Chetoni nelle urine

Il riscontro di chetoni nelle urine è tipico delle condizioni caratterizzate da un esaltato catabolismo di acidi grassi liberi in presenza di una ridotta disponibilità di glucosio. Dalle tappe metaboliche specificate più in basso, originano così i corpi chetonici, combustibili alternativi al glucosio ma non esattamente ecologici. L'accumulo di queste sostanze nel sangue (chetosi), infatti, ne diminuisce il pH fino a causare stanchezza, malessere generale, emissione di grandi quantità di urina, sete intensa, disidratazione, crampi, aritmie cardiache, respiro corto e frequente, sonnolenza e perdita di peso.

Normalmente le urine contengono tracce irrisorie di chetoni; quando la loro concentrazione ematica aumenta, però, il corpo cerca di disfarsene eliminandoli con le urine, dove aumentano sensibilmente di quantità.

Il riscontro di corpi chetonici nelle urine (chetonuria) è comune nel digiuno particolarmente prolungato (uguale o superiore a 18 ore), durante la gravidanza, nell'avvelenamento da isopropanolo, nelle persone che seguono diete chetogeniche, negli ustionati e dopo un intervento chirurgico. Tuttavia, la più caratteristica condizione accompagnata ad un aumento di corpi chetonici nelle urine rimane il diabete di tipo I, dove a fronte di elevati livelli di glucosio nel sangue la disponibilità intracellulare dello zucchero è molto bassa (per assenza di insulina). Più raramente, si riscontrano corpi chetonici nelle urine dei diabetici di tipo II, ad esempio nelle fasi di scompenso metabolico e malattie infettive acute (febbre) o per forti restrizioni alimentari intraprese allo scopo di ridurre la glicemia (ad esempio la dieta Atkins).

Tutti i diabetici dovrebbero eseguire il test per la chetonuria durante qualunque tipo di malattia intercorrente, quando sono presenti intensa glicosuria e notevole iperglicemia (>300 mg/dL), durante la gravidanza o in presenza di sintomi compatibili con la diagnosi di chetoacidosi (nausea, vomito, dolore addominale).

La determinazione dei chetoni nelle urine è ampiamente utilizzata nella diagnosi di diabete, nel monitoraggio del paziente diabetico insulinodipendente e soprattutto nella valutazione della chetoacidosi diabetica (chetosi + iperglicemia + acidosi ematica: rappresenta un' importante emergenza medica che può interessare sia il soggetto con diabete noto che il diabetico di prima diagnosi).

Sintesi dei corpi chetonici

 

Dall'ossidazione del glucosio nel ciclo di Krebs, viene prodotta una sostanza - l'ossalacetato - che si combina con l'acetil-CoA derivante dalla B-ossidazione degli acidi grassi liberi; da tale unione origina il citrato, che subisce il ciclo di reazioni di Krebs per un'ulteriore ossidazione fino ad anidride carbonica ed acqua. Se la disponibilità di ossalacetato è bassa (ridotta disponibilità intracellulare di glucosio) a fronte di elevate concentrazioni di acetil-CoA (spiccato catabolismo degli acidi grassi), due moli di acetil-CoA si uniscono formando acetoacetil-CoA, precursore dell'acetoacetato (un corpo chetonico), che a sua volta può originare 3-idrossibutirrato e acetone (gli altri due corpi chetonici).

Come si esegue l'esame e come interpretare i risultati

La ricerca di chetoni nelle urine può essere eseguita all'ospedale su un campione urinario, oppure a domicilio, mediante delle striscette da immergere nell'urina per misurare la presenza di chetoni; in quest'ultimo caso è molto importante il rispetto delle indicazioni mediche e di quelle riportate sulla confezione. In base ai risultati (colore assunto dalle striscette), qualora si rilevi la presenza di alte concentrazioni di corpi chetonici è bene procedere come consigliato dal medico o allertarlo al più presto in caso di dubbi.