Il termine calcemia indica la concentrazione di calcio nel sangue, dove questo minerale si trova in parte in forma libera ed in parte legato a proteine plasmatiche, come l'albumina (80%) e le globiline (20%). Generalmente si valuta la concentrazione complessiva di entrambe le forme, la cosiddetta calcemia totale, a cui le due frazioni contribuiscono in parti grossomodo uguali.
La misura della calcemia è indicata come parte integrante degli esami di routine, per accertarsi che i valori di calcio nel sangue siano nella norma. Nell'organismo circa il 99% del calcio si trova depositato nelle ossa, nelle unghie e nei denti, mentre la porzione rimanente si trova nei tessuti e nei liquidi intravascolari. Oltre a garantire la solidità dell'apparato scheletrico, il calcio è infatti essenziale per il normale funzionamento di muscoli, cuore, nervi e sistema endocrino, oltre ad intervenire nella coagulazione del sangue e partecipare a numerose reazioni enzimatiche; direttamente attiva in tal senso è soltanto la frazione libera (calcio ionizzato).
VALORI DI RIFERIMENTO*
Calcemia totale nel bambino: 9-11 mg/dl
Calcemia totale nell'adulto: 9-10,7 mg/dl
* possono variare leggermente in base alla fonte bibliografica e da laboratorio a laboratorio. I valori devono inoltre essere corretti in relazione al livello di albumina nel sangue, secondo la formula:
Calcemia totale corretta = Calcemia totale misurata + [(4.0 - albuminemia g/dL) * 0.8]
La misura della calcemia deve essere eseguita a digiuno.
La calcemia viene mantenuta a valori relativamente costanti (circa 10 mg/dl) per azione combinata di due ormoni, il paratormone e la calcitonina, oltre che per intervento della vitamina D attivata; a tutto ciò si aggiunge il contributo dell'introito alimentare e delle quotidiane perdite urinarie e fecali. Grazie a tali ormoni e alla vitamina D, quando le concentrazioni di calcio nel sangue diminuiscono (ipocalcemia), le ossa rilasciano il minerale, aumenta l'assorbimento intestinale dello stesso e diminuisce la sua escrezione urinaria, mentre quando la calcemia sale eccessivamente (ipercalcemia) il calcio è depositato nelle ossa, escreto con maggior facilità e assorbito in minor misura. Si tratta di un meccanismo regolatorio estremamente efficace, perlopiù indipendente dagli introiti alimentari; tuttavia, proprio per evitare che la calcemia venga mantenuta costante a discapito di un continuo depauperamento dei depositi ossei, è molto importante assumere ogni giorno i giusti quantitativi di calcio.
| PARATORMONE | CALCITONINA | VITAMINA D | ||
| Prodotto dalle paratiroidi | Prodotta dalla tiroide | Introdotta con gli alimenti | ||
| Attiva la vitamina D a livello renale, favorendo l'assorbimento intestinale di calcio; mobilita il calcio dalle ossa ed aumenta l'eliminazione urinaria dei fosfati aumentando la calcemia. Stimola l'attività degli osteoclasti. | Secreta quando la calcemia si alza eccessivamente, deposita il calcio nelle ossa e ne aumenta il riassorbimento renale. Stimola l'attività degli osteoblasti. | Altresì sintetizzata a livello cutaneo ed attivata dal rene; ha azione sinergica a quella del paratormone ed antagonista a quella della calcitonina. |
Altri ormoni, inoltre, partecipano al metabolismo del calcio; i glucocorticoidi, ad esempio, aumentano il riassorbimento osseo ed è per questo che la terapia cronica con cortisonici si accompagna tipicamente a demineralizzazione ossea; androgeni ed estrogeni hanno invece un effetto protettivo nei confronti dell'osteoporosi (non a caso la malattia è tipica dell'età senile e della post-menopausa nelle donne).
Nonostante l'importanza del calcio per la salute delle ossa, la calcemia viene rilevata anche per indagare l'origine di sintomi legati a svariate malattie, come quelle renali o delle paratiroidi.
Le alterazioni della concentrazione ematica di calcio sia in eccesso (ipercalcemia) che in difetto (ipocalcemia) determinano una serie di sintomi, che in situazioni estreme possono divenire particolarmente gravi:
effetti dell'ipocalcemia: tetania (crampi muscolari intermittenti), ipereccitabilità cardiaca (alterazioni del ritmo cardiaco), spasmi bronchiali, vescicali, intestinali e vascolari.
effetti dell'ipercalcemia: riduzione dell'eccitabilità muscolare e nervosa, nausea, vomito, stipsi.
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