Cisti di Baker

Generalità

La cisti di Baker è una sacca piena di liquido, che si forma dietro al ginocchio; per questo è conosciuta anche come cisti poplitea. A determinarne la formazione è, molto spesso, un danno all'articolazione del ginocchio. Cisti

La presenza di una cisti di Baker è, in alcuni casi, asintomatica; in altri, invece, determina dolore, gonfiore e sensazione di rigidezza articolare. Nei pazienti più gravi, non va esclusa la fuoriuscita del liquido contenuto all'interno della cisti.
In base alle cause che portano alla formazione di una cisti di Baker, si applicano diverse misure terapeutiche, più o meno invasive. Di fronte a sintomi severi, si deve ricorrere alla chirurgia.

Richiami sull'anatomia del ginocchio

Per capire cos'è la cisti di Baker, è opportuno fare un breve ripasso dell'articolazione del ginocchio.
L'articolazione del ginocchio è posta tra femore e tibia ed è formata da diversi elementi, tutti ugualmente importanti nel consentire il movimento e nel sorreggere il peso del corpo umano.

L'articolazione è delimitata dalla membrana sinoviale, all'interno della quale è contenuto il liquido (o fluido) sinoviale. Il liquido sinoviale funge da lubrificante: evita lo sfregamento tra le cartilagini di femore e tibia, e facilita il movimento di tendini e legamenti del ginocchio. Quest'ultimi sono fondamentali: consentono il movimento della gamba e, allo stesso tempo, danno stabilità all'articolazione.

Nella parte anteriore e in quella posteriore del ginocchio, sono presenti, poi, delle piccole sacche, chiamate borse, contenenti liquido sinoviale. Sono elementi parzialmente isolati dal resto del liquido sinoviale articolare e aventi, anch'essi, una membrana esterna. La loro funzione è quella di ridurre le frizioni tra legamenti e tendini.
La borsa posteriore è detta borsa poplitea. Le anteriori sono due: borsa pre-rotulea e borsa infra-rotulea.

Infine, mancano i menischi: laterale e mediale. I menischi sono strutture fatte di cartilagine. Occupano la parte superiore della tibia e servono ad assorbire le sollecitazioni, che il femore e la parte superiore del corpo esercitano sulla tibia stessa. In altre parole, forniscono stabilità.

Cos'è la cisti di Baker

La cisti di Baker (o cisti poplitea) si presenta come un nodulo dietro al ginocchio, simile a una noce e visibile ad occhio nudo; la formazione di questa sacca è dovuta all'accumulo del liquido sinoviale fuoriuscito dalla borsa poplitea.
La zona precisa d'insorgenza della cisti è quella che congiunge il muscolo semimembranoso della coscia e il gastrocnemio del polpaccio.

DIMENSIONI E QUANTIT

Le dimensioni di una cisti possono variare: in alcuni casi è piccola; in altri, è assai grande (anche diversi centimetri). Inoltre, è facile che, dietro al ginocchio, si formi più di una cisti; mentre, è assai raro che entrambe le ginocchia vengano colpite nel medesimo momento.

STORIA€

Il nome, cisti di Baker, deriva dal dottor William Baker, che fu il primo a descrivere questa condizione nel 1877.

EPIDEMIOLOGIA

La cisti di Baker insorge, prevalentemente, nelle persone adulte, tra i 35 e i 70 anni. Questo perché in tale fascia du età è più comune la presenza di altri disturbi articolari del ginocchio (per esempio, un'artrite), che favoriscono la fuoriuscita di liquido sinoviale. Ad ogni modo, possono esserne colpiti anche i bambini, soprattutto quelli di età compresa tra i 4 e i 7 anni.

Cause

Le cause della cisti di Baker sono essenzialmente due: essa può avere un'origine idiopatica (la cosiddetta cisti di Baker primaria) o essere diretta conseguenza di un'altra patologia articolare del ginocchio; in quest'ultimo caso, si parla di cisti di Baker secondaria.

CISTI DI BAKER PRIMARIA

La cisti di Baker primaria è tipica dell'età giovanile (4-7 anni) ed insorge senza un motivo preciso (origine idiopatica), in quanto l'articolazione del ginocchio è sana.
Pare che a determinarla sia un anomalo passaggio di liquido sinoviale dall'articolazione del ginocchio alla borsa poplitea.

CISTI DI BAKER SECONDARIA

La cisti di Baker secondaria è tipica dell'età adulta (35-70 anni) e la sua formazione è diretta conseguenza di una preesistente patologia del ginocchio; difatti, in un ginocchio sano difficilmente si forma una cisti di Baker.
Quando un ginocchio è affetto da un disturbo, come l'artrite o una lesione meniscale, esso produce più liquido sinoviale. Si tratta di una risposta fisiologica, che serve a salvaguardare la salute del ginocchio. Tuttavia, l'accumulo di liquido determina un aumento della pressione all'interno della capsula articolare, pressione che spinge lo stesso liquido nella borsa poplitea formando la cisti.

