Cause del Diabete

Premessa

Il diabete mellito, o più semplicemente diabete, è una malattia metabolica causata da alterazioni dell'insulina, un ormone fondamentale per mantenere nella norma i livelli di glucosio (zucchero) nel sangue.
Esistono diverse tipologie di diabete mellito, alcune decisamente più comuni e note di altre. Tra le tipologie più comuni, figurano il diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2 e il diabete gestazionale; tra le meno comuni, invece, rientrano, il cosiddetto diabete secondario e il diabete MODY.
La caratteristica che accomuna tutte le tipologie di diabete mellito è l'iperglicemia, ossia l'alta concentrazione di glucosio nel sangue.


Cause del Diabete

Cause di diabete

Le cause del diabete sono riassumibili in tre punti:

  1. Ridotta disponibilità di insulina. Per capire: c'è meno insulina di quanta ne servirebbe all'organismo per il suo corretto funzionamento;
  2. Impedimento alla normale azione dell'insulina. Per capire: l'insulina è presente, ma l'organismo non riesce a farne buon uso;
  3. Combinazione dei due sopraccitati fattori. Per capire: l'insulina nell'organismo è poca e non funziona in modo adeguato.

Nei prossimi capitoli di questo articolo, il lettore troverà una descrizione accurata delle cause del diabete di tipo 1, del diabete di tipo 2 e del diabete gestazionale.


Si ricorda ai lettori che a produrre l'insulina – ossia l'ormone attorno a cui verte il diabete mellito – sono le cellule beta delle isole di Langerhans del pancreas.

Cause diabete tipo 1

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune. A causarla, infatti, è un malfunzionamento del sistema immunitario – cioè la barriera dell'organismo contro virus, batteri e altre minacce simili – il quale, riconoscendo come estranee le cellule beta pancreatiche delle isole di Langerhans, le aggredisce e le distrugge.

Chiaramente, con la distruzione delle cellule beta pancreatiche delle isole di Langerhans, vengono a mancare il sistema di produzione dell'insulina e la conseguente insulina, che serve a regolare i livelli di glucosio nel sangue.


In breve: la causa del diabete di tipo 1 è una ridotta disponibilità di insulina, dovuta alla perdita, per distruzione, delle cellule pancreatiche deputate alla produzione di questo ormone.


Sulla base dei loro studi, medici ed esperti in materia ritengono che l'insorgenza del diabete di tipo 1 dipenderebbe da una combinazione tra precisi fattori genetici, che conferiscono una certa predisposizione allo sviluppo della malattia in questione, e fattori ambientali, come per esempio alcune infezioni virali o un certo regime dietetico, che agiscono da elementi concretizzanti la suddetta predisposizione.


Ruolo dei fattori ambientali sulla comparsa del diabete di tipo 1

Secondo le teorie più attendibili, la predisposizione genetica al diabete di tipo 1 si concretizzerebbe nella malattia vera e propria, nel momento in cui il soggetto interessato contrae una certa infezione virale; in altre parole, i soggetti predisposti geneticamente al diabete di tipo 1 svilupperebbero quest'ultimo, soltanto dopo aver contratto una certa malattia virale.
Per assurdo, ammettendo sempre che le teorie in questione siano corrette, se non avesse luogo il contatto tra l'individuo geneticamente predisposto e  l'agente patogeno scatenante il diabete di tipo 1, quest'ultimo non insorgerebbe.


Dettagli di come il sistema immunitario distrugge le isole di Langerhans

Nel diabete di tipo 1, a innescare il processo distruttivo ai danni delle isole di Langerhans del pancreas sono alcuni anticorpi anomali, chiamati nel caso specifico autoanticorpi anti-insula pancreatica (“insula” significa isola). Infatti, oltre ad aggredire le cellule beta pancreatiche delle suddette isole di Langerhans, questi autoanticorpi anti-insula pancreatica fungono da attivatori di altre cellule “ribelli” del sistema immunitario, le quali completano l'opera di distruzione.

