Bocca secca

Avere la bocca secca di tanto in tanto è un fenomeno del tutto normale, spesso frutto di una leggera disidratazione causata dal troppo sudore, dallo scarso apporto di liquidi o dall'eccessiva ingestione di alcolici o alimenti salati. Ricordiamo che in condizioni normali le ghiandole salivari producono e secercono circa un litro - un litro e mezzo di saliva al giorno.

Bocca seccaPer descrivere quello che il paziente riferisce con l'espressione "bocca secca" i medici utilizzano il termine xerostomia, un disturbo che può alterare il normale sapore dei cibi, rendere difficile la fonazione e predisporre alla carie dentale. La saliva, infatti, è in grado di tamponare l'acidità della bocca e contiene alcune sostanze ad azione antimicrobica. La bocca secca può inoltre rendere difficoltosa la deglutizione, mentre i processi digestivi non subiscono particolari conseguenze negative (il mancato intervento dell'amilasi salivare è ampiamente compensato da quella pancreatica). Oltre alla secchezza delle mucose orali, il paziente può lamentare mal di gola, labbra screpolate, sete continua, difficoltà a parlare, alitosi, malattie gengivali ed infezioni fungine della bocca (vedi candidosi orale o mughetto).

Oltre a quelle alimentari, la bocca secca può avere origini iatrogene, legate cioè all'assunzione di determinati medicinali. La lista dei farmaci incriminati è piuttosto lunga ed include in particolare i prodotti farmaceutici utilizzati per il trattamento della depressione, dell'ansietà , del morbo di Parkinson, dell'obesità (sibutramina, fendimetrazina, derivati amfetaminici), dell'incontinenza urinaria e del cancro (chemioterapia), ma anche narcotici, antistaminici - decongestionanti, antipertensivi (diuretici), antidiarroici e miorilassanti.

Il tabacco (fumato o masticato), l'esercizio fisico eseguito respirando con la bocca ed il parlare o il cantare troppo a lungo, possono aggravare la sensazione di bocca secca. In altri, casi l'inaridimento può essere determinato dall'abuso di stupefacenti, come marijuana, cocaina, efedrina e amfetamine, o di alcol (che ha un effetto disidratante sull'organismo). Un'ostruzione nasale (deviazioni del setto, riniti allergiche, poliposi nasale ecc.), che costringa il paziente a respirare con la bocca, può renderla riarsa al pari delle condizioni sopraelencate.

Tra le malattie responsabili di secchezza delle fauci spicca la sindrome di Sjogren's, seguita dal comune diabete e da quello insipido, dal morbo di Parkinson, dagli orecchioni (parotite), dalla fibrosi cistica e da disturbi psicologici (depressione ed ansietà); la sensazione di bocca secca può essere percepita anche da pazienti affetti dal morbo di Parkinson o che hanno subìto un infarto. Quando la bocca secca si accompagna a sudorazione eccessiva e spiccata magrezza può essere spia di una malattia della tiroide chiamata ipertiroidismo. La bocca secca può essere causata anche dalla lesione delle ghiandole salivari, ad esempio per un trauma alla testa, per un intervento chirurgico o per radioterapia localizzata al collo e al capo (in tal caso la lesione può essere irreversibile).

Per la diagnosi di xerostomia il medico o il dentista esaminano con cura la storia clinica del paziente ed i sintomi che lamenta; un'attenta ispezione della cavità orale e la palpazione del collo e delle guance - eventualmente associata ad esami ematici o a tecniche di imaging (diagnostica per immagini) - potranno eventualmente aiutarlo ad identificare le origini del problema. A livello casalingo la bocca secca può essere "diagnosticata" ingerendo dei cracker o del riso secco: se si hanno difficoltà a masticare o a deglutire il test viene considerato "positivo".

Il trattamento della xerostomia viene personalizzato in relazione alle cause di origine. Per esempio, il medico può decidere di sospendere determinati medicinali e sostituirli con altri. Risciacqui orali con appositi collutori, applicazione di umettanti artificiali in spray (Xerotin, Secriva), capaci di mimare l'effetto della saliva (utili soprattutto prima dei pasti) e l'adozione di altre misure palliative ritenute secretivo-stimolanti (chewingum o confetti, rigorosamente senza zucchero), rappresentano una strategia di intervento generalizzata. Il paziente, dal canto suo, deve mantenere un'adeguata igiene orale e correggere eventuali abitudini cosiddette viziate, abolendo il fumo, cercando di respirare con il naso anziché con la bocca, aumentando l'apporto di liquidi e umidificando gli ambienti in cui soggiorna. Quando le ghiandole salivari sono sane, il trattamento della bocca secca può avvalersi di appositi farmaci scialagoghi, come l'anetoltritione (Sulfarlem) e la pilocarpina (Salagen), che aumentano il flusso della saliva.