'assunzione

Se la cocaina viene utilizzata insieme all'alcol, viene prodotto un metabolita attivo con proprietà farmacologiche simili alla cocaina. Si tratta del cocaetilene che, pur essendo meno potente rispetto ad una dose equivalente di cocaina, viene metabolizzato più lentamente.


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Come molte altre droghe la cocaina può essere identificata anche nel capello, dove rimane per alcuni mesi dopo l'assunzione. Si tratta di un test indicativo, non completamente attendibile per via dei numerosi fattori che possono influenzare l'accumulo della sostanza nei capelli (razza, permanenza in ambienti contaminati, colore della capigliatura e velocità di accrescimento).