Cytomegalovirus

Generalità

Il Citomegalovirus (abbreviato in CMV) è un virus ubiquitario (cioè molto comune), appartenente alla famiglia degli herpes virus.


Alla famiglia degli herpes virus appartengono altri patogeni piuttosto noti, come il virus della varicella, il virus del fuoco di Sant'Antonio, il virus dell'herpes labiale e il virus della mononucleosi (Epstein-Barr).


CytomegalovirusResponsabile di infezioni di lieve entità clinica nelle persone in buona salute, il Citomegalovirus può rappresentare un serio pericolo per gli individui immunodepressi e per i futuri nascituri, quando la madre contrae l'infezione durante la gravidanza.

Cos'è il citomegalovirus?

Il citomegalovirus è un genere virale piuttosto comune, che appartiene alla grande famiglia degli herpes virus, esattamente come i più famosi herpes simplex virus, virus della varicella, virus del fuoco di Sant'Antonio e virus di Epstein-Barr (mononucleosi).
Nelle persone in buona salute, il citomegalovirus è responsabile di infezioni asintomatiche o lievemente sintomatiche, a risoluzione spontanea e prive di conseguenze a lungo termine. Per tali caratteristiche, il Citomegalovirus potrebbe risultare poco interessante dal punto di vista medico-clinico, se non fosse che è capace di:

  • “Nascondersi” nelle cellule del midollo osseo dell'essere umano (esempio di latenza virale), salvo poi riattivarsi in caso di riduzione generalizzata delle difese immunitarie

e

  • Provocare gravi conseguenze, nel momento in cui infetta
    • persone con un sistema immunitario poco efficiente, come per esempio i malati di AIDS o i trapiantati d'organo,
    • donne in stato di gravidanza
    • (N.B: se nel primo caso le gravi conseguenze riguardano direttamente la persone infetta, nel secondo caso sono a discapito del futuro nascituro).

Epidemiologia

L'esposizione al Citomegalovirus riguarda tantissime persone, in ogni parte del Mondo. A tal proposito, i dati epidemiologici sono abbastanza chiari e affermano che:

  • Nei Paesi sottosviluppati, il Citomegalovirus ha infettato almeno una volta nella vita più del 90% delle persone;
  • Nei Paesi del cosiddetto Mondo Occidentale, il 60-80% degli adulti presenta anticorpi anti-Citomegalovirus nel siero;
  • Sempre nei Paesi del cosiddetto Mondo Occidentale, il 40% dei bambini ha contratto l'infezione da Citomegalovirus già in età scolare.

Storia

La scoperta del Citomegalovirus risale al 1881 e il merito di questo ritrovamento spetta a un patologo tedesco di nome Hugo Ribbert.

Caratteristiche

Il Citomegalovirus è un virus a DNA a doppio filamento; in altri termini, il suo materiale genetico consiste in una molecola di DNA, costituita da due catene (o filamenti) di nucleotidi, unite tra loro e complementari l'una all'altra.
Il Citomegalovirus è un virus dotato di pericapside (o envelope), possiede forma per lo più sferica e misura all'circa 150-200 nanometri di diametro; sotto il pericapside, presenta il classico capside virale, la cui simmetria è icosaedrica.
Durante la fase d'infezione di un essere umano, il Citomegalovirus entra nelle cellule del soggetto infettato attraverso un meccanismo di endocitosi e sfruttando le sue glicoproteine caratteristiche; una volta all'interno delle cellule aggredite, va a localizzarsi nel nucleo di quest'ultime e, qui, comincia a replicarsi, utilizzando gli enzimi nucleari dell'ospite (N.B: i virus mancano di un apparato completo di auto replicazione, pertanto sfruttano quello presente nelle cellule dell'ospite, come fossero dei parassiti).

Trasmissione

La trasmissione a un nuovo ospite del Citomegalovirus può avvenire in vari modi:

  • Attraverso il contatto diretto con secrezioni oro-faringee, vaginali o spermatiche, appartenenti chiaramente a un soggetto infetto;
  • Attraverso il contatto diretto con lacrime, urine o feci di una persona con l'infezione in corso;
  • Attraverso il latte materno, in un contesto di allattamento post-gravidanza (ovviamente tale circostanza implica che il nuovo ospite sia il neonato e che il soggetto infettante sia la madre);
  • Per via transplacentare, nel contesto di una gravidanza (per saperne di più, si veda il sottocapitolo dedicato);
  • Mediante una trasfusione di sangue o emoderivati infetti;
  • A seguito di un trapianto di midollo osseo o di un organo (es: trapianto di rene).

