La nostra calligrafia? E' indice della nostra salute.

A cura di Fabio Grossi

 

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La sempre più avanzata tecnologia e soprattutto l'avvento e la diffusione dei personal computers in ogni angolo del mondo hanno fatto in modo che la penna non venga quasi più adoperata. Anche nelle scuole la "bella calligrafia" sta scomparendo, nonostante questo aspetto rappresenti un validissimo mezzo di espressione della nostra personalità e della nostra umanità.
calligrafia fitnessLetteralmente calligrafia (dal greco κάλος calòs,"bellezza", e γραφία graphìa,"scrittura"- fonte: wikipedia) è l'arte della scrittura ornamentale e proprio per questo, nell'antichità, è stata trattata diffusamente nei cenacoli di attinenza religiosa, laddove era possibile accedere all'arte come forma di comunicazione. In occidente la calligrafia viene fatta risalire agli scribi greci e romani e si è evoluta nel medioevo con la creazione dei manoscritti miniati. In estremo oriente, dove vengono delineati simboli e ideogrammi,  sono da sempre utilizzati pennelli ed inchiostro; qui la calligrafia (in cinese, Shufa  書法, in giapponese Shodō  書道, o  "la via della scrittura" - fonte: wikipedia) è considerata un'arte di notevole importanza per non dire la più raffinata e ricercata forma di pittura. Nei paesi arabi invece assume una finalità di "ispirazione" e le scuole calligrafiche facevano e fanno parte del curriculum degli studenti di teologia.
La scrittura dunque rappresenta un mezzo universale di comunicazione e occuparsi di calligrafia oggi significa porre l'accento sulle regole di bellezza e di armonia che calibrano la forma delle lettere. In Italia, in particolare, è nato il corsivo, ossia la scritturainclinata verso destra. Questo stile infonde un senso di grande eleganza, ma anche di maggiore confidenzialità, e prende le distanze dalla solennità tipica -per esempio- del maiuscolo romano. La Cancelleria pontificia a suo tempo inviava lettere in questo stile ai vari vescovi, dignitari e regnanti, tanto da diventare il vero e proprio stile "regale". Gli anglosassoni ancora ai giorni nostri chiamano il corsivo "Italic", proprio perché è sempre stato caratteristico delle missive provenienti dall'Italia.
Figure di spicco nel panorama grafologico, italiano e mondiale, sono Evi Crotti e Alberto Magni: la dottoressa Crotti, psicopedagogista e giornalista, dirige a Milano una rinomatissima scuola di grafologia (la grafologia è definita la tecnica che ha come finalità la descrizione delle caratteristiche di personalità di un individuo, attraverso l'interpretazione della sua grafia); collabora inoltre con diversi quotidiani e riviste, dedicandosi con ardente passione alla scrittura ed alla psicologia dell'età evolutiva; Alberto Magni, medico chirurgo e psicoterapeuta, è un grande conoscitore della fisiognomica (la disciplina che deduce i caratteri psicologici e morali di una persona partendo dal suo aspetto fisico, in particolare dai lineamenti e dalle espressioni del volto - fonte: wikipedia),  nonchè uno dei massimi esperti in perizia calligrafica giudiziaria.
Lo strumento di base per il grafologo è il segno. Ne esistono davvero tanti, di segni, e spesso differiscono per definizione e valutazione da una scuola all'altra. La grafologia è sicuramente una scienza umanistica in continua evoluzione così come l'essere umano è  in rapida e costante evoluzione; per questo motivo è di fondamentale importanza che essa aggiorni dinamicamente sia le proprie metodologie sia le interpretazioni perché possano essere applicate con correttezza all'uomo di oggi.
Grafologia e fitness? Secondo Crotti e Magni sì: nel loro "Grafologia e Salute" (edito da Red Milano, 2006) sottolineano che se il grafologo saprà affiancarsi al medico e collaborare con discrezione, serietà e competenza, potrà sviluppare un ruolo essenziale non tanto nella formulazione della diagnosi, quanto nella descrizione e nell'approfondimento della struttura della persona, delle cause e concause di malattia, del processo di formazione della sintomatologia. Ogni analisi grafologica, ovviamente, non può prescindere da un'analisi completa della struttura della personalità, per cui l'effettiva applicazione del test di scrittura va eseguita da personale qualificatissimo e non può assolutamente essere improvvisata.
Sempre per Crotti e Magni un grosso vantaggio che la grafologia può offrire è che essa coglie la differenza tra le varie reazioni e situazioni cliniche. Sa distinguere per esempio la collera dall'ansia, l'insicurezza da una debolezza di fondo, una spiccata emotività dalla sensibilità, il giudizio dalla critica. Allo stesso modo la grafologia è in grado di individuare la personalità predisposta all'ulcera piuttosto che ai disturbi legati all'alimentazione, personalità che saranno a loro volta diverse da quella che porterà per esempio a soffrire di disturbi cardiovascolari. Non è un mistero che già Ippocrate nel V secolo a.C. avesse stabilito lo strettissimo legame tra psiche e soma, nonché la reciproca e continua interazione tra questi due aspetti dell'essere umano; la scrittura, in questo contesto, è il prodotto integrato di tutta l'attività cerebrale  che subisce costantemente l'influenza della psiche e si manifesta portando con sé tutti i messaggi ricevuti per poi trasferirli "calligraficamente" sul foglio bianco.
Una cosa è certa: l'utilizzo di questa interessante scienza umanistica si dimostra indispensabile in quei contesti in cui è doverosa un'indagine approfondita della personalità, dei meccanismi di difesa esistenti, delle risposte allo stress e del disadattamento sociale a cui è esposto l'uomo contemporaneo.



Ultima modifica dell'articolo: 14/10/2016