Carenza di Vitamina D

Generalità

La carenza di vitamina D, o ipovitaminosi D, è la condizione medica derivante dall'assenza di appropriati livelli di vitamina D nell'organismo; appropriati livelli di vitamina D sono fondamentali per la buona salute ossea e, secondo studi di epoche recenti, per la buona salute cardiovascolare.
La carenza di vitamina D può dipendere da vari fattori, tra cui: un'inadeguata esposizione solare, un insufficiente apporto alimentare della vitamina in questione, la presenza di malattie renali o epatiche, un aumento del fabbisogno e l'assunzione di alcuni specifici farmaci.

Carenza vitamina D

L'applicazione di creme solari, fondamentale soprattutto in tenera età per prevenire il tumore della pelle, può limitare quasi completamente la sintesi cutanea di vitamina D.

Le principali conseguenze della carenza di vitamina D nell'essere umano sono il rachitismo, nei soggetti di giovane e giovanissima età, e l'osteomalacia e l'osteoporosi, negli individui adulti.
Per diagnosticare la carenza di vitamina D, i medici ricorrono alla misurazione dei livelli sanguigni di calcidiolo, anche noto come 25-idrossicalciferolo.
Il tipico trattamento della carenza di vitamina D consiste in una terapia causale e in una terapia atta a risollevare, nell'immediato, i livelli vitaminici carenti.

Breve ripasso della vitamina D

Conosciuta anche come “vitamina del sole”, la vitamina D è un composto organico liposolubile, simile per struttura chimica agli ormoni steroidei, deputato a ricoprire importanti funzioni nell'organismo umano, tra cui:

Per l'essere umano, l'approvvigionamento naturale di vitamina D dipende dall'esposizione alla luce del sole – la quale permette la conversione a livello cutaneo di uno spefico precursore – e dall'assunzione di alcuni specifici alimenti (es: l'olio di fegato di merluzzo).
È doveroso precisare che, affinché abbia gli effetti sopra riportati, la vitamina D generata mediante l'esposizione alla luce solare e assunta tramite la dieta deve subire due reazioni di idrossilazione, che la rendono biologicamente attiva; tali reazioni hanno luogo nel fegato e nei reni.


Curiosità: in condizioni normali, un'adeguata esposizione alla luce solare è sufficiente a soddisfare il fabbisogno di vitamina D dell'organismo umano.
Tuttavia, per motivi di sicurezza, i medici consigliano comunque una certa assunzione di vitamina D anche attraverso la dieta.

Cos'è la carenza di vitamina D?

La carenza di vitamina D è la condizione risultante dall'assenza di adeguate quantità di vitamina D nell'organismo.
Detto altrimenti, è la situazione che rispecchia un livello di vitamina D insufficiente a mantenere in salute l'organismo dell'essere umano.
In medicina, la carenza di vitamina D è anche nota come ipovitaminosi D.

Epidemiologia

Secondo l'Università di Harvard, a livello mondiale, la carenza di vitamina D riguarderebbe circa un miliardo di persone.

Cause

La carenza di vitamina D può avere cause diverse; infatti, può dipendere da:

  • Un insufficiente apporto alimentare della vitamina in questione;
  • Un'inadeguata esposizione al sole (in particolare ai raggi UVB). Ciò può essere riconducibile a:
    • Ridotta attività fisica all'aria aperta;
    • Pelle scura;
    • Vivere in zone molto distanti dall'equatore;
    • Eccessivo uso di creme solari (una crema solare con protezione 15 blocca circa il 99% della produzione cutanea di vitamina D).
  • Un aumento del fabbisogno di vitamina D;
  • Un alterato assorbimento intestinale;
  • La presenza di condizioni mediche, come le malattie epatiche o le malattie renali, le quali compromettono la conversione della vitamina D biologicamente inattiva nella sua forma biologicamente attiva (N.B: si ricorda che fegato e reni sono la sede in cui ha luogo la sopraccitata conversione);
  • Una terapia a base di farmaci che interferiscono con il normale metabolismo della vitamina D (es: anticonvulsivanti, colestiramina, glucocorticoidi, antifungini, antivirali, medicinali antirigetto ecc.).

Fattori di rischio

Ad aumentare il rischio di carenza di vitamina D contribuiscono diversi fattori, tra cui:

  • Fumo di sigaretta (perché altera il metabolismo della vitamina D);
  • Età avanzata (perché, a causa dell'invecchiamento, la cute perde parte della sua efficienza produttiva);
  • Obesità (perché il tessuto adiposo sequestra la vitamina D e in questo modo ne riduce la biodisponibilità);
  • Assunzione di farmaci che interferiscono con il metabolismo della vitamina D (es: anticonvulsivanti, glucocorticoidi ecc.);
  • Pelle scura (perché si accompagna a una minore efficienza produttiva cutanea);
  • Alcolismo (perché compromette l'assorbimento intestinale della vitamina D);
  • Presenza di osteoporosi;
  • Allattamento al seno per lunghi periodi di tempo (perché il latte materno rappresenta una scarsa fonte di vitamina D);
  • Presenza di morbo di Crohn o celiachia (perché compromettono l'assorbimento della vitamina D a livello intestinale);
  • Presenza di bypass gastrico (perché riduce l'efficienza di assorbimento della vitamina D lungo le vie dell'apparato digerente).