Trasmissione dell'infezione da Citomegalovirus dalla madre al feto, durante una gravidanza

Il passaggio dell'infezione da Citomegalovirus dalla madre infetta al feto, in occasione di una gravidanza, è un esempio di trasmissione verticale, per via transplacentare, di una malattia infettiva.
Responsabile di una condizione nota come infezione congenita da Citomegalovirus e avente una frequenza di 3 gravidanze ogni 10 a rischio, la trasmissione per via transplacentare del Citomegalovirus è un fenomeno molto temuto e che desta molte preoccupazioni in ambito sanitario, in quanto ha gravi conseguenze sul futuro nascituro.


Eventi simili alla trasmissione verticale del Citomegalovirus dalla madre al feto, ma con conseguenze meno gravi, sono i fenomeni di passaggio dell'infezione da CMV dalla madre al figlio, durante il parto o il successivo periodo di puerperio e allattamento.


In quali periodi della vita è più facile contrarre il Citomegalovirus?

I periodi della vita di un essere umano in cui è più facile contrarre l'infezione da Citomegalovirus sono in particolare due: l'infanzia e il periodo compreso tra la pubertà e la prima età adulta, periodo, quest'ultimo in cui la promiscuità ambientale (asili, scuole ecc.) e sessuale facilita la trasmissione diretta del virus.

Sintomi e complicanze

Per approfondire: Sintomi Infezione da Citomegalovirus


Come anticipato, nelle persone in buona salute, il Citomegalovirus tende a causare un'infezione di lieve entità clinica, asintomatica o lievemente sintomatica (paucisintomatica); in quei rari casi in cui il Citomegalovirus è responsabile di un quadro sintomatologico sostanziale ed evidente, i sintomi dell'infezione in atto ricordano molto quelli di una comune influenza; infatti, consistono generalmente in:

Curiosità

Talvolta, i sintomi derivanti da un'infezione da Citomegalovirus sono confusi per i sintomi tipici della mononucleosi.

Conseguenze dell'infezione da Citomegalovirus congenita

L'infezione da Citomegalovirus congenita può avere varie conseguenze, tra cui:

Sintomi dell'infezione da Citomegalovirus negli individui immunodepressi

Nei soggetti con un sistema immunitario poco efficiente (es: malati di AIDS), l'infezione da Citomegalovirus può avere ripercussioni sulla funzionalità di svariati organi, tra cui occhi, polmoni, fegato, esofago, stomaco, intestino ed encefalo, e determinare sintomi quali:

Complicanze nei soggetti in buona salute

Raramente, nei soggetti in buona salute l'infezione da Citomegalovirus degenera in complicanze; a ogni modo, quando lo fa, causa una condizione paragonabile alla mononucleosi.

Complicanze dell'infezione da Citomegalovirus congenita

Oltre a una grave sintomatologia, l'infezione da Citomegalovirus congenita può dare luogo a diverse gravi complicanze, tra cui:

Complicanze dell'infezione da Citomegalovirus negli immunodepressi

Nei soggetti immunodepressi, oltre a compromettere la funzionalità di organi come polmoni, fegato, esofago, intestino ecc., l'infezione da Citomegalovirus può verosimilmente portare alla morte.

PERICOLOSITÀ DELLA LATENZA DEL CITOMEGALOVIRUS NEGLI IMMUNODEPRESSI

Molto abile nel contenere il dilagare dell'infezione da Citomegalovirus, il sistema immunitario di un essere umano è spesso incapace di debellare il suddetto virus in modo definitivo.

Come affermato, tale incapacità comporta che CMV vada a “nascondersi” nelle cellule del midollo osseo del soggetto infettato, mantenendosi per così dire clinicamente silente (o latente), fino a quando una debilitazione generale temporanea del sistema immunitario non coglie il suddetto soggetto (N.B: tale debilitazione è spesso conseguenza di un momento di stress); in siffatte circostanze, infatti, il Citomegalovirus si riattiva dando luogo a un'infezione di tipo secondario.
In un un individuo sano il fenomeno della riattivazione del Citomegalovirus non arreca problemi particolari. Al contrario, in un individuo immunodepresso (per esempio a causa dell'AIDS o di terapie immunosoppressive conseguenti a un trapianto d'organo) la riattivazione del CMV ha un'alta probabilità di provocare le stesse gravi conseguenze riportate nel caso delle infezioni primarie negli immunodepressi (ossia, problemi di vista, problemi digestivi, problemi neurologici e, perfino, la morte).
In sostanza, quindi, mentre nei soggetti sani l'infezione secondaria da Citomegalovirus è clinicamente irrilevante, nei soggetti con un'immunodepressione è un evento particolarmente temuto e pericoloso.

Quando rivolgersi al medico?

Quando colpisce soggetti immunodepressi, donne in stato di gravidanza o che stanno allattando e tutti i neonati nati da donne infette, l'infezione da Citomegalovirus è una condizione clinica che merita le immediate attenzioni del medico,
Nei soggetti in buona salute, l'infezione da CMV non è un fenomeno particolarmente preoccupante, se non in quelle circostanze in cui determina una forma di mononucleosi.

