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      Ultima modifica: 23/11/2011

Calcoli renali: sintomi e diagnosi

Sintomi calcoli renali

Per dare dolore, il calcolo renale deve ostruire il passaggio dell'urina (si parla in questo caso di colica renale). L'ostruzione può avvenire all'interno dello stesso rene o più facilmente nel passaggio tra l'organo emuntore e l'uretere (piccolo canale che collega il rene alla vescica).

Fortunatamente non tutti i calcoli si muovono e non é detto che chi ha un calcolo debba aspettarsi una colica. Anche se alcune persone non avvertono alcun sintomo la maggioranza dei pazienti affetti da questo tipo di calcolosi lamenta alcuni disturbi premonitori come bruciore e stimolo frequente di urinare.

Alcune coliche sono molto dolorose, mentre in altri casi il dolore è blando e sfumato. Ciò dipende non tanto dalle dimensioni del calcolo quanto dalla formazione anatomica del rene, dalla soglia di sensibilità al dolore e da molti altri fattori che possono accentuare o ridurre la sintomatologia dolorosa.

Generalmente la colica renale causa comunque un dolore intenso ed improvviso che compare al fianco, solitamente da un solo lato, costringendo il paziente a piegarsi su se stesso e a chiedere con insistenza l'aiuto degli astanti. Tale dolore può procedere a fasi alterne diminuendo di intensità per un attimo, per poi peggiorare rapidamente. Successivamente il dolore tende ad irradiarsi anteriormente e a scendere in basso verso l'inguine; qualche volta le coliche si associano a dolore testicolare o al grande labbro nella femmina.

Quando il calcolo si muove scendendo nell'uretere ed avvicinandosi alla vescica possono comparire ulteriori sintomi come il bisogno frequente di urinare ed il bruciore; a tutti questi segni possono associarsi altri disturbi come la nausea, il vomito e la presenza di urine torbide, a volte con sangue e di cattivo odore. Altre volte vi è una incapacità totale di emettere urine.

Diagnosi

La diagnosi di calcoli renali viene effettuata con una serie di esami strumentali e di laboratorio. L'analisi delle urine mira ad esempio a ricercare alterazioni nell'equilibrio elettrolitico e l'eventuale presenza di tracce di sangue. In questo modo è possibile suggerire al paziente una dieta povera degli elementi presenti in eccesso, minimizzando la probabilità di sviluppare calcoli.

Fra le indagini più comuni vi sono la radiografia dell'addome in bianco e l'ecografia addominale. Analizzando le immagini radiografiche si possono localizzare i calcoli calcarei in quanto composti  da sostanze radio opache. Non sono invece distinguibili i calcoli non calcarei come quelli causati dal deposito di acido urico o cistina.

L'ecografia è un esame più sensibile rispetto alla radiografia tradizionale, ma non è sempre in grado di fornire chiare informazioni al medico. Per confermare la diagnosi di calcoli renali possono allora divenire necessarie indagini più complesse come l'urografia, che prevede l'iniezione di un mezzo di contrasto per via endovenosa, e la TAC spirale, un esame abbastanza costoso ma molto preciso ed affidabile.


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