Bradicardia

Il termine bradicardia indica la discesa della frequenza cardiaca al di sotto dell'intervallo di normalità per la popolazione di riferimento (calo superiore a due deviazioni standard della media). Nell'adulto, si parla di bradicardia quando la frequenza cardiaca (FC) è inferiore ai 60 battiti al minuto (bpm). Tale condizione viene ulteriormente suddivisa in:

bradicardia lieve (FC compresa tra i 50 ed i 59 bpm):

bradicardia moderata (FC compresa tra i 40 ed i 49 bpm);

bradicardia grave (FC inferiore ai 40 bpm).

Anche in quest'ultimo caso, comunque, la bradicardia può essere del tutto priva di significato patologico; basti pensare che la frequenza cardiaca di alcuni ciclisti professionisti - rilevata al mattino dopo la sveglia - si aggira intorno ai 30 bpm (Miguel Indurain ne faceva registrare 28, Marco Pantani 34-36), mentre durante l'immersione un subacqueo allenato può anche scendere sotto questa soglia.

Sintomi bradicardia

In generale, quindi, in soggetti giovani ed allenati la bradicardia viene considerata assolutamente fisiologica. BradicardiaLa condizione assume invece connotati patologici, e potenzialmente pericolosi, quando compromette il normale apporto di sangue ai distretti dell'organismo, rendendolo insufficiente rispetto alle richieste metaboliche. Tutto ciò rende ragione dei sintomi tipicamente associati ad una bradicardia patologica, tra cui ricordiamo: senso di vertigine, dispnea, fatica/stanchezza, sincope, confusione, dolore toracico, ipotensione e disturbi del sonno e della memoria. Gli stessi sintomi si registrano anche nei neonati e nei bambini molto piccoli (età inferiore ad un anno), dove però la bradicardia può manifestarsi già a frequenze inferiori ai 100 bpm (normalmente si aggira intorno a 120-160 battiti al minuto, contro i 60-100 degli adulti).

Cause della bradicardia

Il più delle volte la bradicardia è il sintomo di un problema a carico del sistema elettrico del cuore. All'interno dell'atrio destro troviamo il cosiddetto "nodo del seno" (o nodo seno-atriale), un pacemaker naturale da cui originano gli stimoli elettrici che successivamente si trasmettono al tessuto muscolare degli atri, provocandone l'attivazione con conseguente contrazione atriale e passaggio di sangue nei ventricoli. Gli impulsi elettrici originati dal nodo seno atriale arrivano sino ad un gruppo di cellule specializzate, che nel loro complesso formano il cosiddetto nodo atrioventricolare, una sorta di relè che trasmette il segnale elettrico ad un altro gruppetto di cellule, detto fascio di His, che a sua volta conduce l'impulso dal nodo atrio-ventricolare ai due ventricoli. Quando lo stimolo elettrico raggiunge i ventricoli, questi si contraggono e pompano il sangue nel circolo polmonare (ventricolo destro) e in quello sistemico (ventricolo sinistro).

Nel caso in cui si verifichi un'anomalia in una delle varie componenti del sistema elettrico del cuore, possono comparire aritmie più o meno severe, associate o meno a bradicardia. Il più delle volte il problema si presenta a livello del nodo seno-atriale, con diminuzione della sua frequenza di scarica; in questi casi si parla di bradicardia sinusale. In altre circostanze, la ridotta frequenza cardiaca è dovuta alla mancata trasmissione dei segnali elettrici ai ventricoli; in questi casi si parla di blocco atrioventricolare, che può avere diversi stadi di gravità.

La bradicardia può essere causata anche dalla cardiopatia ischemica, dall'infarto del miocardio e più in generale dalla degenerazione del tessuto cardiaco; in tal senso i principali fattori di rischio sono rappresentati dall'età avanzata, dall'ipercolesterolemia, dall'ipertensione, dal fumo, dall'alcolismo e dall'eccesso di stress ed ansie. In altri casi la degenerazione può essere legata a processi infettivi, come endocarditi e miocarditi.

La bradicardia può essere anche la conseguenza di anomalie esterne al cuore, legate - ad esempio - all'abuso di determinate droghe, all'utilizzo di farmaci particolari (come la digossina, i beta-bloccanti e antiaritmici, tutti medicinali responsabili di bradicardia iatrogena), all'ipotiroidismo, ad alterazioni elettrolitiche (ad esempio un eccesso di potassio nel sangue - iperpotassiemia), all'ittero ostruttivo e a malattie degenerative epatiche.

Diagnosi Bradicardia

Lo strumento diagnostico più importante è l'elettrocardiogramma, che utilizza piccoli sensori elettrici, collegati al petto e alle braccia, per registrare gli impulsi elettrici del cuore e la loro conduzione. L'esame può essere condotto a riposo, sotto sforzo e in altre condizioni di stress, oppure per periodi di tempo prolungati sfruttando dispositivi portatili.

Particolari esami del sangue possono rendersi necessari per indagare la presenza di patologie sottostanti, come l'ipotiroidismo o l'iperpotassiemia, potenzialmente responsabili di bradicardia.

Trattamento

Vedi anche: Farmaci per la cura della Bradicardia


Il trattamento della bradicardia è relazionato alle cause che l'hanno generata; quando viene interpretata come fisiologica o decorre in maniera asintomatica, generalmente non si rende necessario alcun tipo di intervento. Altre volte, invece, bisogna ricorrere a farmaci particolari, oppure sospendere o diminuire quelli responsabili di bradicardia. Infine, quando la condizione è causata da severe alterazioni nella trasmissione degli impulsi elettrici del cuore, si deve prendere in considerazione l'impianto di un pacemaker permanente.