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Salute
      Ultima modifica: 30/12/2011

Calcemia

Il termine calcemia indica la concentrazione di calcio nel sangue, dove questo minerale si trova in parte in forma libera ed in parte legato a proteine plasmatiche, come l'albumina (80%) e le globiline (20%). Generalmente si valuta la concentrazione complessiva di entrambe le forme, la cosiddetta calcemia totale, a cui le due frazioni contribuiscono in parti grossomodo uguali.

La misura della calcemia è indicata come parte integrante degli esami di routine, per accertarsi che i valori di calcio nel sangue siano nella norma. Nell'organismo circa il 99% del calcio si trova depositato nelle ossa, nelle unghie e nei denti, mentre la porzione rimanente si trova nei tessuti e nei liquidi intravascolari. Oltre a garantire la solidità dell'apparato scheletrico, il calcio è infatti essenziale per il normale funzionamento di muscoli, cuore, nervi e sistema endocrino, oltre ad intervenire nella coagulazione del sangue e partecipare a numerose reazioni enzimatiche; direttamente attiva in tal senso è soltanto la frazione libera (calcio ionizzato).

VALORI DI RIFERIMENTO*

 

Calcemia totale nel bambino: 9-11 mg/dl

Calcemia totale nell'adulto: 9-10,7 mg/dl

 

* possono variare leggermente in base alla fonte bibliografica e da laboratorio a laboratorio. I valori devono inoltre essere corretti in relazione al livello di albumina nel sangue, secondo la formula:

Calcemia totale corretta = Calcemia totale misurata + [(4.0 - albuminemia g/dL) * 0.8]

La misura della calcemia deve essere eseguita a digiuno.

La calcemia viene mantenuta a valori relativamente costanti (circa 10 mg/dl) per azione combinata di due ormoni, il paratormone e la calcitonina, oltre che per intervento della vitamina D attivata; a tutto ciò si aggiunge il contributo dell'introito alimentare e delle quotidiane perdite urinarie e fecali. Grazie a tali ormoni e alla vitamina D, quando le concentrazioni di calcio nel sangue diminuiscono (ipocalcemia), le ossa rilasciano il minerale, aumenta l'assorbimento intestinale dello stesso e diminuisce la sua escrezione urinaria, mentre quando la calcemia sale eccessivamente (ipercalcemia) il calcio è depositato nelle ossa, escreto con maggior facilità e assorbito in minor misura. Si tratta di un meccanismo regolatorio estremamente efficace, perlopiù indipendente dagli introiti alimentari; tuttavia, proprio per evitare che la calcemia venga mantenuta costante a discapito di un continuo depauperamento dei depositi ossei, è molto importante assumere ogni giorno i giusti quantitativi di calcio.

 

PARATORMONE   CALCITONINA   VITAMINA D
Prodotto dalle paratiroidi Prodotta dalla tiroide Introdotta con gli alimenti
Attiva la vitamina D a livello renale, favorendo l'assorbimento intestinale di calcio; mobilita il calcio dalle ossa ed aumenta l'eliminazione urinaria dei fosfati aumentando la calcemia. Stimola l'attività degli osteoclasti. Secreta quando la calcemia si alza eccessivamente, deposita il calcio nelle ossa e ne aumenta il riassorbimento renale. Stimola l'attività degli osteoblasti. Altresì sintetizzata a livello cutaneo ed attivata dal rene; ha azione sinergica a quella del paratormone ed antagonista a quella della calcitonina.

 

Altri ormoni, inoltre, partecipano al metabolismo del calcio; i glucocorticoidi, ad esempio, aumentano il riassorbimento osseo ed è per questo che la terapia cronica con cortisonici si accompagna tipicamente a demineralizzazione ossea; androgeni ed estrogeni hanno invece un effetto protettivo nei confronti dell'osteoporosi (non a caso la malattia è tipica dell'età senile e della post-menopausa nelle donne).

Nonostante l'importanza del calcio per la salute delle ossa, la calcemia viene rilevata anche per indagare l'origine di sintomi legati a svariate malattie, come quelle renali o delle paratiroidi.

Cosa succede quando si altera la calcemia?

Le alterazioni della concentrazione ematica di calcio sia in eccesso (ipercalcemia) che in difetto (ipocalcemia) determinano una serie di sintomi, che in situazioni estreme possono divenire particolarmente gravi:

effetti dell'ipocalcemia: tetania (crampi muscolari intermittenti), ipereccitabilità cardiaca (alterazioni del ritmo cardiaco), spasmi bronchiali, vescicali, intestinali e vascolari.

effetti dell'ipercalcemia: riduzione dell'eccitabilità muscolare e nervosa, nausea, vomito, stipsi.


Letture di approfondimento

Calcemia | Calcio e salute delle ossa


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