Oltre a ciò, poi, è doveroso aggiungere (in alcuni frangenti si tratta di una ripetizione) che la carenza di vitamina D è più frequente tra:

Sintomi e conseguenze

La carenza di vitamina D compromette in modi diversi la mineralizzazione ossea, il che contribuisce allo sviluppo di malattie come il rachitismo, nei bambini, e l'osteomalacia e l'osteoporosi, negli adulti.
Tuttavia, l'ipovitaminosi D non si limita a questo: recentemente, infatti, gli esperti hanno evidenziato che la sua presenza è associata a un aumento non trascurabile del rischio cardiovascolare e della predisposizione a malattie, quali diabete, ipertensione, dislipidemie e sindrome metabolica.
Alla luce di ciò, quindi, è possibile affermare che, se un tempo la vitamina D era associata esclusivamente alla salute ossea, oggi – grazie a nuove conoscenze in campo scientifico – risulta essere importante anche per molti organi e tessuti corporei diversi dal tessuto osseo, in particolare a livello cardiovascolare.

Quali sintomi caratterizzano la carenza di vitamina D?

La carenza di vitamina D è una condizione alquanto subdola, in quanto tende a palesarsi (con una certa sintomatologia) solo nel momento in cui i livelli di vitamina D sono davvero molto bassi.
Detto questo, in un individuo, la carenza di vitamina D sintomatica può causare:

Rachitismo

Nel rachitismo si ha un difetto di mineralizzazione ossea, che comporta nel tempo il cedimento e la deformazione delle ossa sotto il carico del peso corporeo e della tensione muscolare. Ciò spiega per quale motivo, nel soggetto rachitico, le gambe appaiono storte, la mascella deformata, la cassa toracica incavata a livello dello sterno (pectus excavatum), il viso particolarmente stretto e deforme.
Fortunatamente, il progressivo miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e la sempre maggiore diffusione della profilassi vitaminica, sin dal periodo neonatale, hanno ridotto di molto, rispetto a diversi decenni fa, la diffusione di questa malattia da carenza di vitamina D.
Comunque sia, è buona norma avviare il bambino, già poco dopo la nascita, a una vita sana all'aria aperta, esponendolo frequentemente e con regolarità alla luce solare, senza fasciarlo in modo eccessivo nei mesi invernali e proteggendolo con apposite creme in caso di esposizioni solari prolungate.


Curiosità

Il rachitismo è più frequente nei neonati e nei bambini di razza nera, per via della pelle scura che, come si è detto in altre circostanze, rappresenta un fattore favorente la carenza di vitamina D.

Osteomalacia

L'osteomalacia è una malattia metabolica caratterizzata dalla rarefazione macroscopica delle ossa, le quali, di conseguenza, risultano dolenti e più inclini alle fratture.
Equivalente al rachitismo nell'essere umano di giovane età, l'osteomalacia rispecchia un difetto di mineralizzazione ossea, difetto che può essere dovuto non solo a un'insufficiente apporto di vitamina D, ma anche di calcio e/o fosforo.

Osteoporosi

L'osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro che provoca un forte indebolimento delle ossa. Responsabile di una maggiore tendenza alle fratture, tale indebolimento trova origine nel deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo e nella conseguente riduzione della massa minerale ossea.
Sebbene comporti anch'essa una maggiore fragilità ossea e un'inclinazione alle fratture, l'osteoporosi è notevolmente diversa dall'osteomalacia. Infatti, se nell'osteoporosi il processo di mineralizzazione avviene in modo corretto, nell'osteomalacia – come del resto si è affermato nel sottocapitolo dedicato – lo stesso processo è difettoso.

Carenza di vitamina D, rischio cardiovascolare e non solo

Al momento, è ancora poco chiaro il ruolo della carenza di vitamina D nell'insorgenza delle malattie cardiovascolari, dell'ipertensione, del diabete, delle dislipidemie e della sindrome metabolica. Gli esperti, infatti, devono ancora stabilire se la carenza vitaminica in questione agisca in modo diretto, nel determinare le sopraccitate condizioni patologiche, o debba invece essere associata all'obesità (un dimostrato fattore di rischio delle malattie cardiovascolari, dell'ipertensione ecc.).
I dubbi in merito (coinvolgimento diretto della carenza di vitamina D o mediato dall'obesità?) derivano dalla dimostrazione che gli obesi hanno una tendenza maggiore a presentare bassi livelli circolanti di vitamina D, rispetto ai soggetti normopeso, essenzialmente per due motivi: stile di vita sedentario (che comporta una scarsa esposizione solare) e sequestro vitaminico nel tessuto adiposo.

