Capoparto

Generalità

Il capoparto è la prima mestruazione che compare dopo il parto.

Questo evento coincide frequentemente con la fine del puerperio e, nelle donne che non allattano si manifesta, di solito, cinque o sei settimane dopo la nascita del bambino.

Nelle neomamme che allattano al seno, invece, la ricomparsa delle mestruazioni è ritardata per motivi costituzionali o per alterazioni ormonali ancora in atto.
CapopartoIl capoparto indica, di solito, l'avvenuto ritorno alla norma dell'apparato riproduttivo; tuttavia, il “riavvio” della fertilità può avvenire anche prima della comparsa delle mestruazioni. Pertanto, se non si desidera iniziare una nuova gravidanza, è indicato ricorrere esclusivamente a rapporti protetti, sin dalla ripresa dell'attività sessuale, indipendentemente dalla ricomparsa o meno del flusso mestruale.  
Generalmente, il capoparto è più abbondante e prolungato rispetto a una comune mestruazione.

Cos'è il capoparto?

Per capoparto si intende il ritorno delle mestruazioni dopo l'espletamento del parto; tale evento coincide, di solito, con la fine del puerperio.

Spesso, il ciclo riprende appena si inizia a svezzare il bambino: riducendo il numero delle poppate, diminuisce la sintesi della prolattina, che - oltre a essere l'ormone responsabile della continua produzione del latte - inibisce l'ovulazione.
La ricomparsa del flusso indica il ripristino del ciclo mestruale e il ritorno dell'utero alle sue condizioni di normalità; la ripresa dell'attività ovulatoria può necessitare, invece, di un tempo superiore, quindi i primi cicli dopo il parto possono essere anovulatori.


Puerperio

Il puerperio è quel periodo che segue l'espletamento del parto e che dura circa 45 giorni, ovvero da 6 a 8 settimane dopo la nascita del bambino. Durante tale periodo, l'utero ritorna alla sua dimensione originale e l'apparato genitale ritrova la forma pre-gravidanza.
Le manifestazioni cliniche del puerperio, generalmente, riflettono la regressione dei cambiamenti fisiologici avvenuti durante la gravidanza. Questi cambiamenti sono modesti e temporanei e non devono essere confusi con condizioni patologiche.
Alla fine del puerperio, specie se la donna non allatta, si avrà presto il capoparto, cioè la ricomparsa delle mestruazioni.

Quando si verifica?

Il capoparto può presentarsi a poche settimane dalla nascita del bebè oppure dopo vari mesi. Ciò dipende in modo significativo dal fatto che si stia allattando o meno al seno.

  • Normalmente, il ritorno delle mestruazioni tende a essere ritardato nelle donne che allattano al seno in modo esclusivo, a causa dell'alto livello dell'ormone prolattina che, oltre a essere responsabile della lattazione, inibisce l'ovulazione. Il livello di soppressione del ciclo ovulatorio può variare per ogni donna e dipende, grosso modo, dal numero delle poppate, ma anche dall'appetito del piccolo. Se la suzione del bambino è poco frequente, maggiore è la probabilità che l'ovulazione si verifichi dopo breve tempo dal parto e che il capoparto compaia in anticipo; quando le poppate si verificano molto spesso e più a lungo, la prolattina rimane costantemente alta nell'organismo materno e il ciclo richiede un tempo maggiore per riavviarsi.
    In linea generale, il flusso mestruale può ripresentarsi dai 70 giorni fino a svariati mesi dal parto, anche fino a tutto il periodo dell'allattamento.
  • Se la neomamma non allatta, invece, le mestruazioni possono tornare nei 40-50 giorni successivi alla nascita del bambino.

Un ritardo o un anticipo nel capoparto può dipendere anche da motivi costituzionali o da alterazioni ormonali: dopo il parto, il normale equilibrio fisiologico tende a essere raggiunto con diverse velocità dalle donne. Anche i processi patologici a carico dell'apparato genitale possono influenzare il ritorno del ciclo mestruale.

Come si manifesta?