Cosa accade nel diabetico di tipo 1?

Nel malato di diabete di tipo 1, la produzione di insulina subisce una riduzione drastica, che in alcuni casi può giungere perfino al suo completo azzeramento.
L'unico momento della malattia, in cui è ancora possibile osservare una soddisfacente secrezione di insulina, è la fase iniziale, ossia quando il diabete di tipo 1 fa la sua comparsa.

La conferma diagnostica della presenza di una certa attività secretoria può arrivare dal dosaggio nel sangue del cosiddetto peptide C, un elemento costituente il precursore dell'insulina.

Fattori di rischio del diabete di tipo 1

In breve, i fattori di rischio del diabete di tipo 1 sono:

  • Una storia familiare di diabete di tipo 1;
  • L'esposizione a certi virus;
  • Alcuni fattori dietetici, come per esempio la ridotta assunzione di vitamina D o l'assunzione precoce di latte vaccino;
  • La provenienza da particolari aree geografiche, come per esempio la Svezia o la Finlandia. 

Cause diabete tipo 2

Nel diabete di tipo 2, l'iperglicemia può dipendere da due alterazioni: l'insolita resistenza dei tessuti all'azione dell'insulina (insulino-resistenza) e la scarsa produzione di insulina da parte delle cellule beta pancreatiche delle isole di Langerhans (deficit di secrezione dell'insulina).
Queste due alterazioni possono agire singolarmente oppure, come accade nella maggior parte delle circostanze, tendono a sommarsi l'una all'altra; in ogni caso, l'effetto finale è sempre una condizione di iperglicemia.
È interessante far notare al lettore che, nel diabete di tipo 2, la resistenza dei tessuti all'azione dell'insulina comporta un'iperstimolazione delle isole di Langerhans, le quali, però, sono del tutto impreparate a esaudire anche solo in modo minimamente soddisfacente la richiesta di maggiore insulina.

Tutto ciò, oltre a decretare l'incremento della glicemia al di sopra dei valori di normalità, determina anche la brusca accelerazione del processo di declino, che coinvolge le cellule del pancreas destinate alla produzione di insulina.


In breve: le possibili cause del diabete di tipo 2 sono l'insensibilità dei tessuti all'azione dell'insulina e il progressivo declino, fino alla perdita completa, della capacità propria delle isole di Langerhans di produrre insulina.


Come nel caso del diabete di tipo 1, anche nel caso del diabete di tipo 2, medici e scienziati ritengono che la condizione in questione (con tutte le sue particolarità sopradescritte) dipenda da una combinazione tra fattori genetici predisponenti e fattori ambientali.
Tra i fattori ambientali di maggiore rilievo, figurano:

  • L'obesità. L'aumento del peso corporeo comporta un aumento nella sintesi di trigliceridi, i quali, essendo in eccesso, vanno ad accumularsi anche nelle cellule pancreatiche. L'accumulo di trigliceridi nelle cellule pancreatiche diminuisce la funzione di quest'ultime;
  • La sedentarietà. Studi scientifici hanno dimostrato che l'esercizio fisico ostacola l'insorgenza del diabete di tipo 2;
  • L'invecchiamento. Attendibili ricerche mediche hanno osservato che l'età avanzata contribuisce a rendere manifesti i difetti genetici che sono alla base del diabete di tipo 2;
  • Una dieta ricca di zuccheri semplici. L'assorbimento degli zuccheri semplici richiede molta insulina. Pertanto, in una persona predisposta al diabete mellito, l'assunzione di troppi zuccheri semplici ha l'effetto di esaurire la capacità, già limitata per motivi genetici, delle cellule beta del pancreas di produrre insulina.
  • L'ipertensione;
  • Livelli di colesterolo HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) inferiori o uguali a 35 mg/ml;
  • Livelli di trigliceridi maggiori o uguali a 250 mg/ml.