Altre conseguenze

Oltre a pregiudicare la salute ossea e a rappresentare un fattore di rischio cardiovascolare, la carenza di vitamina D può avere altre conseguenze:

  • È una potenziale causa di periodontite, ossia l'infiammazione delle ossa che sostengono i denti. Se degenera, la periodontite può causare la perdita dei denti;
  • Ha effetti immunodepressori, cioè è in grado di ridurre l'efficienza del sistema immunitario. Pertanto, l'individuo con una carenza di vitamina D è più soggetto a infezioni;
  • Può determinare uno stato di insulino-resistenza, ossia la condizione per cui le cellule dell'organismo presentano una scarsa sensibilità all'insulina;
  • Sentimenti di depressione. Al momento attuale, sono in corso studi per approfondire la relazione tra carenza di vitamina D e calo dell'umore.

Diagnosi

Per conoscere i livelli di vitamina D presenti in un essere umano, i medici misurano la concentrazione sierica del 25-idrossicalciferolo, noto anche come calcidiolo o 25-OH-D.

Il 25-idrossicalciferolo è la forma con cui la vitamina D di origine solare e alimentare circola nel sangue dell'essere umano; in altre parole, nel sangue la vitamina D assume le sembianze del 25-OH-D.
Per esprimere la concentrazione del 25-idrossicalciferolo, esistono due unità di misura: la nanomole per litro, scritta più comunemente come nmol/l, e il nanogrammo per millilitro, identificato solitamente con ng/ml.

Un individuo presenta un'adeguata quantità di vitamina D quando la concentrazione di 25-OH-D è compresa tra le 75 nmol/l (30ng/ml) e le 200 nmol/L (80ng/ml). I medici, pertanto, cominciano a parlare di carenza di vitamina D, quando la concentrazione di 25-OH-D è inferiore alle 30 nmol/l (12 ng/ml).
La tabella sottostante riporta gli intervalli di concentrazioni del 25-OH-D che servono a stabilire il livello di vitamina D presente nel corpo umano:


Condizione Concentrazione in nmol/l Concentrazione in ng/ml
Carenza <30 nmol/l <12 ng/ml
Insufficienza Tra 30 nmol/l e 75 nmol/l Tra 12 ng/ml e 30 ng/ml
Normalità Tra 75 nmol/l e 200 nmol/L Tra 30 ng/ml e 80 ng/ml
Eccesso >200 nmol/l >80 ng/ml
Tossicità >375 nmol/l >150 ng/ml

Come si chiama il test della misurazione ematica della vitamina D?

Il test per la misurazione dei livelli ematici di vitamina D prende il nome di dosaggio del 25-OH-D.
Per la raccolta di un campione di sangue da sottoporre al dosaggio del 25-OH-D è sufficiente un semplice prelievo sanguigno.

Ricerca delle cause: perché è importante?

Una volta appurata la presenza di una carenza di vitamina D, l'individuo interessato dovrà sottoporsi a un'anamnesi accurata e ad altri esami diagnostici, che servono al medico curante per risalire alle cause scatenanti la carenza vitaminica in questione.
Solo grazie alla conoscenza dei fattori causali è possibile pianificare la terapia più adeguata.

Terapia

La carenza di vitamina D impone una terapia causale, cioè mirata a contrastare le cause dei bassi livelli di vitamina in questione, e una terapia atta a ripristinare un livello normale della cosiddetta “vitamina del sole”.
La terapia causale varia da paziente a paziente, a seconda del fattore scatenante (ecco spiegata l'importanza di conoscere le cause precise della carenza); la terapia atta ad annullare la carenza, invece, consiste generalmente in un regime dietetico ricco di alimenti naturalmente ad alto contenuto di vitamina D oppure di alimenti fortificati con quest'ultima, e nell'assunzione di integratori specifici.
Mentre la terapia causale ha effetti nel lungo periodo (quindi non immediati), la terapia volta a rimediare alla carenza è realizzata specificatamente per agire nel breve periodo, in quanto la persistenza di bassi livelli di vitamina D è, come si è visto, pericolosa per la salute.


Curiosità: l'integrazione di vitamina D a chi può servire?

I medici potrebbero raccomandare una specifica integrazione di vitamina D alle donne in gravidanza e che allattano, ai lattanti nutriti con latte materno (perché, come già detto, povero della vitamina in questione) e, talvolta, ai bambini e ai ragazzi.
In merito ai dosaggi delle integrazioni, questi dipendono da vari fattori, tra cui anche la latitudine di residenza.