Diagnosi

La diagnosi di un'infezione da Citomegalovirus in un individuo in buona salute non è affatto semplice, in quanto la suddetta condizione è, come affermato più volte, asintomatica.
CitomegalovirusA ogni modo, per stabilire con certezza se un individuo, nel corso della vita, ha contratto o meno l'infezione da Citomegalovirus è necessario un esame del sangue che vada a valutare il profilo anticorpale, ricercando la presenza di immunoglobuline contro CMV.

Interpretazioni del profilo anticorpale

Per capire, da un esame degli anticorpi, quando un individuo ha contratto o meno l'infezione da Citomegalovirus, occorre osservare le immunoglobuline di tipo G (IgG) contro CMV; infatti:

  • Se le IgG contro CMV sono assenti, significa che il soggetto esaminato non è mai entrato in contatto con il Citomegalovirus. In tali frangenti, si parla di Citomegalovirus IgG negativo;
  • Se le IgG contro CMV sono presenti, vuol dire che il soggetto esaminato è stato esposto in tempi passati al Citomegalovirus e ha sviluppato (nei confronti di quest'ultimo) una memoria immunologica. In siffatte circostanze, i medici parlano di Citomegalovirus IgG positivo.

A queste informazioni, è doveroso aggiungere quelle inerenti il profilo anticorpale di una persona con un'infezione da Citomegalovirus in atto. In tali occasioni, le immunoglobuline da osservare sono le IgM, le quali risulteranno fortemente presenti (Citomegalovirus IgM positivo), in chi è affetto, mentre risulteranno assenti (Citomegalovirus IgM negativo), in chi non è affetto.


Per i pericoli che si celano dietro le infezioni da Citomegalovirus congenite, la valutazione degli anticorpi contro CMV è un'indagine diagnostica particolarmente importante per le donne in età fertile, che vogliono avere un figlio.

Terapia

Alla luce di quanto detto finora, nel soggetto in buono stato di salute, l'infezione da Citomegalovirus non richiede in genere alcun trattamento.
Totalmente diverso è, invece, il discorso terapeutico relativo ai pazienti immunodepressi (con infezione primaria o secondaria) e ai pazienti neonati con la forma congenita dell'infezione da CMV. In queste circostanze, infatti, è necessaria la pianificazione di una terapia specifica, basata sulla somministrazione di farmaci antivirali o similari, quali per esempio:

Curiosità: cosa accade in caso di mononucleosi?

In genere, per i soggetti in buono stato di salute che sviluppano la mononucleosi a causa del Citomegalovirus, è previsto un breve ricovero ospedaliero, senza però la somministrazione di alcun farmaco antivirale.

Ganciclovir

Somministrato per via endovenosa, il Ganciclovir è il primo farmaco antivirale storicamente approvato per il trattamento delle infezioni da Citomegalovirus e rappresenta la preparazione farmaceutica d'elezione contro quest'ultime.
Può avere diversi effetti collaterali, tra cui: febbre, eruzione cutanea, diarrea, anemia, leucopenia e piastrinopenia.

Valganciclovir

Somministrato per via orale, il Valganciclovir può associarsi all'uso del Ganciclovir o sostituire quest'ultimo, durante il trattamento delle infezioni da Citomegalovirus più lievi.
I medici potrebbero ricorrere al Valganciclovir anche a scopo profilattico.

Foscarnet

Il Foscarnet agisce con un meccanismo diverso dal Ganciclovir e, proprio per questo motivo, rappresenta un farmaco che i medici prescrivono quando l'infezione da Citomegalovirus è resistente al trattamento a base di Ganciclovir.
Il Foscarnet è tossico per i reni e può determinare episodi di convulsione.

Cidofovir

Il Cidofovir è un medicinale antivirale prescritto in presenza di infezioni da Citomegalovirus resistenti sia al Ganciclovir che al Foscarnet.
Anche lui tossico nei confronti dei reni, il Cidofovir trova impiego soprattutto nei pazienti affetti da AIDS.

Immunoglobuline anti-CMV

Le immunoglobuline anti-CMV trovano spesso impiego in associazione al Ganciclovir, per trattare le infezioni da Citomegalovirus che hanno provocato episodi di polmonite.

Prognosi

Per le persone in buona salute, la prognosi delle infezioni da Citomegalovirus è generalmente positiva.
Come detto in più di un'occasione, invece, per i soggetti immunodepressi e per i neonati affetti da una forma infettiva congenita, la prognosi può essere infausta, in quanto il Citomegalovirus può avere conseguenze permanenti e, talvolta, mortali.


Secondo alcune statistiche, l'80% dei bambini con un'infezione da Citomegalovirus congenita cresce sano e in buona salute.