Molto spesso, nelle persone con diabete di tipo 2, il declino della produzione di insulina da parte delle isole di Langerhans ha avuto inizio circa 10 anni prima della diagnosi della suddetta malattia, diagnosi che avviene solitamente quando la funzione delle cellule beta pancreatiche è ridotta del 70%.

Cosa accade nel diabetico di tipo 2?

Nel malato di diabete di tipo 2, è possibile assistere a un fenomeno particolare, per cui la produzione di insulina è normale o addirittura aumentata, ma, nonostante questo, non soddisfa le necessità del soggetto interessato.
Il prolungato deficit di insulina riguardante il paziente comporta, a lungo andare, l'ulteriore peggioramento della diminuita sensibilità dei tessuti del corpo all'azione dell'ormone. In altre parole, nel malato di diabete di tipo 2, si assiste a un progressivo peggioramento dell'insulino-resistenza.

Fattori di rischio del diabete di tipo 2

Brevemente, i fattori di rischio del diabete di tipo 2 sono:

Cause diabete gestazionale

Esclusivo del mondo femminile, il diabete gestazionale è una possibile conseguenza degli sconvolgimenti ormonali che caratterizzano lo stato di gravidanza.
Entrando maggiormente nei dettagli, a causare il diabete gestazionale può essere l'insulino-resistenza derivante dall'azione di alcuni ormoni della placenta (insulino-resistenza che non è adeguatamente contrastata da una maggiore produzione di insulina, da parte delle isole di Langerhans del pancreas).
In altre parole, il diabete gestazionale insorge quando, di fronte alla condizione di insulino-resistenza imposta da alcuni ormoni della placenta, il pancreas non è in grado di rispondere con una maggiore produzione di insulina (maggiore produzione di insulina che, invece, ha luogo nelle donne incinte prive di diabete gestazionale).


Alcune curiosità sul diabete gestazionale

Secondo alcune statistiche, il diabete gestazionale colpirebbe il 4-8% delle donne incinte.
In genere, è una condizione transitoria, che sparisce al termine della gravidanza; più raramente, è una condizione che può trasformarsi in diabete di tipo 2.

Fattori di rischio del diabete gestazionale

In sintesi, i fattori di rischio del diabete gestazionale sono:

  • L'età superiore ai 25 anni;
  • Una storia familiare di diabete di tipo 2;
  • Il sovrappeso o l'obesità prima della gravidanza;
  • L'appartenenza alla razza nera, ispanica, indiana d'America e asioamericana.

Cause diabete secondario

Il diabete secondario è quella tipologia di diabete mellito risultante da malattie o particolari condizioni non prettamente patologiche, che contrastano la secrezione o l'azione dell'insulina.
Tra le malattie capaci di causare diabete secondario, figurano:

Per quanto concerne invece le condizioni di natura non patologica capaci di indurre diabete secondario, tra queste rientrano:

  • L'assunzione costante di alcuni specifici farmaci, tra cui i diuretici tiazidici, i corticosteroidi, gli antiepilettici atipici e gli inibitori delle proteasi.
  • La pancreasectomia, ossia la rimozione chirurgica totale o parziale del pancreas. In genere, tale operazione chirurgica è dovuta a una grave malattia del pancreas (es: tumore).
  • L'esposizione a certe tossine o sostanze chimiche, come per esempio gli ftalati o i pesticidi, e l'eccessivo inquinamento atmosferico.

Cause diabete MODY

La dicitura “diabete MODY” include una serie di forme di diabete, la cui causa è la mutazione di uno di quei geni fondamentali per la corretta produzione di insulina, da parte delle cellule beta pancreatiche delle isole di Langerhans.
Esempi di malattie monogeniche a trasmissione autosomica dominante, le forme di diabete MODY si caratterizzano per un'iperglicemia moderata e l'insorgenza in giovane età.


Curiosità: cosa vuol dire MODY
La sigla MODY è l'acronimo inglese di Maturity Onset Diabetes of the Young, che in italiano potrebbe tradursi come “diabete dell'età adulta nel giovane”.