Sono state individuate diverse malattie associate alla cisti di Baker; la seguente tabella riassume le principali.


Malattie associate, che predispongono alla cisti di Baker

Sintomi e complicazioni

Il principale sintomo della cisti di Baker è la comparsa di una massa, simile a un nodulo, nella zona posteriore del ginocchio; massa, che alla pressione diretta risulta dura.
Il quadro generale dei sintomi è il seguente:

  • Comparsa di una massa, simile a un nodulo, nella zona posteriore del ginocchio
  • Ginocchio gonfio
  • Dolore al ginocchio, che si irradia al polpaccio
  • Rigidezza articolare
  • Rumore (click) al movimento del ginocchio

Questi sintomi si presentano con grado diverso in base alla severità dell'eventuale disturbo articolare preesistente. Seppur raramente, può capitare che alcuni pazienti non manifestino i sintomi sopraccitati. In questi casi, ci si accorge della cisti di Baker casualmente, facendo, ad esempio, una risonanza magnetica, per altre ragioni.

COMPLICAZIONI

La complicazione più comune (circa 1-2 persone su 20) della cisti di Baker è la rottura della membrana sinoviale della cisti stessa, con la conseguente fuoriuscita del liquido ivi contenuto. Quando ciò avviene, il fluido sinoviale invade il muscolo gastrocnemio del polpaccio; in risposta, quest'ultimo svilupperà una protuberanza, visibile ad occhio nudo, talvolta arrossata e pruriginosa.
La rottura della cisti ricorda, per certi aspetti, la cosiddetta trombosi venosa profonda (o tromboflebite). In simili frangenti, è indispensabile riconoscere le due circostanze, in quanto la tromboflebite è assai più pericolosa e richiede un trattamento specifico.

La cisti di Baker può anche andare incontro ad altre complicazioni, molto più rare della precedente. La tabella le riassume brevemente:


Cisti di Baker: quali complicazioni sono possibili?

Diagnosi

L'osservazione di una tumefazione, situata dietro al ginocchio, è il primo passo verso una diagnosi corretta. Se la cisti di Baker viene illuminata, si può notare, inoltre, il fluido contenuto al suo interno.
Tuttavia, qualora permanessero dei dubbi o la cisti non fosse riconoscibile ad occhio nudo, si può ricorrere a due esami strumentali, quali:

Tali procedure risultano affidabili anche in termini di diagnosi differenziale, per escludere altre patologie dai sintomi simili.

ECOGRAFIA

Cisti di Baker - Risonanza Magnetica

Figura: cisti di Baker, vista tramite risonanza magnetica nucleare.

Dal sito: informazionimediche.com

Il medico ricorre all'ecografia per verificare se si tratta di una cisti di Baker o di una massa solida di altra natura. L'esame ecografico, infatti, permette di valutare le strutture interne alla zona tumefatta: una cisti ha elementi specifici e la sua identificazione esclude la possibilità che si tratti di una trombosi venosa profonda.

RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE

Permette una localizzazione precisa della cisti e una descrizione, ancor più accurata, delle sue caratteristiche interne. Tramite risonanza, inoltre, si esclude che possa trattarsi di una tumefazione di tipo tumorale.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

La cisti di Baker presenta sintomi molto simili ad altre patologie più gravi. È bene, pertanto, accertare la vera causa di questi sintomi, sottoponendo il paziente agli esami diagnostici appena elencati. Ma quali sono queste patologie che possono confondersi con una cisti di Baker?

  • Trombosi venosa profonda
  • Emangioma
  • Artropatia emofilica
  • Neoplasie benigne dei tessuti molli (nervi, in particolare)
  • Neoplasie maligne: liposarcomi (negli adulti), lipoblastomi (nei bambini), linfangiosarcoma, sarcoma di Kaposi
  • Cisti meniscali
  • Cisti gangliari
  • Lesione del muscolo gastrocnemio del polpaccio

Terapia

Fintanto che la cisti di Baker non causa sintomi o disturbi particolari, non è necessaria alcuna cura. Spesso, questa condizione asintomatica rimane stabile e la cisti si riassorbe spontaneamente, senza alcun intervento; tale corcostanza si verifica, di solito, tra i bambini e gli adolescenti, le cui articolazioni sono sane (il tempo richiesto al riassorbimento varia dai 10 ai 20 mesi circa). Tuttavia, i pazienti affetti da artriti o da altri disturbi che predispongono alla formazione della cisti abbisognano di un trattamento terapeutico, poiché la situazione tende a degenerare. In simili circostanze, risulta irrealistico pensare a un miglioramento spontaneo: per esempio, la rottura di un menisco o di un legamento non guarisce spontaneamente, ma necessita un intervento chirurgico.
In questi casi, quindi, la terapia della cisti di Baker si pone due obiettivi:

  • Limitare i danni articolari del ginocchio, che causano, indirettamente, la cisti
  • Allievare i sintomi specifici della cisti di Baker

Infine, qualora la cisti assuma dimensioni notevoli e il dolore diventi insopportabile, si deve ricorrere alla chirurgia.

