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      Ultima modifica: 06/12/2011

Carenza di vitamina D

La carenza di vitamina D può svilupparsi per svariate ragioni, riconducibili ad un'insufficiente apporto alimentare, ad un'inadeguata esposizione al sole (in particolare ai raggi UVB), ad un aumentato fabbisogno, ad un alterato assorbimento o a condizioni - come le malattie epatiche o renali - che compromettono la conversione della vitamina nella sua forma attiva.

La carenza di vitamina D compromette la mineralizzazione ossea, causando malattie come il rachitismo nei bambini e l'osteomalacia negli adulti, e favorendo l'insorgenza dell'osteoporosi.

Carenza vitamina D  
L'applicazione di creme solari - fondamentale soprattutto in tenera età per prevenire il tumore della pelle - può limitare quasi completamente la sintesi cutanea di vitamina D.

Nel rachitismo si ha un'insufficiente mineralizzazione della porzione ossea in crescita, che nel tempo cede e si deforma sotto il carico del peso corporeo e della tensione muscolare: le gambe appaiono storte, la mascella deformata, la cassa toracica incavata a livello dello sterno, il viso troppo stretto o anch'esso deforme. Il progressivo miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e la sempre maggiore diffusione della profilassi vitaminica sin dal periodo neonatale, hanno ridotto notevolmente questa malattia da carenza di vitamina D, un tempo diffusissima. Si consiglia comunque di avviare il bambino, sin dai primi giorni di vita, ad una sana vita all'aria aperta, esponendolo frequentemente e con regolarità alla luce solare senza fasciarlo completamente nei mesi invernali e proteggendolo con apposite creme in caso di esposizione prolungata.

L'osteomalacia è una malattia caratterizzata dalla rarefazione macroscopica delle ossa, che risultano dolenti e più inclini alle fratture.

Il fabbisogno alimentare aumenta con il passare degli anni, quando diminuisce l'abilità della pelle di sintetizzare vitamina D (a partire da un derivato del colesterolo) e quella dei reni di operare l'ultima trasformazione necessaria ad attivarla. Per questo motivo negli anziani viene spesso consigliata una supplementazione di vitamina D, tramite specifici integratori od oli di pesce. L'integrazione viene consigliata, unitamente a quella di calcio, anche nella prevenzione dell'osteoporosi, con lo scopo di rinforzare le ossa e diminuire la suscettibilità alle fratture. A rischio di sviluppare carenze importanti sono gli alcolisti, i pazienti che hanno subìto resezioni dell'intestino tenue e quelli colpiti da insufficienza renale, insufficienza epatica, celiachia, fibrosi cistica, pancreatite cronica o cirrosi biliare primitiva.

Carenza di vitamina DBuone fonti alimentari di vitamina D sono rappresentate da: fegato, tuorlo d'uovo, latte, burro ed oli di pesce. Una specifica integrazione di vitamina D è generalmente raccomandata durante la gravidanza e l'allattamento, ai lattanti nutriti con latte materno (quello artificiale - non per questo migliore del muliebre - è arricchito artificialmente) e talvolta ai bambini ed ai ragazzi. Nel stabilire i dosaggi raccomandati per i nuovi nati, le organizzazioni internazionali tengono conto anche della latitudine di residenza. Non dimentichiamo, comunque, che un'assunzione elevata di questa vitamina può dare fenomeni di tossicità, per cui prima di assumere integratori specifici è importante consultare il parere medico. I rischi di un sovradosaggio includono: mineralizzazione di tessuti non ossei con calcificazioni diffuse degli organi, contrazioni e spasmi muscolari accompagnati a vomito, diarrea e mal di testa.


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