Esempio di terapia causale

Se la carenza di vitamina D è dovuta a un'inadeguata esposizione solare, la terapia causale consiste, molto semplicemente, nel cambiare stile di vita ed esporsi al sole per almeno 15-20 minuti al giorno, senza creme solari protettive.

Cosa e quali sono gli alimenti fortificati in vitamina D?

Brevemente, un alimento fortificato in vitamina D è un alimento a cui è stata aggiunta vitamina D,  per aumentare l'assunzione di tale nutriente da parte di chi ne fa uso.
In commercio, tra gli alimenti fortificati in vitamina D, rientrano:

Quali alimenti contengono più vitamina D?

Buone fonti alimentari di vitamina D, altamente consigliate per rimediare a una carenza della suddetta vitamina, sono:

 Attenzione alle assunzioni elevate di vitamina D

È doveroso ricordare ai lettori che un'assunzione elevata di vitamina D può dare luogo a fenomeni di tossicità; pertanto, prima di assumere integratori specifici di vitamina D è importante consultare il proprio medico e affidarsi ai suoi consigli.
Tra le conseguenze (cioè i sintomi e i segni) di un sovradosaggio di vitamina D, rientrano:

Prevenzione

Una corretta prevenzione della carenza di vitamina D è riassumibile in 4 punti:

  • Esposizione al sole, senza creme solari, almeno 15 minuti ogni giorno;
  • Includere nella dieta un'adeguata quantità di alimenti ad alto contenuto di vitamina D;
  • Ricorrere a integratori di vitamina D, se uno dei due precedenti punti è difficilmente percorribile;
  • Ricorrere ad alimenti fortificati in vitamina D, se uno dei primi due punti è difficilmente percorribile.

Quali strategie possono adottare gli anziani per prevenire la carenza di vitamina D e le malattie ossee conseguenti?

Il fabbisogno alimentare di vitamina D aumenta con il passare degli anni, in quanto di pari passo diminuisce l'abilità della pelle di sintetizzare la suddetta vitamina e la capacità dei reni di operare l'ultima reazione di attivazione.
Tutto ciò spiega per quale motivo, agli anziani, i medici consiglino molto spesso una supplementazione di vitamina D, tramite specifici integratori od oli di pesce, da abbinare magari a una supplementazione di calcio.
Lo scopo di queste supplementazioni è mantenere in forza le ossa, diminuire la suscettibilità alle fratture e, in ultima istanza, prevenire la carenza di vitamina D con tutte le sue conseguenze (osteomalacia e osteoporosi).


Per approfondire: Prevenzione Osteoporosi




ARTICOLI CORRELATI

Farmaci Che Causano Carenze di Vitamine e MineraliCarenza di ferroCarenze di vitamineImportanza della Vitamina B12 - Non Solo per i VeganiCarenza di magnesio - integratori di magnesioMalnutrizioneAnemia perniciosaCarenza di acido folico - integratori di acido folicoAlcolismo e Carenza di VitamineCarenza di ProteineMalnutrizione nell'anzianoSindrome di KorsakoffCarenza di fibra alimentareCarenza di iodioIntegratori alimentari NECESSARIManganese: carenza, eccesso e dosi di assunzioneSodio: Carenza, Eccesso ed IpertensioneAnemia da carenza di folati: Cause e SintomiAnemia e sport Carenza di ferro nell'atletaAnemia megaloblastica: Cause e SintomiAnemia perniciosa: Cause e SintomiAnemia sideropenica: Cause e SintomiBeri BeriCarenza di calcioCarenza di potassio - integratori di potassioCarenza di vitamina B12Carenza ed eccesso di vitamina CInedia - Sintomi e cause di InediaIponutrizione - Sintomi e cause di IponutrizioneIpovitaminosi: Cause e SintomiPellagraScorbutoVitamine: carenza ed iperdosaggioVitamine: eccesso e carenzaCarenze nutrizionali su Wikipedia italianoNutrition disorder su Wikipedia ingleseRachitismoVitamina D nei FunghiDediol - Foglietto IllustrativoDeril - Foglietto IllustrativoDifix - Foglietto IllustrativoMetocal Vitamina D3 - Foglietto IllustrativoOrotre - Foglietto IllustrativoVantavo - Foglietto IllustrativoZemplar - Foglietto IllustrativoAdisterolo - Foglietto IllustrativoADISTEROLO ® - Retinolo + ColecalciferoloCALCIDON ® - Calcio + ColecalciferoloDERIL ® - AlfacalcidoloDibase - Foglietto IllustrativoDIBASE ® - ColecalciferoloDidrogyl - Foglietto IllustrativoVitamina D su Wikipedia italianoVitamin D su Wikipedia inglesevitamine su Wikipedia italianoVitamin su Wikipedia inglese