Calcoli "del fegato"

Se l'esame ecografico è positivo non sono richieste altre indagini per confermare la presenza di calcoli della colecisti. Se invece l'ecografia è negativa, possono essere eventualmente eseguiti ulteriori accertamenti:

Colangiografia Retrograda per via Endoscopica (ERCP): permette di evidenziare radiologicamente lo stato di salute delle vie biliari e pancreatiche (coledoco, colecisti, dotto epatico comune, dotti intraepatici e sistema duttale pancreatico vedi: anatomia colecisti). Tramite un tubicino inserito per via orale e fatto scendere lungo il tubo digerente si inietta il mezzo di contrasto per eseguire dei radiogrammi. Tramite altri cateteri è possibile effettuare anche manovre terapeutiche come l'estrazione dei calcoli o il drenaggio della bile in caso di itteri ostruttivi (benigni o maligni).


Colangioscopia percutanea (CPT): attraverso un piccolo foro praticato nella cute della parete addominale, viene inserito un catetere che raggiunge direttamente le vie biliari ed inietta un mezzo di contrasto radiologico. Ovviamente a causa di questa incisione la colangioscopia percutena è un esame abbastanza invasivo a cui si ricorre soltanto qualora la tecnica precedente (ERCP) sia controindicata. Proprio per questo motivo la colangioscopia percutanea va eseguita in centri specializzati che possono intervenire rimuovendo i calcoli presenti nelle vie biliari.


Colangiografia-RMN: è una tecnica innovativa che sfrutta le potenzialità della risonanza magnetica nucleare (RMN). Consente la ricostruzione computerizzata delle vie biliari intraepatiche, permette la visualizzazione di stenosi e litiasi ed è priva di effetti collaterali. L'unico difetto risiede nella difficile interpretazione delle immagini e nell'impossibilità di rimuovere eventuali ostacoli al deflusso della bile (calcoli).

Una normale radiografia diretta dell'addome è in grado di visualizzare solo i calcoli radiopachi (riesce a visualizzare abbastanza bene i calcoli pigmentari ma non quelli ricchi di colesterolo ).

Cura e trattamento

Se i calcoli "al fegato" vengono scoperti occasionalmente e non danno sintomi, la cosa migliore da fare è non preoccuparsi. La probabilità di sviluppare una colica biliare nell'anno successivo è infatti molto bassa (nell'ordine del 2-3%). Il rischio di formazioni tumorali all'interno di una colecisti colpita da calcoli esiste ma è complessivamente molto basso, per cui non occorre preoccupasi più di tanto nemmeno per questa evenienza.

Se i calcoli alla cistifellea hanno già causato una colica biliare le probabilità che tale colica si ripresenti sono invece piuttosto alte (circa il 60% nell'arco dei due anni seguenti). Per questo motivo, dopo una colica o altre complicanze, l'indicazione principale è di intervenire chirurgicamente asportando la colecisti (colecistectomia).

Negli ultimi anni il ricorso a tale intervento viene fatto sempre più a carattere preventivo, specialmente se i calcoli sono di piccole dimensioni e multipli. Il rischio che questi sassolini si spostino causando le complicanze tipiche della litiasi (presenza di calcoli nella cisitifellea) anche se abbastanza basso, esiste ed un approccio profilattico della malattia è sicuramente preferibile ad un intervento chirurgico di urgenza.

Calcoli colecisti cura intervento chirurgicoIn assenza di sintomi l'asportazione della colecisti è indicata, per esempio, quando il paziente è di giovane età (alto rischio di complicanze a lungo termine) ed in caso di intolleranza psicologica alla malattia, diabete mellito, necessità di   nutrizione parenterale protratta, immunosoppressione, altre patologie che richiedono  approccio chirurgico, colecisti a porcellana e altri fattori di rischio di cancerizzazione (presenza di un polipo della colecisti >10 mm).

L'intervento chirurgico di colecistectomia è l'unica possibilità di risolvere definitivamente il problema. Esistono infatti diverse terapie mediche in grado di distruggere i calcoli di colesterolo tramite sali biliari, ma generalmente richiedono tempi molto lunghi i e soprattutto non impediscono la ricomparsa di calcolosi alla cistifellea.

Grazie all'introduzione della videolaparochirurgia, conosciuta ai più come tecnica "mini-invasiva", il trattamento della calcolosi della colecisti ha subìto in questi ultimi anni una notevole modernizzazione. Tramite delle piccole incisioni praticate nell'addome del paziente vengono inseriti degli speciali strumenti che verranno manovrati dal chirurgo con l'ausilio delle immagini provenienti da una microcamera introdotta a livello ombelicale. L'introduzione di gas nella cavità addominale contribuisce a sollevare la parete dell'addome rendendo più agevoli le operazioni.
Grazie a questo tipo di intervento il decorso post operatorio è più rapido ed il paziente può essere dimesso già dopo 1-3 giorni dall'intervento, senza i dolori e le difficoltà di ripresa caratteristici del passato.

In linea generale dopo l'asportazione della colecisti la vita riprende normalmente. Nella fase postoperatoria può accadere una tendenza alla diarrea, ma rapidamente l'organismo si adatta e tali problemi scompaiono.

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