Le prime mestruazioni dopo il parto solitamente sono abbondanti, in quanto l'endometrio, dopo tanti mesi di amenorrea (assenza di mestruazioni), è piuttosto inspessito. Per questo motivo, il capoparto comporta spesso la presenza di coaguli e crampi addominali intensi. La durata del flusso mestruale è generalmente pari a 8-10 giorni, quindi maggiore rispetto alla norma.
Prima che il ciclo torni ad avere le caratteristiche consuete, deve trascorrere qualche mese; questo periodo è necessario per la ripresa di una normale attività ovulatoria (nota: il capoparto indica chiaramente come l'apparato riproduttivo sia tornato alla forma pre-gravidanza, ma le ovaie necessitano di un tempo maggiore per sincronizzarsi nuovamente ai ritmi fisiologici).
Pertanto, è normale che le prime mestruazioni dopo la nascita del bambino siano irregolari o che il flusso sia diverso dal solito. In ogni caso, i flussi successivi al capoparto tendono a ritornare progressivamente alla normalità, per frequenza e per quantità.

Cosa aspettarsi nel capoparto?

1. Le prime mestruazioni dopo il parto potrebbero essere più abbondanti rispetto alla norma

Il capoparto si distingue da tutte le altre mestruazioni per la durata e l'intensità. Rispetto al normale flusso mestruale, infatti, la perdita ematica è particolarmente abbondante e più prolungata (otto–dieci giorni) rispetto alla consuetudine.
Durante le prime mestruazioni che seguono il parto, è possibile osservare anche la presenza di coaguli, insieme al sangue mestruale; se questi persistono per alcuni cicli successivi, è opportuno consultare il medico.

2. I cicli mestruali dopo il parto potrebbero essere irregolari

I primi flussi mestruali dopo il parto possono presentarsi in modo anche molto irregolare, rispetto ai cicli ai quali la donna era abituata prima della gravidanza. Dopo il capoparto, infatti, occorre considerare che non tutto può tornare subito alla regolarità dei 28 giorni, poiché il secondo ciclo dopo il parto potrà anche manifestarsi due mesi più tardi o presentarsi a intervalli più ravvicinati. Anche la quantità può variare rispetto a quella usuale.
In ogni caso, dopo il primo ciclo post partum, quelli successivi tenderanno a ritornare regolari sia per frequenza, che per quantità. Tuttavia, se il ciclo mestruale non risulta regolare dopo alcuni mesi, è consigliabile rivolgersi a un medico per verificare la presenza di squilibri ormonali o problemi all'utero.

3. Spotting e crampi

Nel periodo che intercorre tra una mestruazione e quella successiva, è possibile che si verifichi un leggero sanguinamento (spotting).

Per quanto riguarda i disturbi mestruali, invece, le donne che prima della gravidanza soffrivano di mestruazioni dolorose spesso trovano sollievo dopo il parto, in quanto l'ovaio è stato a riposo per tanti mesi, si attiva una produzione ormonale più regolare e la contrattilità dell'utero è minore. Altre neomamme manifestano, invece, crampi più intensi del solito.

Quando consultare il medico

In presenza di dubbi circa il capoparto o se il ciclo mestruale non riprende nei tempi e nelle modalità previste, è consigliabile rivolgersi a un medico per escludere eventuali complicazioni.
Inoltre, il consulto va ricercato il prima possibile quando si verificano i seguenti fenomeni:

  • Innalzamento della temperatura corporea;
  • Dolori addominali di forte intensità;
  • Sanguinamento continuo e protratto per oltre sette giorni;
  • Perdita ematica vaginale accompagnata a un forte dolore ed improvviso;
  • Verificarsi di un'emorragia così abbondante da richiedere la sostituzione dell'assorbente ogni ora.

Capoparto: esistono differenze tra parto naturale e cesareo?

Il capoparto non si presenta con particolari differenze se si partorisce in modo naturale o tramite taglio cesareo.

In entrambi i casi, la durata della prima mestruazione è leggermente più lunga del normale, di otto-dieci giorni, e il flusso è abbondante, spesso con presenza di coaguli.
L'unica differenza sorge se il bambino non viene allattato con il latte della madre: in questo caso, il capoparto può presentarsi anche dopo 5-6 settimane dal parto cesareo o naturale.

