Cheratosi

Generalità

Le cheratosi sono condizioni mediche caratterizzate da un'eccessiva crescita dello strato corneo della pelle. Ricco di cheratina, lo strato corneo è lo strato cellulare più esterno dell'epidermide; quest'ultima, insieme al derma, costituisce la pelle nel suo insieme.
cheratosiEsistono vari tipi di cheratosi. Tra le tipologie più importanti, meritano una citazione: la cheratosi attinica, la cheratosi seborroica, la cheratosi follicolare, l'ipercheratosi subungueale, la cheratosi palmoplantare e la cheratosi faringea.

Breve ripasso di cos'è lo strato corneo

La pelle (o cute) dell'essere umano è il risultato della sovrapposizione di numerosi strati di cellule.
Gli strati cellulari più esterni costituiscono la cosiddetta epidermide; quelli più interni (o profondi), invece, formano il cosiddetto derma. Quindi, l'epidermide sovrasta il derma e rappresenta la componente cutanea a diretto contatto con l'ambiente esterno.
Lo strato corneo della pelle dell'essere umano è lo strato cellulare più esterno dell'epidermide.
A comporre lo strato corneo della pelle umana sono circa una ventina di lamine cellulari sovrapposte, tutte molto simili tra loro e costituite da cellule morte e di forma appiattita.
Derivante da un processo noto come desquamazione, lo strato corneo della pelle umana è ricco di cheratina, una proteina filamentosa molto stabile e resistente.
Lo strato corneo è tanto più spesso quanto più è sottoposto a insulti meccanici: per esempio, a livello del palmo delle mani e sulla pianta dei piedi, il suo spessore è molto accentuato.
Nota bene: in genere, gli strati cellulari della pelle umana sono il risultato di numerosi sotto-strati cellulari, in cui gli elementi costituenti sono uguali o molto simili fra loro. Lo strato corneo sopra descritto ne è un esempio: le lamine cellulari di cui si è parlato sono, di fatto, sotto-strati cellulari.

Definizione

Cheratosi è il termine con cui i medici indicano qualsiasi condizione caratterizzata da un'eccessiva crescita dello strato corneo della pelle.
Per ragioni intuibili, le aree di cute protagoniste dei processi di cheratosi presentano quantità molto elevate di cheratina.
I più classici esempi di cheratosi sono i calli o le verruche.

Tipi di Cheratosi

Esistono numerosi tipi di cheratosi.
I tipi di cheratosi più noti sono: la cheratosi attinica, la cheratosi seborroica, la cheratosi follicolare, l'ipercheratosi subungueale, la cheratosi palmoplantare e la cheratosi faringea.

CHERATOSI ATTINICA

Foto Cheratosi Attinica


Il termine cheratosi attinica, o cheratosi solare, rimanda a una condizione della pelle caratterizzata dalla presenza di una o più squame eritematose sulla cute. Tali squame tendono a essere ruvide al tatto, spesso di colore normale ma talvolta pigmentate di giallo o grigiastre, circondate da un alone rosso e da teleangectasie.
La principale causa di cheratosi attinica è la prolungata e ripetuta esposizione al sole e ai raggi ultravioletti in generale. La cheratosi attinica non compare dopo una giornata al sole, ma dopo anni di esposizione ricorrente; in altre parole, è un fenomeno di tipo cumulativo (pluriesposizioni al sole), che si manifesta a distanza di molto tempo. Ciò spiega per quale motivo i soggetti con cheratosi attinica sono, per lo più, persone anziane.
Le parti del corpo maggiormente interessate dalla formazione di squame sono: il viso, le gambe, le braccia, il dorso delle mani e il cuoio cappelluto; non a caso, si tratta di aree anatomiche che, nel corso della vita dell'essere umano, sono molto esposte alla luce del sole.
Talvolta, la cheratosi attinica è anche responsabile di prurito e lesioni simili a verruche.
La cheratosi attinica può essere il preludio a un tumore maligno della pelle.
Nella maggior parte dei casi, per diagnosticare la cheratosi attinica è sufficiente l'esame obiettivo. Tuttavia, se dovessero esserci dubbi, il medico può sempre far ricorso a una biopsia cutanea, che è un test altamente attendibile.
La cheratosi attinica può guarire senza alcun trattamento specifico, ma, in questi frangenti, è alto il rischio di una recidiva, soprattutto se il paziente non evita l'esposizione al sole negli anni a seguire.
La messa in pratica di una terapia specifica consente una risoluzione più efficace del problema e il riduce il rischio di complicanze (tumore maligno della pelle).
Tra i trattamenti per la cheratosi attinica, rientrano:

  • L'utilizzo di sostanze farmacologiche in crema o gel, da applicare sull'area interessata. Sono farmaci indicati in caso di cheratosi attinica: il fluorouracile, l'imiquimod, l'ingenolo metubato e il diclofenac;
  • La cosiddetta terapia fotodinamica;
  • La rimozione delle squame, per mezzo della crioterapia o della cosiddetta raschiatura.
Fattori di rischio della cheratosi attinica:
  • Età superiore ai 40 anni
  • Vivere in ambienti soleggiati per gran parte dell'anno
  • Storia passata di prolungate esposizioni solari e/o ai raggi ultravioletti degli strumenti per l'abbronzatura artificiale
  • Avere una pelle chiara, capelli biondi e occhi chiari
  • Storia clinica di tumore della pelle
  • Possedere un sistema immunitario debole, per effetto, per esempio, di un trattamento chemioterapico, dell'AIDS o di una terapia a base di immunosoppressori

CHERATOSI SEBORROICA

Foto Cheratosi Seborroica


La cheratosi seborroica è, di fatto, un tumore benigno della pelle, che induce la formazione a livello cutaneo di macchioline (o papule) nero-brunastre in rilievo.
Al momento, nonostante i numerosi studi in merito, le precise cause di cheratosi seborroica rimangono un mistero.
Le aree anatomiche solitamente interessate dalla cheratosi seborroica sono la faccia, il torace, le spalle e la schiena.
Agli esordi, le papule hanno colore giallastro; solo in un secondo momento assumono il colore nero-brunastro. Le loro dimensioni possono essere estremamente diverse da caso a caso: ci sono pazienti con papule di un millimetro e pazienti con papule di un centimetro.
La presenza delle suddette papule non provoca dolore; tuttavia, se qualcosa le irrita, potrebbero provocare prurito e risultare molto fastidiose.
In genere, per diagnosticare la cheratosi seborroica è sufficiente l'esame obiettivo; se, però, dovessero permanere dei dubbi, il medico può ricorrere a una biopsia cutanea, che è un test altamente attendibile.
La cheratosi seborroica è una condizione con la quale è possibile convivere, senza ricorrere ad alcun tipo di trattamento. Precisato questo, ci sono pazienti che sentono la necessità di eliminare le papule per un motivo puramente estetico.
Tra i trattamenti per la cheratosi seborroica, rientrano: la criochirurgia, la raschiatura, l'elettrocauterizzazione e il laser.


Fattori di rischio della cheratosi seborroica:
  • Età superiore ai 40 anni
  • Storia familiare di cheratosi seborroica

CHERATOSI PILARE

Foto Cheratosi Seborroica


La cheratosi pilare, o cheratosi follicolare, è una condizione della pelle abbastanza comune, contraddistinta da un accumulo di cheratina a livello dell'apertura cutanea dei bulbi piliferi. Tale accumulo di cheratina è motivo di ostruzione ai danni della suddetta apertura.
L'insorgenza della cheratosi pilare coincide con la comparsa di papule puntiforme, simili a granuli, in genere ruvide e palpabili al tatto.
La cheratosi pilare può colpire sia i bambini sia le persone adulte.
Per motivi ancora sconosciuti, nei bambini, le aree anatomiche maggiormente interessate sono le guance e le tempie; negli adulti, invece, le zone del corpo di maggiore interesse sono le cosce, i glutei e le braccia.
La cheratosi pilare è una condizione che tende a scomparire spontaneamente con l'invecchiamento.
Tuttavia, è bene precisare che la medicina ha messo a disposizione delle persone con cheratosi pilare alcuni trattamenti terapeutici aventi lo scopo di velocizzare il processo di risoluzione delle papule.
Tra i trattamenti per la cheratosi pilare, rientrano:

La cheratosi pilare non è un problema grave, ma è comunque un disturbo poco gradito dal punto di vista estetico.