TRATTAMENTO DEI DANNI ARTICOLARI

Come si è detto, i danni all'articolazione del ginocchio, sviluppati nel corso degli anni, favoriscono la formazione della cisti di Baker. Rimediare a questi disturbi articolari, pur non rappresentando una cura specifica per la cisti di Baker, aiuta a rallentare la degenerazione della cisti stessa.
Per esempio, è assai utile applicare delle contromisure che riducano l'infiammazione e la sovrapproduzione di liquido sinoviale; liquido, che come si è detto, viene prodotto a scopo difensivo in presenza di artriti o danni meniscali o ai legamenti.

Pertanto, si agisce nel seguente modo:

  • Iniezione di corticosteroidi, per ridurre l'infiammazione.
  • Aspirazione del liquido sinoviale, direttamente dalla cisti
  • Riposo e arto inferiore sollevato
  • Cure specifiche, in artroscopia, delle sottostanti artriti e delle lesioni meniscali e dei legamenti.

CURA DEI SINTOMI SPECIFICI

Si possono applicare diversi trattamenti allo scopo di attenuare il dolore e l'eventuale espansione della cisti di Baker.

  • Calze o fasciatura compressive.
    Scopo: riducono il gonfiore, il rischio di rottura della cisti e gli effetti che tale evento potrebbe causare.
  • Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).
    Scopo: riducono l'infiammazione e limitano il dolore.
    Effetti collaterali: possibilità di sanguinamento gastrico, ulcerazione, nausea e vomito.
    Controindicazioni: per chi soffre di asma, ipertensione e insufficienza renale e cardiaca.
  • Ghiaccio.
    Scopo: riduce il gonfiore e il dolore.
    Applicazione: l'impacco di ghiaccio va mantenuto sulla zona interessata per 15-30 minuti e va ripetuto più volte al giorno. Meno di un quarto d'ora ha poco effetto; più di mezz'ora danneggia la pelle.
  • Stampelle.
    Scopo: riducono il peso sull'arto interessato. Un peso eccessivo può determinare una situazione di stress per il ginocchio, favorendo la formazione di ulteriore liquido sinoviale.
  • Fisioterapia.
    Scopo: rinforzare i muscoli e renderli più elastici serve ad attenuare lo stress ai danni dell'articolazione.

Adottare questi rimedi terapeutici è conveniente: essi, infatti, non presentano effetti collaterali particolari (tranne i FANS) e possono risolvere la cisti di Baker senza ricorrere all'intervento chirurgico.

CHIRURGIA

Se la cisti di Baker diventa di notevoli dimensioni e il dolore si fa insopportabile, il paziente va sottoposto ad un'operazione chirurgica.
Le possibilità di intervento sono due.
Un primo metodo, meno invasivo, è l'artroscopia. Tramite essa, si rimuove il liquido sinoviale in eccesso, presente all'interno della cisti. Se la cisti è causata da un danno articolare del ginocchio, è possibile risolvere entrambi i problemi durante il medesimo intervento di artroscopia.
Il secondo metodo è la recisione della porzione anatomica occupata dalla cisti di Baker. È, chiaramente un approccio più invasivo del primo; ad esso si ricorre quando l'artroscopia non dà i risultati sperati.

Prognosi

La prognosi, per un paziente con una o più cisti di Baker, dipende da diversi fattori. Per esempio, un individuo giovane, o addirittura un bambino, può ristabilirsi senza ricorrere a cure particolari. Pertanto, in questi casi, la prognosi è più che positiva.
Un adulto, invece, specie se anziano o con disturbi articolari al ginocchio, necessita di cure, anche chirurgiche. La prognosi, quindi, si fa peggiore.

La tabella riassume gli elementi che influenzano la prognosi della cisti di Baker:


Fattori per la prognosi:

  • Presenza o meno di danni articolari al ginocchio
  • Età del paziente
  • Insorgenza di complicazioni (per esempio, la rottura della cisti)
  • Tipo di trattamento, a cui si è sottoposto il paziente


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