Capoparto e fertilità

Dopo il periodo della gravidanza, l'utero impiega dalle quattro alle sei settimane per tornare alle dimensioni e alle condizioni precedenti il concepimento.

Il capoparto segna l'inizio della normalità, ma non sempre tale evento combacia con l'avvio della fertilità. Trascorso il puerperio, la donna può diventare nuovamente fertile in qualunque momento, senza preavviso.

L'ovulazione può verificarsi, infatti, anche un paio di settimane prima rispetto al ritorno delle mestruazioni, improvvisamente e senza alcuna avvisaglia, quindi è bene tenerne conto in caso di rapporti sessuali non protetti.

Ciò significa che in attesa del capoparto la donna non è al riparo dalla possibilità di restare incinta.
Occorre ricordare, inoltre, che l'allattamento esclusivo al seno può inibire temporaneamente la ripresa dei cicli ovulatori, ma non sempre è così: allattare non è una forma sicura di protezione contraccettiva. Pertanto, chi non desidera intraprendere subito una nuova gravidanza dovrebbe scegliere, con il consiglio del ginecologo, un contraccettivo efficace e compatibile con la prosecuzione dell'allattamento.

I segni della fertilità dopo il parto

Dopo una gravidanza, capire quando si è di nuovo fertile può essere molto difficile. In linea generale, tuttavia, alcuni segnali possono indicare la possibilità di iniziare una nuova gestazione.
Questi includono:

  • Aumento del desiderio sessuale: normalmente, la libido è ridotta durante l'allattamento al seno, poiché i livelli di estrogeni sono troppo bassi, mentre quelli della prolattina sono elevati. Quando i livelli di questi ormoni si normalizzano, ritorna il desiderio sessuale.
  • Cambiamenti del muco cervicale: nei giorni che precedono l'ovulazione, queste secrezioni trasparenti diventano più fluide, viscose ed elastiche (simili all'albume dell'uovo).

Metodi anticoncezionali dopo il parto

Di solito, subito dopo il parto, andrebbero evitati i metodi di contraccezione naturale (come il Billings): a breve distanza dalla nascita, la mancanza di puntualità del ciclo li rende davvero poco sicuri; questi sistemi anti-concezionali possono essere presi in considerazione solo dopo la comparsa di almeno tre cicli regolari.

Nel frattempo, è più prudente optare per il profilattico.
In alternativa, dopo un mese dalla nascita del bambino, è possibile ricorrere alla pillola anticoncezionale, ma con le dovute attenzioni: durante l'allattamento è indicato orientarsi sulla minipillola, che non riduce la quantità di latte e non ne modifica la qualità.

Differenza tra lochiazioni e capoparto

Le lochiazioni sono perdite di sangue, siero e residui della decidua (il tessuto che ha rivestito la superficie interna dell'utero nel corso dei nove mesi di gestazione) che si verificano nei primi periodi dopo la nascita del bambino. Queste manifestazioni indicano il processo di “riparazione” dell'utero e non devono essere confuse con il capoparto.
Le lochiazioni non danno origine, infatti, a un ciclo mestruale “stabile”, in quanto si verificano solo una volta per un periodo di tempo breve e limitato dalla nascita del bambino. Nella prima settimana dopo il parto, la lochiazione ha l'aspetto di una mestruazione (le perdite sono di color rosso vivo). A poco a poco, i coaguli di sangue si riducono e le perdite assumono un colore rosato, per poi diventare sierose e biancastre.

Il fenomeno si esaurisce nell'arco di alcune settimane.
Il capoparto è, invece, il primo ciclo mestruale dopo il parto e si può verificare con tempistiche che variano da donna a donna.

Capoparto e Allattamento

In alcuni casi, il capoparto può verificarsi anche durante l'allattamento.
Dopo il parto, con il ritorno delle mestruazioni, si può continuare senza alcun problema l'allattamento al seno, sfatando il luogo comune secondo il quale durante il ciclo non si deve proseguire con tale pratica. Secondo tale falso mito, infatti, durante i giorni delle mestruazioni, il latte materno cambierebbe di consistenza o di sapore, provocando nervosismo e disturbi digestivi nel bambino.



Ultima modifica dell'articolo: 07/12/2016

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