Esistono vari sottotipi di cheratosi pilare, alcune delle quali sono particolarmente aggressive.
Tra i sottotipi di cheratosi pilare molto aggressivi, meritano una citazione: la cheratosi pilare rossa atrofizzante, la cheratosi follicolare spinulosica decalvante di Siemens e la cheratosi pilare acquisita sintomatica.

IPERCHERATOSI SUBUNGUEALE

Il termine ipercheratosi subungueale fa riferimento a una deformità dell'unghia, successiva a un accumulo di cheratina in corrispondenza del letto ungueale e/o dell'iponichio.
La presenza di ipercheratosi subungueale coincide con un ispessimento della lamina ungueale e con un suo sollevamento; il sollevamento è dovuto a un deposito di squame, il quale può avere spessore variabile e un colorito bianco-giallastro o bianco-argenteo.
Tra le possibili complicanze dell'ipercheratosi subungueale, rientrano l'onicolisi (ossia il distacco dell'unghia) e lo sbriciolamento della lamina ungueale.
L'ipercheratosi subungueale è una condizione che accompagna molto spesso la psoriasi ungueale.

CHERATOSI PALMOPLANTARE

Foto Cheratosi Palmoplantare


Cheratosi palmoplantare, o cheratodermia palmoplantare, è il termine medico che indica un ispessimento, localizzato o generalizzato, della pelle del palmo delle mani o della pianta dei piedi.
Chiaramente, l'ispessimento della pelle in questione interessa lo strato corneo dell'epidermide.
La cheratosi palmoplantare può essere una condizione ereditaria oppure acquisita. Se è ereditaria, significa che è dovuta a una mutazione genetica trasmessa al paziente da uno o entrambi i genitori; se è acquisita, invece, vuol dire che il paziente l'ha sviluppata nel corso della vita, di solito a causa di un fattore ambientale.
I medici patologi riconoscono l'esistenza di 3 tipi di cheratosi palmoplantare: la cheratosi palmoplantare diffusa, la cheratosi palmoplantare focale e la cheratosi palmoplantare puntata.
La cheratosi palmoplantare diffusa interessa uniformemente tutta la pianta dei piedi e/o tutto il palmo della mano, con ispessimenti evidenti e consistenti.
La cheratosi palmoplantare focale si caratterizza per ispessimenti localizzati, soprattutto sui piedi. In genere, le parti di piede maggiormente colpite sono quelle più esposte a frizioni e pressioni.
Infine, la cheratosi palmoplantare puntata comporta la formazione di piccole e lievi protuberanze su buona parte della pianta del piede e/o su buona parte del palmo della mano.
In genere, la cheratosi palmoplantare acquisita è del tipo diffuso o focale e si accompagna ad altre condizioni mediche, tra cui: eczema, psoriasi, infezioni, tumori maligni a carico di un organo interno e problemi di circolazione.
Tra i trattamenti utili a ridurre la cheratosi palmoplantare, rientrano: emollienti, sostanze cheratolitiche, retinoidi a uso topico, farmaci topici a base di vitamina D e retinoidi a somministrazione sistemica.

CHERATOSI FARINGEA

La cheratosi faringea è una condizione medica caratterizzata da una crescita eccessiva della cheratina sulla superficie della faringe; la faringe è la regione posteriore della bocca e, in genere, è conosciuta ai più come gola.
Per effetto della cheratosi faringea, compaiono dei puntini bianco-giallastri sulla faringe, che, in alcune circostanze, possono invadere anche le aree ricoperte dalle tonsille palatine, la tonsilla faringea e la tonsilla linguale.
Per quanto concerne il quadro sintomatologico, la cheratosi faringea potrebbe essere motivo di dolore durante la deglutizione.
Al momento attuale, non esistono trattamenti efficaci contro la cheratosi faringea. Tuttavia, la scoperta di una terapia efficace contro tale problematica non è una priorità, in quanto le persone con cheratosi faringea guariscono spontaneamente dal disturbo dopo un certo lasso di tempo.



Ultima modifica dell'articolo: 19/10/2016