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Salute
      Ultima modifica: 23/11/2011

Carenza di potassio

La carenza di potassio, definita ipopotassiemia nel linguaggio medico, diventa manifesta quando la concentrazione del minerale nel sangue è inferiore a 3,5 mEq/l.

La sintomatologia clinica legata alla carenza di potassio comprende:

crampi muscolari, astenia, stitichezza e scarso appetito; talvolta possono comparire segni di ipereccitabilità neuromuscolare, che si manifestano con guizzi improvvisi e fascicolazioni spontanee.

Nei casi più gravi, la carenza di potassio può determinare ipoventilazione fino alla paralisi respiratoria, bradicardia con alterazioni del tracciato elettrocardiografico ed aritmie cardiache, paralisi flaccida ed iporeflessia tendinea, ileo paralitico (occlusione intestinale per la cessazione dei movimenti peristaltici) e poliuria.

Le cause più comuni che possono provocare una carenza di potassio sono:

disturbi e malattie dell'apparato digerente che provocano vomito o diarrea protratti (ad es. colite ulcerosa, adenoma villoso del colon, clisteri ripetuti, lavande gastriche, abuso di lassativi);

esercizio fisico intenso, sudorazione profusa e perdite di liquidi in genere (come nelle ustioni estese);

eccesso di sodio nella dieta ed insufficiente apporto di potassio;

sindromi da malassorbimento;

abuso di liquirizia;

abuso di determinati diuretici (quelli potassiurici come la furosemide o i derivati tiazidici).

Alla base dell'ipocaliemia possono esservi anche iperaldosteronismi primitivi o secondari (cirrosi epatica), terapia insulinica (l'insulina aumenta l'ingresso di potassio nelle cellule), malattie renali, sindrome di Cushing e assunzione prolungata di cortisone.

Carenza di potassioIn caso di una lieve carenza di potassio, la correzione può avvenire aumentando il consumo di alimenti vegetali e riducendo l'apporto di sodio. La dieta può essere eventualmente coadiuvata da integratori specifici da assumersi per via orale. Solo nei casi più gravi o quando sono presenti disturbi che ne impediscano l'assunzione per os, i sali di potassio vengono somministrati per via endovenosa.

Tra gli alimenti ricchi di potassio ricordiamo: banane, albicocche, pomodori, patate, legumi e frutta secca (evitare quella salata); anche le carni ed il latte hanno un buon contenuto in potassio. Un'eventuale integrazione può essere presa in considerazione durante i mesi caldi ed umidi, specialmente negli atleti impegnati in sforzi prolungati e sottoposti a frequenti ed abbondanti sudorazioni (ciclisti, maratoneti ecc.); il reintegro di sali minerali, comunque, è in un certo senso più importante negli sportivi per così dire improvvisati, poiché i meccanismi di adattamento corporeo che portano al risparmio di sali minerali non sono immediati ma necessitano di qualche giorno. Da sottolineare, inoltre, la necessità di non eccedere i dosaggi consigliati, poiché troppo potassio è pericoloso quanto una sua carenza. Nei testi di fisiologia dello sport consultati non viene raccomandato il reintegro specifico di potassio, ma si sottolinea l'importanza di un adeguato apporto alimentare e l'eventuale ricorso a bevande idrosaline (che forniscono un apporto calibrato non solo di potassio, ma anche di sodio, cloro, magnesio e piccole quantità di carboidrati).

Indipendentemente dal rischio di incappare in carenze, una dieta sana ed equilibrata dovrebbe contenere quantità analoghe di sodio e potassio; tuttavia, molte persone - pur soddisfando i fabbisogni di quest'ultimo - tendono ad eccedere con il consumo di sodio, condizione che a lungo andare potrebbe favorire la comparsa di ipertensione. Anche l'apporto del tanto demonizzato sodio (si veda l'articolo specifico sulle acque a basso contenuto) è comunque importante, specie durante i mesi estivi; è quindi importante limitarlo senza escluderlo completamente dalla dieta.


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