Patofisiologia

Prima di descrivere in linea generale la patofisiologia del diabete mellito, è necessario un recupero di alcune informazioni relative all'insulina:

  • L'insulina è il principale ormone del corpo umano che regola il passaggio del glucosio dal sangue a: il fegato, i muscoli (eccetto quelli lisci) e i tessuti adiposi. Questa è la ragione per cui l'insulina gioca un ruolo centrale in tutte le tipologie di diabete mellito.
  • Per l'organismo umano il glucosio equivale al carburante per un'automobile.
    Nell'essere umano, le fonti principali di glucosio sono tre: il cibo assorbito a livello intestinale, il processo della glicogenolisi (degradazione del glicogeno in glucosio) e il processo di gluconeogenesi (sintesi di glucosio a partire da precursori non glucidici, come per esempio gli aminoacidi).
  • Come anticipato, l'insulina svolge un ruolo fondamentale nel regolare i livelli di glucosio nell'organismo umano. Infatti, è in grado di: inibire la degradazione del glicogeno (ossia la glicogenolisi) o la gluconeogenesi, stimolare l'ingresso del glucosio nel tessuto adiposo e muscolare e, infine, favorire la glicogenosintesi (ossia l'assemblaggio di glicogeno a partire da glucosio).
  • La secrezione dell'insulina spetta alle cellule beta delle isole di Langerhans, situate nel pancreas.
    Le cellule beta delle isole di Langerhans si attivano, producendo insulina, quando i livelli di glucosio nel sangue (glicemia) aumentano.
    Per logica, le stesse cellule pancreatiche si disattivano, smettendo temporaneamente di produrre insulina, nel momento in cui i livelli di glucosio nel sangue sono decisamente scadenti; inoltre, in tali circostanze, entra in gioco un altro ormone, il glucagone, che agisce in modo opposto all'insulina, inducendo la degradazione del glicogeno in glucosio.
  • Se la quantità di insulina disponibile è insufficiente alle esigenze dell'organismo (deficit di secrezione dell'insulina), e/o se i tessuti dell'organismo rispondono male o non rispondono affatto all'azione dell'insulina (insulino-resistenza) o, infine, se l'insulina è difettosa (complice un difetto genetico) – tutte condizioni, queste, che possono causare il diabete mellito – viene a mancare la possibilità di assorbimento del glucosio ematico da parte di fegato, muscoli e tessuto adiposo. L'effetto della permanenza del glucosio nel sangue è l'innalzamento oltre la normalità dei livelli di glicemia (iperglicemia).

In tutti i tipi di diabete mellito, la glicemia è elevata tanto a digiuno, quanto e ancora di più dopo i pasti.
Quando il glucosio nel sangue è così alto da superare la capacità dei reni di eliminarlo (180 mg/dl), compare glicosuria, cioè glucosio nelle urine. Se di notevole entità, la glicosuria determina l'aumento della pressione osmotica dell'urina e l'inibizione del riassorbimento di acqua da parte dei reni, con conseguente incremento finale della produzione di urina (poliuria) e della perdita di liquidi con quest'ultima.
La poliuria del diabetico spiega la contemporanea presenza di polidipsia, cioè la sensazione di sete intensa.
Nei malati di diabete, quando il glucosio nel sangue raggiunge concentrazioni molto elevate, può reagire e legarsi ad alcune proteine dell'organismo, tra cui anche l'emoglobina. In ambito biologico, tale processo (unione non enzimatica tra glucosio e proteine) prende il nome di glicazione.
La glicazione altera in maniera considerevole le funzioni biologiche delle proteine interessate e, nel malato di diabete mellito, sembra avere un ruolo chiave nell'insorgenza delle tipiche complicanze vascolari a lungo termine, note come microangiopatia e macroangiopatia.


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Ultima modifica dell'articolo: 11/07/2017

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